Intervento del Patriarca all’apertura del ponte votivo del Santissimo Redentore (Venezia, 17 luglio 2026)

Apertura del ponte votivo del Santissimo Redentore

Intervento del Patriarca Francesco Moraglia

(Venezia, 17 luglio 2026)

 

Saluto e ringrazio le autorità civili e militari presenti: il prefetto, il signor sindaco, che ringrazio per le parole che ci ha rivolto, e tutte le autorità civili e militari che hanno voluto essere qui questa sera.

Come accennava il sindaco, questa è la 450esima volta – da quel fatidico 1576 – che Venezia rinnova il suo voto al Redentore. Da quel momento in poi questa Basilica è diventata un luogo di riferimento per la storia di tante persone e di tante comunità. Insieme alla Basilica di San Marco e alla Basilica della Salute, essa costituisce quello che potremmo definire il triangolo cristiano di Venezia.

La figura del Redentore rappresenta Colui che ci ha indicato una strada ed è proprio quella che – in questo momento storico – facciamo più fatica a percorrere.

Il Redentore ci ha indicato il Padre come sorgente comune dell’umanità. E a chi non crede vorrei dire: e se fosse vero? Certo, noi credenti conosciamo la sfida dell’incredulità, ma anche chi non crede può sentire la fede che bussa alla porta del proprio cuore attraverso la testimonianza di tante persone degne di stima.

Il Redentore ci indica il Padre comune, perché la crisi dell’umanità di oggi – quella che i nostri telegiornali raccontano ogni giorno, a livello personale, familiare, civile, nazionale e internazionale – nasce dal fatto che non ci riconosciamo più fratelli, perché abbiamo smarrito il senso di una comune paternità.

Quando in una famiglia viene meno la genitorialità, quando viene meno la figura del padre, della madre, dei nonni, di chi si mette in gioco e ci porta sulle proprie spalle, allora comprendiamo quanto sia necessario riscoprire questi fondamenti.

La festa del Redentore è proprio questo: un momento in cui chiederci se possiamo compiere qualche passo in più. Non basta attraversare il ponte votivo, che pure è un segno bello e significativo; occorre attraversare il ponte del Redentore che è dentro ciascuno di noi: in chi crede, in chi non crede, in chi crede di credere e in chi crede di non credere.

Davanti a Dio ogni persona è preziosa. Ognuno ha una storia, ognuno ha una dignità. E questa è la preghiera che eleverò durante queste giornate del Redentore: che ogni uomo e ogni donna abbiano la forza di alzare lo sguardo.

Buona festa del Redentore a tutti!

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