Presentazione del documentario “Oltre il Muro. La Madre del Buon Consiglio”
Venezia – 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (9 settembre 2026)
Intervento del Patriarca di Venezia Francesco Moraglia
- Un saluto e una parola introduttiva: il cinema come memoria
Signore e Signori,
desidero anzitutto ringraziare coloro che hanno reso possibile questo evento, in modo particolare chi ha lavorato alla realizzazione del documentario Oltre il Muro. La Madre del Buon Consiglio.
La Mostra del Cinema è, per sua natura, un luogo nel quale le immagini raccontano storie, custodiscono memorie, fanno emergere vicende e volti che rischierebbero di essere dimenticati.
Questa sera siamo dinanzi ad un’immagine che, per milioni di persone, non è una mera immagine.
È un volto che ha attraversato la storia, che ha accompagnato un popolo.
È un volto legato alla fede, alla sofferenza, alla persecuzione, al silenzio e alla speranza di un popolo.
È la Madre del Buon Consiglio.
- Quando un’immagine diventa parte della vita di un popolo
Un’icona non può essere compresa solo come opera d’arte.
Certamente possiede un valore artistico, storico e culturale.
Ma per chi crede essa diventa qualcosa di più: diventa una presenza nella memoria.
L’immagine sacra non è semplicemente qualcosa che il popolo guarda. È qualcosa davanti a cui il popolo si riconosce.
Per questo occorre comprendere il rapporto tra l’immagine della Madonna del Buon Consiglio e il popolo che l’ha venerata.
Un’immagine può diventare luogo della memoria di una comunità.
Raccoglie le lacrime di generazioni, custodisce le preghiere di madri e padri.
Può attraversare le vicende drammatiche della storia e continuare a dire, anche quando tutto sembra tacere: «Non siete soli».
- Scutari e il popolo albanese: una fede custodita nella storia
Assume qui particolare significato il riferimento a Scutari, città fortemente segnata dalla storia religiosa e civile del popolo albanese.
La vicenda della Madonna del Buon Consiglio si colloca dentro una storia molto più ampia: la storia di un popolo che ha conosciuto separazioni, mutazioni culturali, differenti appartenenze religiose e, nel novecento, una delle esperienze più dure di persecuzione religiosa.
E proprio qui emerge un elemento fondamentale.
La fede non è soltanto un insieme di formule.
La fede è memoria incarnata.
La fede diventa famiglia, tradizione, volto, luogo.
La fede è una madre che una generazione consegna alla successiva.
Per questo, parlare della Madre del Buon Consiglio significa anche parlare di un popolo che ha custodito la propria identità attraverso la memoria della fede.
- Una confessione di fede senza contrapposizioni
È importante sottolinearlo: questa non è una storia contro qualcuno.
Non è una storia contro altre confessioni cristiane.
Non è una storia contro altre religioni.
Non è una contrapposizione.
La vicenda della Madonna del Buon Consiglio va letta come una confessione di fede.
Una confessione ad un tempo semplice e profondissima: Dio si è fatto vicino all’uomo. E Maria è la donna che accoglie, custodisce e porta nel mondo questa vicinanza.
L’immagine della Vergine che stringe al petto il Figlio è una sintesi mirabile della fede cristiana.
Non abbiamo davanti una divinità lontana.
Abbiamo davanti una Madre e un Figlio.
Abbiamo davanti il mistero dell’Incarnazione.
- Maria: una dimensione profondamente incarnatoria
La devozione a Maria non è una devozione aggiunta dall’esterno alla fede cristiana.
Essa conduce invece al cuore stesso del cristianesimo.
Perché Maria rimanda sempre a Cristo.
La vera devozione mariana è sempre autenticamente cristologica. Possiamo dire “incarnatoria”.
Maria è la donna nella quale la fede diventa carne.
Nel suo grembo il Verbo si fa uomo.
Nelle sue braccia il Figlio di Dio diventa il Figlio affidato alle mani di una madre.
E allora l’immagine della Madonna del Buon Consiglio, con il Figlio stretto al suo petto, possiede una forza teologica straordinaria: Dio non salva l’uomo rimanendo lontano dall’uomo.
Dio entra nella nostra storia, entra nella nostra carne; entra nelle nostre relazioni; entra nella nostra fragilità.
E Maria è il luogo umano nel quale questo mistero diventa visibile.
