Domenica della Parola di Dio 2024


Si celebra il 21 gennaio la V Domenica della Parola di Dio, il cui motto scelto è ripreso dal Vangelo di Giovanni: «Rimanete nella mia Parola» (Gv 8,31).

Mettiamo a disposizione due sussidi per la preparazione.

 

Sussidio Liturgico-Pastoralea cura del Dicastero per l’evangelizzazione

La Domenica della Parola di Dio è una iniziativa profondamente pastorale con cui papa Francesco vuole far comprendere quanto sia importante nella vita quotidiana della Chiesa e delle nostre comunità il riferimento alla Parola di Dio, una Parola non confinata in un libro, ma che resta sempre viva e si fa segno concreto e tangibile. Ogni realtà locale potrà trovare le forme più adatte ed efficaci per vivere al meglio questa Domenica, facendo «crescere nel popolo di Dio la religiosa e assidua familiarità con le Sacre Scritture» (Aperuit illis, 15). Questo Sussidio pastorale si propone come un aiuto che si vuole offrire alle comunità parrocchiali e a quanti si raccolgono per la celebrazione della santa Eucarestia domenicale, perché questa Domenica sia vissuta intensamente. [S.E.R. Mons. Rino Fisichella]

 

Sussidio per la celebrazione “Kerygma”a cura della Conferenza Episcopale Italiana

In vista della Domenica della Parola di Dio, l’Ufficio Catechistico, l’Ufficio Liturgico, l’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso e l’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto hanno preparato un Sussidio con alcune proposte per la preghiera e la meditazione centrate sul “Kerygma”. Questo termine, spiega nella presentazione Mons. Giuseppe Baturi, Segretario Generale della CEI, indica “il contenuto fondamentale dell’annuncio cristiano: Gesù Cristo morto e risorto. Alle donne e agli uomini di oggi, che non si accontentano di vivere ma desiderano una qualità alta della vita, la fede cristiana propone la vita del Crocifisso-Risorto. È lui, che ha dato se stesso per gli altri passando anche attraverso la morte, che il cristiano testimonia senza paura”. Ecco allora che, osserva Mons. Baturi, “il kerygma cristiano non è una nozione o una affermazione appresa a memoria: è una relazione, una esperienza concreta condotta insieme e mantenuta nel tempo con tenacia”. Le Sacre Scritture, ricorda il Segretario Generale, “ospitano questo kerygma, il racconto di quello che i nostri padri nella fede hanno sperimentato e si sono impegnati a trasmettere alle generazioni future”. “Grazie all’azione dello Spirito – aggiunge – le Scritture colmano il divario temporale tra la comunità ecclesiale di oggi e la Chiesa primitiva e preparano il cuore a fare la stessa esperien­za, la stessa sequela di Cristo, la stessa figliolanza del Padre celeste”. In quest’ottica, il Sussidio – che contiene testi, musiche, commenti e immagini – vuole essere uno “strumento per la preghiera e la meditazione personale e comunitaria”.