Omelia nella S. Messa in onore di Maria Virgo Fidelis Patrona dell’Arma dei Carabinieri (Venezia – Chiesa parrocchiale di San Zaccaria, 22 novembre 2025)

S. Messa in onore di Maria Virgo Fidelis Patrona dell’Arma dei Carabinieri

(Venezia – Chiesa parrocchiale di San Zaccaria, 22 novembre 2025)

Omelia del Patriarca Francesco Moraglia

 

 

Ringrazio il Comandante Provinciale dell’invito e auguro a Lui, agli uomini e delle donne dell’Arma di poter godere sempre, con le loro famiglie, della protezione della Virgo Fidelis, loro celeste patrona.

Il titolo di “Virgo Fidelis” rimanda alla Vergine Maria vista come modello di fedeltà. La figura di Maria che cosa esalta? Esalta appunto la fedeltà a Dio e ai valori cristiani e umani dell’obbedienza alla volontà di Dio, nonché il suo compito – fedelmente sempre adempiuto –  di madre spirituale e protettrice dei suoi figli offrendo loro un modello di generosità, vigilanza e sacrificio.

Le virtù della fedeltà, dell’obbedienza e del saper tenere il segreto – a garanzia delle istituzioni e cittadini – sono il distintivo di chi serve lo stato e la collettività nell’Arma. La Virgo Fidelis è patrona in quanto ha incarnato nella sua vita tutte queste virtù.

Maria fu sempre fedele a Dio, era presente – non dimentichiamolo – anche ai piedi della croce. Fu obbediente nell’accogliere le parole dell’Annunciazione dicendo solo e semplicemente “sì”. Fu silenziosa anche nei momenti in cui il parlare avrebbe potuto allentare la tensione intorno a Lei di fronte all’altrui curiosità (pensate alle comari di Nazareth!) eppure preferì custodire nel silenzio il mistero di Dio, in Lei unico. Il silenzio alla consegna è sinonimo di coraggio e di libertà.

Chi è capace di fedeltà, di obbedienza e di mantenere il silenzio è persona che, oggi, possiamo definire eccezionale e che dice innanzitutto la sua libertà interiore Chi ha questa forza in sé è inespugnabile anche se dovesse soccombere.

Fedeltà a Dio dice come Maria incarni la massima fedeltà a Dio, fin dal primo istante della sua vita; Ella è l’Immacolata, ossia Colei che mai è appartenuta al maligno e alle forze del male e della ribellione.

Fedeltà a Dio dice in Maria l’accettazione piena e totale del piano di Dio per salvare l’umanità. La sua fede, che mai demorde, diventa modello spirituale per ogni discepolo del Signore.

Fedeltà a Dio dice anche collaborazione alla Redenzione: come “Virgo Fidelis,” Maria ha collaborato all’opera salvifica compiuta da Gesù Cristo. Questa collaborazione sottolinea il suo compito unico nella storia della salvezza, come madre e collaboratrice di Cristo. La spiritualità cristiana d’Oriente riconoscerà a Maria un potere su Cristo fondato sulla riconoscenza che il Figlio (Gesù) ha nei suoi confronti in quanto ha ricevuto da Lei un corpo e tale dono Lui non lo potrà mai restituire. Il motto dell’Arma è, appunto, “Fedele nei secoli”.

Maria, quindi, è la Madre di Dio e degli uomini; sì, Maria è la vera Madre di Gesù e per questo è anche la madre spirituale di tutta l’umanità; il termine “spirituale” non attenua la realtà del rapporto. Il suo titolo di “Virgo Fidelis” dice ancora una volta il perché della sua fedeltà materna verso i suoi figli.

Maria, in quanto Madre universale, protegge i figli (tutti!) come vera madre. La sua fedeltà si traduce in un ruolo di intercessione per coloro che la invocano.

Maria è così simbolo di virtù e dedizione. La sua persona e la sua storia dicono la virtù della vigilanza, la virtù del coraggio, la virtù della dedizione, la virtù del sacrificio. Si tratta di virtù spirituali e cristiane, ma anche umane e civili, necessarie per una buona vita militare.

Ricordo, infine, che Maria “Virgo Fidelis” fu scelta come Patrona da Papa Pio XII; la proclamazione avvenne l’8 dicembre 1949, in risposta alla richiesta dei cappellani militari. Questa scelta è, appunto, ispirata alla fedeltà che caratterizza i Carabinieri, il cui motto è “Nei secoli fedele”.

La festa di “Virgo Fidelis” viene celebrata il 21 novembre, data che coincide sia con la festa religiosa della Presentazione di Maria al Tempio che, per l’Arma, con l’anniversario della battaglia di Culqualber.

La battaglia di Culqualber è stata combattuta a Gondar, in Etiopia, dal 6 agosto al 21 novembre 1941 fra italiani e britannici. In quella battaglia il 1º Gruppo Mobilitato dei Carabinieri, insieme ad altri, si sacrificarono quasi al completo con tale valore che ai pochissimi sopravvissuti gli avversari tributarono l’onore degli armi. Oltre a numerose menzioni e decorazioni individuali, per il comportamento tenuto dall’intero reparto, alla bandiera dell’Arma dei Carabinieri, è stata assegnata una medaglia d’ora al valor militare.

L’Arcivescovo Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone ha composto una preghiera specifica per i Carabinieri, in onore di Maria “Virgo Fidelis”, per chiedere la sua protezione. Fra poco la reciteremo. Soffermiamoci con attenzione su ogni parola, perché ci ricorda chi è il Carabiniere.

condividi su