Ritornata a Mestre la processione cittadina del Corpus Domini, con inizio nella chiesa di S. Maria della Pace e proseguimento nel vicino Parco "Albanese" alla Bissuola

Il Patriarca: “Nella Chiesa tutto nasce da Gesù Eucaristia che è il centro. Che l’Eucaristia diventi il nostro stile di vita rendendo ogni parrocchia un tabernacolo vivente nel cuore della città”

Il testo integrale dell'omelia

Mestre, 7 giugno 2026

 

Nel tardo pomeriggio di domenica 7 giugno 2026, nella Solennità del Corpus Domini, il Patriarca Francesco Moraglia ha celebrato la S. Messa nella chiesa di S. Maria della Pace a Mestre durante la quale ha conferito anche il Mandato ai nuovi Ministri straordinari della Comunione. E’ seguita poi la processione pubblica cittadina fino al parco “Alfredo Albanese” alla Bissuola , uno dei più grandi “polmoni” verdi della città dove, al termine, il Patriarca ha impartito la Benedizione Eucaristica.

In calce c’è il testo integrale dell’omelia del Patriarca.

E’ tornata così dopo molti anni la processione cittadina del Corpus Domini per le parrocchie mestrine, secondo un impulso dato dai parroci e dai fedeli finalizzato a condividere un momento forte di fede per crescere nell’amore all’Eucarestia. La celebrazione mestrina è stata rivolta a tutte le comunità parrocchiali di terraferma, ma è stata particolarmente curata dalle parrocchie di Santa Maria della Pace e del Corpus Domini, di Santa Maria Goretti (che ospita anche l’adorazione perpetua al Santissimo), di San Giovanni Evangelista e della Beata Vergine Addolorata.

Due processioni pubbliche, una sola Diocesi. Per il centro storico invece, giovedì scorso 4 giugno, il vescovo emerito di Ivrea, mons. Edoardo Cerrato, ha presieduto la Santa Messa solenne nella chiesa di San Salvador, da cui poi si è formata la processione fino a Piazza San Marco. Un appuntamento sempre pensato in ordine alla festa del Corpus Domini e curato dalle parrocchie e dai fedeli veneziani. Anche questo momento è stato voluto e curato soprattutto dai parroci e dai fedeli. Due grandi momenti di fede e di preghiera, dunque, nati dal basso col sostegno della Diocesi di Venezia, nei quali si è rinnovata l’adorazione al Santissimo Sacramento.

La Festa del Santissimo Corpo e Sangue del Signore, più comunemente detta “Corpus Domini”. Nel 1208 la monaca agostiniana appena quindicenne, Giuliana di Cornillon, di origini belghe, ha una visione nella quale le viene chiesto di adoperarsi per istituire una festa liturgica dedicata all’Eucarestia: ci riuscirà solo a livello diocesano nel 1247 quando diventa vescovo di Liegi Roberto de Thourotte. Nel 1261 l’ex arcidiacono di Liegi diventa Papa Urbano IV. Nel 1264, impressionato da un miracolo eucaristico avvenuto a Bolsena, vicino Orvieto, dove risiedeva, promulgò la bolla “Transiturus” con la quale istituiva la nuova solennità, da celebrarsi in onore del Santissimo Sacramento il giovedì dopo l’ottava di Pentecoste (in Italia la festa è traslata alla domenica successiva, quest’anno il 7 giugno). San Tommaso d’Aquino viene incaricato di comporne l’ufficio liturgico: il più famoso inno è “Sacris solemniis”, la cui penultima strofa che comincia con le parole Panis angelicus (Pane degli angeli) è stata spesso musicata separatamente dal resto dell’inno. Essendo poi Papa Urbano IV morto due mesi dopo aver istituito la festa, la bolla non fu attuata; ma fu confermata più tardi da Clemente V, primo Papa avignonese (1312). La ormai tradizionale processione del Corpus fu introdotta dal Papa Giovanni XXII nel 1316. Da allora il Corpus Domini è stato ed è celebrazione della fede e della devozione gioiosa del popolo cristiano verso la Santissima Eucarestia, anche attraverso le diverse espressioni dell’arte popolare, dei canti, degli apparati decorativi.

 

 

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