- Maria e il Buon Consiglio
Perché «Madre del Buon Consiglio»?
Il titolo è particolarmente bello perché ci porta al tema del consiglio, cioè del discernimento, della sapienza, della capacità di riconoscere la strada giusta.
Maria non è colei che trattiene il Figlio per sé. Maria conduce al Figlio.
La sua maternità è una maternità che orienta. È una maternità che indica una strada.
Ricordiamo le parole dette alle nozze di Cana: “Fate quello che vi dirà”.
In questa frase è racchiuso, in qualche modo, il senso del Buon Consiglio.
Maria non sostituisce Cristo; Maria porta a Cristo.
- La Madre del Buon Consiglio e l’Ordine Agostiniano
Questo titolo mariano ha una sua storia nella tradizione dell’Ordine di Sant’Agostino.
La devozione alla Madonna del Buon Consiglio è profondamente legata alla spiritualità agostiniana e alla storia della comunità che ha custodito e diffuso questa particolare venerazione.
E qui troviamo un altro elemento importante: la devozione diventa comunità; non rimane un fatto individuale.
Non è soltanto la preghiera personale di una persona davanti a un’immagine.
Diventa storia condivisa, pellegrinaggio, fraternità, appartenenza, cultura.
- Genazzano: un santuario che diventa casa
In questo itinerario non possiamo non ricordare il Santuario della Madre del Buon Consiglio di Genazzano, vicino a Roma e più volte visitato (anche pochissimi giorni fa) dal Santo Padre Leone.
Genazzano è un luogo nel quale l’immagine della Madre del Buon Consiglio è diventata casa di un popolo di credenti.
Ed è proprio questo che permette di comprendere la vicenda albanese.
Quando un’immagine viene custodita dalla fede di un popolo, non è più soltanto collocata in un luogo; è il popolo che si sente custodito da quell’immagine.
Ecco perché possiamo parlare di una geografia spirituale della Madre del Buon Consiglio: Scutari, Genazzano e tanti altri luoghi diventano punti di una memoria che attraversa i confini.
- «Oltre il muro»: il significato di un titolo
E allora il titolo del documentario, «Oltre il muro», acquista un significato che va oltre il riferimento storico. Il muro può essere quello della persecuzione o il muro della paura, il muro che separa gli uomini, il muro dell’ideologia; può essere il muro della dimenticanza.
Ma la fede, quando è autentica, cerca sempre di andare oltre il muro. E un’immagine può diventare una finestra. Una finestra sulla speranza.
La Madre del Buon Consiglio, attraversando la storia, ci dice proprio questo: ci sono muri che possono dividere gli uomini, ma non possono cancellare la memoria di ciò che l’uomo ha nel cuore.
- Una Madre che attraversa la storia
E questo è il punto più profondo; la Madonna del Buon Consiglio non appartiene solo al passato.
Appartiene alla storia viva della Chiesa e di un popolo.
Una madre non è semplicemente ricordata, perché la s’incontra.
E così questa immagine continua a parlare perché continua a evocare qualcosa di universale: il bisogno di essere accompagnati; il bisogno di trovare una strada, il bisogno di avere qualcuno a cui affidare la propria vita; il bisogno di sapere che, anche nei momenti più difficili, la speranza è viva.
- L’immagine che custodisce un popolo
Vorrei concludere con un pensiero.
Ci sono immagini che raccontano una storia: ci sono immagini che diventano storia.
La Madre del Buon Consiglio appartiene a questa seconda categoria.
È un’immagine che ha attraversato secoli, ha attraversato confini, ha attraversato culture, ha attraversato persecuzioni e migrazioni, ha attraversato il silenzio e che continua a parlare.
Parla innanzitutto ai credenti, perché indica Cristo.
Ma può parlare anche a chi non crede, perché racconta una storia umana fatta di memoria, fedeltà, sofferenza, speranza e appartenenza.
Per questo credo che Oltre il Muro non sia semplicemente un documentario su un’immagine. È un documentario su ciò che un’immagine può diventare quando entra nella vita di un popolo.
È un invito a chiederci se oggi siamo ancora capaci di custodire immagini, simboli e memorie che ci mettano gli uni contro gli altri, ma ci aiutino a guardare oltre i muri.
Oltre il muro della storia, della paura, delle divisioni, c’è una Madre. E nelle sue braccia rimane il Figlio; per questo è la Madre del Buon Consiglio.
