Prima Comunione ai ragazzi: è introduzione alla vita cristiana ed ecclesiale. Una nota pastorale dei Vescovi del Triveneto a cento anni dal decreto «Quam Singulari» voluto dal Papa S. Pio X nel 1910

Conferenza Episcopale Triveneto

Ufficio stampa

Zelarino (Venezia), 24 giugno 2010

Prima Comunione ai ragazzi: è introduzione alla vita cristiana ed ecclesiale

Una nota pastorale dei Vescovi del Triveneto a cento anni dal decreto «Quam Singulari» voluto dal Papa S. Pio X nel 1910

Un’occasione per ricordare il pontefice veneto S. Pio X – ‘uomo buono ma insieme fermo e risoluto nel promuovere il rinnovamento della vita ecclesiale’ – e richiamare ‘il valore decisivo dell’iniziazione cristiana dei ragazzi, soprattutto in questo tempo segnato da un accelerato processo di secolarizzazione e di indifferenza religiosa’: con quest’intento i Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto – nella riunione del 1° giugno scorso a Zelarino (Venezia) – hanno sottoscritto la nota pastorale intitolata ‘La prima Comunione all’età dell’uso della ragione’.

Il testo esce nella circostanza del centesimo anniversario del decreto ‘Quam singulari Christus amore’ – emesso dalla Sacra Congregazione dei Sacramenti l’8 agosto 1910, per disposizione del Papa Pio X – con cui si stabilì che i ragazzi fossero ammessi alla prima Comunione all’età della discrezione, cioè verso i 7 anni di età, anziché a 12-14 anni come prevedeva la prassi pastorale del tempo. La nota (il testo integrale è in allegato) ripercorre il quadro storico-ecclesiale e le motivazioni pastorali che determinarono tale svolta ma si interroga, soprattutto, su quanto quel decreto possa dire oggi riguardo l’educazione cristiana dei ragazzi.

‘Ci invita – scrivono i Vescovi – a tenere viva la nostra attenzione ai ragazzi e promuovere la loro educazione cristiana, fin dai primissimi anni della loro vita. Ci chiede di accompagnare i ragazzi verso una progressiva conoscenza di Gesù e verso una comunione sempre più intensa con lui, facendo vivere loro una serena e gioiosa esperienza di vita cristiana all’interno delle nostre comunità ecclesiali. Ci ricorda che il momento culminante della comunione con Cristo si realizza mediante l’incontro sacramentale con Lui nell’Eucaristia e che iniziare i bambini all’Eucaristia è molto di più che prepararli alla prima Comunione. E’ introdurli alla vita cristiana ed ecclesiale; è nutrire la loro vita cristiana con gli atteggiamenti propri della vita liturgica espressi nella celebrazione eucaristica: l’accoglienza fraterna, l’ascolto della parola di Dio, la professione di fede, l’offerta di sé, la disponibilità al servizio’. Fondamentali, perciò, risultano la partecipazione attiva dei genitori e delle famiglie nonché il coinvolgimento organico dell’intera comunità parrocchiale nei cammini di iniziazione cristiana dei ragazzi.

‘La prassi dell’iniziazione cristiana – conclude la nota – deve confrontarsi con i tempi che cambiano e con gli uomini e le donne che incontra. S. Pio X ci ricorda che, al di là dei metodi e dei percorsi, deve rimanere fondamentale l’intento del nostro impegno educativo: favorire l’incontro con l’amore di Dio che si è manifestato in Cristo crocifisso e risorto e si è fatto Pane di vita per noi nell’Eucaristia, per renderci partecipi della vita del Signore risorto, per rinnovare tutta la nostra vita e per farci diventare testimoni credibili dell’amore di Dio nel mondo’.

Info 041/974298 – 959999

 

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