Presentazione dell’iniziativa educativo-culturale curata dalla Procuratoria di San Marco “I viaggi della bellezza”
(Venezia – Sala Sant’Apollonia, 14 settembre 2026)
Saluto del Patriarca Francesco Moraglia
Care ragazze e cari ragazzi, gentili dirigenti, insegnanti e accompagnatori,
sono lieto di poter rivolgere a tutti Voi questo saluto in occasione della presentazione del progetto che la Procuratoria di San Marco propone per l’anno scolastico 2026–2027.
Come Patriarca di Venezia e, quindi, rappresentate legale della Basilica di San Marco, desidero sottolineare una parola semplice ma importante: questo progetto intende essere un servizio.
La Procuratoria vuole mettere a disposizione delle scuole e degli studenti un’esperienza educativa e culturale gratuita, perché la Basilica di San Marco vuole essere – oltre che luogo liturgico – uno spazio nel quale entrare, sostare, guardare, interrogarsi e imparare.
È questo il senso delle visite proposte agli studenti delle scuole secondarie: offrire un’esperienza formativa capace di unire storia, arte, cultura, spiritualità e conoscenza.
Vorrei proporre, allora, due parole. La prima parola è: VIAGGIO.
Educare significa anche imparare a viaggiare. E viaggiare non significa semplicemente spostarsi da un luogo all’altro. Significa uscire da ciò che conosciamo per incontrare qualcosa – o qualcuno – che ancora non conosciamo.
Quando viaggiamo, siamo costretti a confrontarci con una realtà diversa dalla nostra. Cambiano i luoghi, le persone, le lingue, le abitudini, le tradizioni, i modi di pensare. E questo ci educa.
Viaggiare è cosa diversa da avere contatti nella galassia del mondo digitale. Oggi possiamo vedere praticamente tutto senza muoverci. Possiamo assistere a una videoconferenza, entrare in una chat, vedere immagini di una città dall’altra parte del mondo, visitare virtualmente un museo. Sono strumenti importanti e preziosi. Ma c’è una differenza fondamentale: una cosa è vedere una realtà attraverso uno schermo, un’altra è incontrarla.
Il viaggio ci obbliga ad andare verso qualcosa che non siamo noi. Ci obbliga a mettere in gioco i nostri occhi, i nostri sensi, le nostre emozioni, il nostro tempo. E soprattutto ci restituisce qualcosa di cui oggi abbiamo particolarmente bisogno: l’esperienza concreta dell’umanità.
Del resto, se guardiamo alla storia dell’umanità, scopriamo che essa è anche una grande storia di viaggi. Gli uomini e le donne hanno sempre attraversato mari, montagne e territori. Hanno lasciato le proprie terre, hanno incontrato altri popoli, hanno conosciuto altre culture. Le migrazioni, gli incontri tra popoli, gli scambi commerciali e culturali hanno trasformato la storia. E i luoghi che l’uomo attraversa non rimangono mai semplicemente uguali: vengono abitati, conosciuti, trasformati, plasmati dalla cultura.
Venezia è forse uno degli esempi più straordinari di questa realtà.
Visitare la Basilica di San Marco significa compiere un vero e proprio viaggio, un viaggio nello spazio ma soprattutto nel tempo e nella cultura.
Entrando in San Marco uno studente non incontra semplicemente un edificio antico; incontra una storia, incontra Venezia, incontra l’Oriente e l’Occidente, incontra secoli di arte, di fede, di commerci, di incontri tra popoli e civiltà, incontra una cultura che ha lasciato una traccia profonda nella storia europea e mondiale.
Per questo la Basilica di San Marco è un patrimonio che appartiene a Venezia, ma nello stesso tempo al mondo.
E qui arriviamo alla seconda parola: BELLEZZA. Se il viaggio ci porta fuori da noi stessi, la bellezza ci invita a fermarci e a guardare. Pensiamo – entrando in San Marco – ai mosaici, alle immagini, alle forme, alla luce, agli spazi, ai colori.
Ma perché la bellezza è così importante nell’educazione? Perché la bellezza non ci lascia semplicemente come ci ha trovati. La bellezza può suscitare meraviglia, può emozionare, pone domande, può persino cambiare il nostro modo di guardare la realtà.
La bellezza educa tutte le dimensioni della persona. Non riguarda soltanto la nostra intelligenza, non siamo soltanto l’intelligenza che impara. Siamo, infatti, persone e, quindi, abbiamo intelligenza, volontà, sentimenti, emozioni, desideri, domande esistenziali. Ecco perché la bellezza ha una forza educativa particolare.
