
Si svolgerà a Orvieto dal 23 al 26 settembre 2027 il XXVIII Congresso eucaristico nazionale, una statio, un tempo di sosta, preghiera, ascolto e riflessione attorno al mistero eucaristico.
La sede è stata scelta per il forte legame con l’Eucaristia: nel 1264 papa Urbano IV in questa città promulgò la bolla “Transiturus de hoc mundo”, con la quale estendeva a tutta la Chiesa la solennità del Corpus Domini fissandola al giovedì successivo all’ottava di Pentecoste. La bolla spiega che, nonostante si celebri l’Eucarestia ogni giorno, è importante che una volta l’anno se ne faccia più onorata e solenne memoria, in quanto presenza reale di Cristo, accogliendo così e avvalorando le esperienze mistiche di santa Giuliana di Cornillon e ricevendo forte spinta anche dal miracolo eucaristico di Bolsena avvenuto l’anno precedente (Orvieto ne custodisce il corporale).
Papa Leone nell’enciclica “Magnifica humanitas” scrive al n. 234:
“La spiritualità di cui abbiamo bisogno è una spiritualità eucaristica, cioè una spiritualità dell’unità ecclesiale nell’amore. L’Incarnazione e la Pasqua rivelano Dio che entra nella nostra condizione umana e la trasfigura nel dono di sé. Questo dono rimane presente e operante nell’Eucaristia, nella quale il Signore si comunica e raduna la Chiesa, perché la sua offerta diventi principio di unità e sorgente di vita nuova. Da questa comunione nasce anche la solidarietà cristiana, poiché l’«unione con Cristo è allo stesso tempo unione con tutti gli altri ai quali Egli si dona». [213] Come spiega Sant’Agostino ai nuovi cristiani della sua Chiesa, il pane e il vino sull’altare sono il sacramento dell’unità dei fedeli in Cristo: «Ciò che si vede ha un aspetto materiale, ciò che si intende produce un effetto spirituale. Se vuoi comprendere [il mistero] del corpo di Cristo, ascolta l’Apostolo che dice ai fedeli: Voi siete il corpo di Cristo e sue membra ( 1Cor 12,27). Se voi dunque siete il corpo e le membra di Cristo, sulla mensa del Signore è deposto il mistero di voi: ricevete il mistero di voi. A ciò che siete rispondete: Amen e rispondendo lo sottoscrivete. Ti si dice infatti: Il Corpo di Cristo, e tu rispondi: Amen. Sii membro del corpo di Cristo, perché sia veritiero il tuo Amen».