S. Messa con un gruppo di imprenditori di Confindustria Veneto Est, Area Metropolitana di Venezia, Padova, Rovigo e Treviso
(Venezia – Basilica Cattedrale di San Marco, 19 giugno 2026)
Omelia del Patriarca Francesco Moraglia
Stimata Presidente e imprenditori associati di Confindustria Veneto Est, Area Metropolitana di Venezia, Padova, Rovigo e Treviso,
in questa riflessione, nel contesto eucaristico che stiamo qui vivendo, ci vogliamo soffermare sull’enciclica di Leone XIV, Magnifica humanitas, in cui – come ben sapete – si tratta di una questione capitale per il nostro presente e futuro: l’intelligenza artificiale (IA).
L’Intelligenza Artificiale – secondo il Papa – non va considerata solo come una sfida tecnologica ma come un “crocevia antropologico” che unisce fra loro temi che – per un imprenditore e un’imprenditrice responsabili – oggi sono imprescindibili e riguardano il lavoro, la finanza e l’etica sociale.
L’impianto della enciclica si articola sui principi della dottrina sociale applicati al mondo moderno, affrontando le criticità dell’era digitale; è un testo variegato, ricco di temi che si rincorrono per porre in evidenza la complessità e la ricchezza del testo (articolato in 245 paragrafi).
Desidero però, innanzitutto, richiamare cosa è e cosa non è la dottrina sociale della Chiesa, secondo quanto san Giovanni Paolo II affermava già quarant’anni fa nell’enciclica Sollicitudo rei socialis: “La dottrina sociale della Chiesa non è una «terza via» tra capitalismo liberista e collettivismo marxista, e neppure una possibile alternativa per altre soluzioni meno radicalmente contrapposte: essa costituisce una categoria a sé. Non è neppure un’ideologia, ma l’accurata formulazione dei risultati di un’attenta riflessione sulle complesse realtà dell’esistenza dell’uomo, nella società e nel contesto internazionale, alla luce della fede e della tradizione ecclesiale. Suo scopo principale è di interpretare tali realtà, esaminandone la conformità o difformità con le linee dell’insegnamento del Vangelo sull’uomo e sulla sua vocazione terrena e insieme trascendente; per orientare, quindi, il comportamento cristiano. Essa appartiene, perciò, non al campo dell’ideologia, ma della teologia e specialmente della teologia morale… “ (San Giovanni Paolo II, Lettera enciclica Sollicitudo ei socialis, n. 41)
Vorrei, con voi, soffermarmi, ora, sui quattro nuclei che costituiscono i punti cardinali dell’intero documento di Leone XIV Magnifica humanitas.
- Introduzione: la cornice storica e il principio cardine
A 135 anni dalla promulgazione della Rerum Novarum di Leone XIII, il Pontefice propone ora un parallelo tra la rivoluzione industriale e la quarta rivoluzione industriale che stiamo tuttora vivendo.
Fino ad oggi, infatti, si sono succedute quattro rivoluzioni industriali che hanno radicalmente trasformato la vita, il suo senso e la sua organizzazione, determinando un vero cambio di paradigma; per tale motivo non si parla più tanto di “epoche di cambiamento” ma di veri e propri “cambiamenti d’epoca”.
- La prima rivoluzione, quella industriale (1760 – 1830): inizia in Gran Bretagna ed è caratterizzata dalla meccanizzazione della produzione, grazie all’utilizzo della macchina a vapore e del carbone.
- La seconda rivoluzione industriale (1870 – 1914): decolla con l’introduzione dell’energia elettrica, del petrolio e del motore a scoppio. Ha dato il via alla produzione di massa e alla catena di montaggio.
- La terza rivoluzione industriale (1950 – 2010): nata nel secondo dopoguerra, è guidata dall’avvento dell’elettronica, dall’informatica e dalle prime telecomunicazioni. È conosciuta anche come la rivoluzione digitale.
- La quarta rivoluzione industriale (2014 – tutt’ora in corso) è conosciuta come Industria 4.0. È definita dall’integrazione di sistemi intelligenti, Intelligenza Artificiale, Internet delle Cose (IoT), robotica e Big Data.
- Il principio cardine è custodire la persona umana: è l’obiettivo centrale, ponendo il concetto di limite biologico e umano non come un ostacolo, ma come una risorsa per mantenere relazioni autentiche.
- L’Impatto sull’Industria e sul Lavoro
La logica del profitto e i monopoli: il Papa tratta il rapporto tra IA e il mondo delle attività produttive (cfr. M. H., nn. 70-85). Qui il Santo Padre denuncia la concentrazione del potere tecnologico in un numero ristretto di attori globali, definendo la situazione una forma moderna di colonialismo dei dati.
La dignità del lavoro: si evidenzia il rischio di ridurre il capitale umano a pura funzione algoritmica. Il Papa affronta la questione dell’Intelligenza Artificiale applicandola all’industria per preservare il valore del lavoro, evitando che l’automazione spinga l’uomo ai margini della società civile ed economica (cfr M.H., nn. 92-110).
- Le risorse e le opportunità dell’IA
Strumenti per il bene comune: l’enciclica non è affetta da tecno-fobia ma esorta ad un “disarmo” della tecnologia, inteso come liberazione dalle logiche di dominio ed esclusione.
L’allocazione delle risorse: l’IA viene poi riconosciuta come risorsa potenziale per il commercio e l’industria, in grado di ottimizzare processi, migliorare la logistica e risolvere problemi complessi, a patto che lo sviluppo sia orientato al bene comune, non al solo vantaggio dei privati.
- Scenari difficili da gestire
Le nuove schiavitù e il costo umano: particolare enfasi viene posta (nei paragrafi 150-165 di M.H.) sugli scenari complessi legati alle catene di approvvigionamento dell’hardware. Il Papa condanna lo sfruttamento di manodopera invisibile e il lavoro minorile nelle miniere di terre rare, essenziali per alimentare i data center globali.
La geopolitica della tecnologia: l’IA viene considerata un elemento che cambia drammaticamente il modo in cui si conducono le guerre (come menzionato nel discorso di presentazione papale) e richiede una decisa regolamentazione multilaterale per evitare derivare disumanizzanti.
- La fusione tra l’intelligenza artificiale, la biologia e l’essere umano
C’è, infine, un richiamo all’importanza della prossimità umana. Pur elaborando testi complessi, l’Intelligenza Artificiale non potrà mai pregare, amare o vivere. La “magnifica umanità” deve, quindi, essere custodita attraverso la politica, il dialogo, il perdono e la diplomazia, che restano strumenti più efficaci di qualsiasi progresso tecnologico.
Così ricordiamo anche che il mondo digitale è un ambiente virtuale, generato dalle tecnologie informatiche, basato sull’elaborazione di dati binari. Il mondo cibernetico digitale, invece, va ben oltre – prepariamoci!
Le differenze chiave tra i due concetti possono essere schematizzate in questi elementi principali:
- il mondo digitale è lo spazio delle informazioni, della rete, dei social media e delle comunicazioni concentrate su bit. Riguarda l’uso della tecnologia e le sue conseguenze.
- il mondo bioetico cibernetico digitale è una nuova disciplina che esplora l’intersezione tra le scienze biologiche, la cibernetica (l’interazione uomo-macchina) e la morale. Si occupa di tematiche come i “gemelli digitali” in medicina, l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla salute e il potenziamento umano tramite protesi tecnologiche.
Sono, quindi, necessarie regole etiche alle tecnologie che controllano, modificano o simulano la vita.
