
La Diocesi di Venezia si prepara a vivere un appuntamento liturgico di rilievo ecclesiale: domenica 18 ottobre 2026, alle ore 18.30, la chiesa di Santa Maria Goretti a Mestre ospiterà la Veglia diocesana in vista della Giornata Missionaria Mondiale. Un incontro di preghiera significativo, dato che quest’anno ricorre il centenario dall’istituzione della Giornata in tutta la Chiesa universale.
A tracciare il valore spirituale di questo momento è Fabio Rossi, direttore dell’Ufficio missionario diocesano, che sottolinea l’importanza di «fermarsi a riflettere sulle indicazioni che stiamo ricevendo dai nostri pastori per il nostro cammino di fede». In un’epoca segnata da fortissime frammentazioni sociali, il primo nodo cruciale riguarda il tema dell’unità e del superamento dei conflitti interni. Il direttore evidenzia come sia Papa Leone sia il Patriarca Francesco stiano richiamando la comunità alla comunione fraterna.
In una società che tende a separare e isolare i membri delle famiglie — tra coniugi, tra genitori e figli, tra giovani e anziani — il richiamo all’unità attraverso il perdono rappresenta una vera e propria urgenza. D’altra parte, riflette Rossi, «come può essere attrattiva una Chiesa in cui si vivono divisioni? ».
Questo interrogativo introduce il secondo grande pilastro della riflessione: la vocazione evangelizzatrice che appartiene a tutti i fedeli. Richiamando le indicazioni pontificie e la lettera pastorale Pax tibi Marce del Patriarca, il direttore dell’Ufficio missionario ricorda come la missionarietà sia una «caratteristica strutturale» della Chiesa, che non riguarda esclusivamente chi parte per terre d’oltremare, ma interpella ogni singolo battezzato nella propria quotidianità.
Per sostenere questa sfida culturale in un contesto fortemente secolarizzato, Rossi invita a mettere al centro la persona di Gesù Cristo e l’ascolto della Parola. «Dobbiamo tornare alle fondamenta della fede e al kerygma», conclude il direttore, esortando tutti a diventare «evangelisti» del quotidiano, capaci di annunciare il Vangelo «nelle famiglie, nelle comunità, nei luoghi di vita e di lavoro».
(Articolo tratto da Gente Veneta n. 37/2026)
