«Vi ho chiamato amici». Messaggio del Patriarca alla Diocesi in occasione della Giornata per il Seminario diocesano
Venezia, 20 aprile 2026
Nella nostra Diocesi la Giornata per il Seminario si celebra la V domenica di Pasqua, quella successiva alla “domenica del Buon Pastore” nella quale la Chiesa è invitata a pregare per le vocazioni e, specialmente, per quelle al sacerdozio ordinato.
Non sfugge il legame tra i due appuntamenti, il primo universale, il secondo diocesano. Il messaggio è chiaro: la scelta di vita nel sacerdozio ministeriale non è, in alcun modo, un programma di autorealizzazione personale o una mera soluzione organizzativa a necessità della comunità cristiana; è, piuttosto, la risposta ad un dono del Cielo perché è Dio stesso che si prende cura della sua Chiesa donandole i ministri dei quali essa ha bisogno per annunciare il Vangelo e celebrare i Sacramenti. Sì, le vocazioni al presbiterato non sono nella disponibilità né fanno parte dell’iniziativa della Chiesa, ma vanno domandate nella preghiera e accolte come grazia e iniziativa di Dio.
Nello scorso mese di giugno, durante l’udienza riservata ai seminaristi del Triveneto, Papa Leone XIV ha ricordato “la cosa più importante: tenete fisso lo sguardo su Gesù (cfr Eb 12,2), coltivando la relazione di amicizia con Lui. A questo proposito, così scrisse il presbitero inglese Robert Hugh Benson (1871-1914) dopo la sua conversione al cattolicesimo: «Se c’è una cosa che non lascia dubbi nel Vangelo è proprio questa: Gesù Cristo desidera essere nostro amico. […] Il segreto che ha costituito i santi è tutto qui: la consapevolezza dell’amicizia di Gesù Cristo» (L’amicizia di Cristo, Milano 2024, 17)”.
E proprio questa è la parola scelta per guidare l’annuale Giornata di preghiera e sostegno per il nostro Seminario diocesano: “Vi ho chiamato amici” (Gv 15,15). Qui c’è il segreto e il nucleo incandescente di ogni vocazione nella Chiesa e – oso dire – di ogni esistenza cristiana veramente riuscita: l’intimo e personale dialogo tra Dio che chiama e il discepolo che riconosce la chiamata e vi risponde con prontezza. Ma tale dialogo di amicizia deve rimanere vivo nel tempo e appartiene alla responsabilità personale di ciascuno coltivarlo quotidianamente dando la precedenza alla preghiera, all’ascolto della parola di Dio e al silenzio.
La comunità del Seminario vive in mezzo a noi, è un segno di vitalità per la nostra Chiesa e appartiene a tutti noi. Ripeto: non è del Patriarca, non è del Rettore, non è dei formatori. Il Seminario è uno dei tesori preziosi e imprescindibili della nostra Chiesa locale. Dobbiamo sentirlo nostro e davvero impegnarci tutti, iniziando dalla preghiera, perché continui ad essere sempre più “cenacolo” di giovani chiamati a donare la vita per il ministero ordinato a favore del popolo di Dio.
Desidero ribadirlo con forza: non stanchiamoci di ringraziare il Signore e la Vergine sua Madre, la nostra Madonna della Salute, per la presenza viva del Seminario nella Chiesa di Venezia. L’adorazione eucaristica il primo giovedì del mese e i pellegrinaggi mariani dei primi sabati del mese sono piccoli strumenti mediante i quali viviamo la priorità della preghiera nell’azione ecclesiale. Ma ogni comunità parrocchiale può e deve condividere altre proposte “vocazionali”: la cura del gruppo dei ministranti, pellegrinaggi sulle orme dei Santi da proporre agli adolescenti e ai giovani, gruppi di preghiera per le vocazioni da diffondere tra le famiglie della parrocchia, alcuni giorni di “missione vocazionale” con il coinvolgimento dei seminaristi anche nella nostra parrocchia di Ol Moran in Kenya ecc.
Invito perciò le comunità parrocchiali a continuare la bella tradizione, tipica della nostra Diocesi, di visitare ed incontrare il Seminario per trascorrervi un tempo di ritiro in vista dei Sacramenti dell’iniziazione cristiana, accompagnandovi i bambini e gli adolescenti ed invitando anche i loro genitori; tale invito è esteso ai gruppi del post-Cresima, degli adolescenti e dei giovani. Anche le associazioni e le aggregazioni laicali, per vivere una bella e feconda comunione con la Chiesa, devono sentire la gioia e il desiderio di incontrare e sostenere il Seminario diocesano; è proprio l’incontro personale che permette una vera conoscenza!
Un segno promettente è la collaborazione e sinergia che in questi anni si è consolidata tra il nostro Seminario e la pastorale giovanile e quella universitaria della Diocesi: gli incontri amichevoli, alcuni appuntamenti di formazione spirituale arricchiscono la formazione dei seminaristi e, soprattutto, consentono una prospettiva autenticamente vocazionale alle pastorale diocesana ordinaria.
Mi permetto, infine, di rinnovare anche l’invito a sostenere economicamente il nostro Seminario. In tutte le Sante Messe celebrate nella V domenica di Pasqua – nelle chiese parrocchiali come nelle rettorie e negli oratori – vi sia la raccolta delle offerte da destinare al Seminario Patriarcale per sostenere la missione di formazione dei futuri presbiteri e il servizio nella pastorale della Chiesa diocesana. Contribuire con la propria offerta personale è un gesto importante, perché esprime senso di appartenenza e condivisione.
Ringrazio le famiglie che hanno deciso di entrare a far parte degli “Amici del Seminario”, adottando spiritualmente un seminarista e partecipando ai momenti di preghiera e di ritrovo presso il Seminario, come pure con l’impegno della preghiera del Rosario o dell’adorazione eucaristica per il Seminario nei primi giovedì del mese.
Ringrazio tutti e chiedo ai presbiteri del Patriarcato di Venezia di essere i primi amici e promotori del nostro Seminario nelle diverse comunità cristiane. Volentieri benedico di cuore e tutti affido alla protezione della Madonna della Salute.
✠ Francesco Moraglia, patriarca