La bellezza raggiunge la ragione, ma raggiunge anche il cuore. Ci educa non soltanto attraverso ciò che comprendiamo, ma anche attraverso ciò che proviamo. Un’opera d’arte, un’immagine, un mosaico possono far nascere una domanda che magari una lezione non avrebbe suscitato. E una domanda, soprattutto nell’età formativa, può essere l’inizio di un cammino.
San Marco ci permette anche di comprendere qualcosa di importante sulla cultura cristiana. La cultura cristiana non può essere ridotta a una cultura riservata solo a chi crede. Essa ha avuto, nella storia, una dimensione profondamente universale perché ha cercato il vero, ha cercato il bene ma ha anche, appunto, generato il bello.
Le basiliche, le cattedrali, i mosaici, le vetrate, la musica, la letteratura, la pittura, la scultura: tutto questo racconta una storia nella quale la ricerca di Dio si è incontrata con la ricerca dell’uomo. E il bello ha rappresentato spesso una via privilegiata per aprire l’uomo al mistero, alla domanda, alla trascendenza.
Ma c’è un altro aspetto che vorrei ricordare, soprattutto perché questo progetto è rivolto agli studenti. Quando pensiamo alla presenza della Chiesa nella storia della cultura, non dobbiamo pensare soltanto alle basiliche, alle cattedrali o alle opere d’arte.
Pensiamo alle scuole monastiche, che hanno custodito e trasmesso il sapere. Pensiamo poi alla nascita delle università, nelle quali la ricerca della verità è diventata progressivamente una dimensione fondamentale della cultura europea.
Ma la Chiesa ha avuto un ruolo importante nella nascita delle scuole rivolte al popolo e ai figli del popolo. Pensiamo ai grandi santi educatori: san Giuseppe Calasanzio, san Giovanni Battista de La Salle, san Giovanni Bosco, san Leonardo Murialdo. Uomini che hanno compreso che educare significa investire nella persona e, attraverso la persona, nel futuro della società.
Possiamo ora mettere insieme le due parole: Viaggio e bellezza.
Il viaggio ci fa uscire da noi stessi. La bellezza ci insegna a guardare.
Il viaggio ci fa incontrare una realtà diversa. La bellezza ci insegna a lasciarci interrogare da quella realtà.
Il viaggio apre gli orizzonti. La bellezza e il viaggio ci aprono il cuore e, insieme, ci aiutano a diventare adulti.
Questo progetto si inserisce, infine, in un momento particolarmente significativo per la Basilica e per la città di Venezia. La Procuratoria propone questo rinnovato impegno educativo nel contesto dell’Anno Marciano, che avrà il suo culmine nel 2028.
L’Anno Marciano sarà inaugurato l’8 ottobre 2027, anniversario della dedicazione della Basilica di San Marco, e si concluderà il 1° febbraio 2029, memoria della traslazione a Venezia delle reliquie dell’evangelista Marco, che è diventato nei secoli il patrono della nostra città.
È dunque un cammino che attraversa la storia e che guarda al futuro. Proprio per questo ci sembra importante che, dentro questo cammino, ci siano anche i giovani.
Cari studenti, insegnanti, dirigenti scolastici, quando verrete a San Marco, non pensate soltanto di venire a vedere qualcosa: venite a fare un’esperienza.
Venite con le vostre domande. Venite con la vostra curiosità. Venite anche con il desiderio di scoprire qualcosa che magari non vi aspettavate.
Forse un mosaico vi colpirà. Forse una storia. Forse un’immagine. Forse semplicemente la luce che entra nella Basilica.
E magari, uscendo, vi porterete dentro una domanda nuova. Anche questo è educare.
Come Patriarca di Venezia e rappresentante legale della Basilica di San Marco, desidero esprimere il mio sincero apprezzamento alla Procuratoria per questo impegno ed augurare a questa iniziativa il successo che merita. Un progetto gratuito rivolto agli studenti è un investimento concreto nella cultura e nella persona.
Ritorniamo alle due parole da cui siamo partiti: viaggio e bellezza. Il viaggio ci insegna che il mondo è più grande di noi e la bellezza che vale la pena fermarsi, guardare, lasciarsi sorprendere.
Auguro a tutti voi di poter fare – attraverso la Basilica di San Marco – questo viaggio. Un viaggio nella storia, nella cultura, nell’arte e nella fede. Ma soprattutto un viaggio dentro quella realtà meravigliosa e sempre incompiuta che è la persona umana.
Buon viaggio. E buona scoperta della bellezza di San Marco.
