Omelia del Patriarca nella S. Messa durante la Gita dei ministranti in occasione del Primo Maggio (Castiglione delle Stiviere – Mantova, 1 maggio 2026)

Gita dei ministranti in occasione del Primo Maggio

(Castiglione delle Stiviere – Mantova, 1 maggio 2026)

Omelia del Patriarca Francesco Moraglia

  

Servire con gioia, amare come Luigi, lavorare con Giuseppe

 

 

Carissimi ragazzi, cari ministranti,

mi rivolgo a voi e ai vostri genitori ed accompagnatori.

È una vera gioia vedervi qui, oggi primo giorno di maggio, a Castiglione delle Stiviere, una località così significativa per la Chiesa perché ha dato i natali ad un santo che insieme oggi vogliamo imparare a conoscere: san Luigi Gonzaga.

Oggi iniziamo anche il mese di maggio – mese dedicato alla nostra Madre Celeste, Maria – e lo facciamo nel giorno in cui la Chiesa celebra la memoria liturgica di san Giuseppe Lavoratore. E quindi oggi vogliamo anche ricordare il “lavoro”, e non soltanto quello che si compie nelle botteghe degli artigiani, nelle fabbriche, nelle scuole, negli uffici e nei servizi di cui tutti usufruiamo.

Noi oggi vogliamo ricordare anche un lavoro/servizio che, a ben vedere, è il più bello, ossia servire all’altare del Signore. Giuseppe era un artigiano, un falegname, che con umiltà ha custodito Gesù e Maria. Voi, ministranti, siete proprio come dei piccoli Giuseppe: nel silenzio, con cura, preparate la tavola dell’Eucaristia per Gesù e per la comunità.

 

  1. Il ruolo del Ministrante: un vero ministero liturgico

Fare i chierichetti non è solo una “divisa” da indossare o un modo per passare il tempo. È un vero ministero liturgico, un onore speciale che ha alcuni punti fermi e di riferimento:

  • la Domenica: quando svolgete il vostro servizio alla domenica, specialmente nella Messa parrocchiale, voi siete diventati il ​​braccio destro del sacerdote, ma soprattutto siete vicini a Gesù;
  • il servizio e la preghiera:vostro compito è aiutare l’intera comunità a pregare meglio. Quando voi siete ordinati, attenti e devoti, fate capire a tutti che la Messa non è uno spettacolo, ma il sacrificio di Gesù che si fa presente;
  • l’amicizia con Gesù:ogni volta che tenete la croce, i ceri, il messaggio o le ampolline, dichiarate a Gesù: “Eccomi, voglio essere tuo amico e aiutarti”.

 

  1. Testimoni di santità giovane (Tarcisio, Savio, Acutis)

Non siete soli in questo servizio. Avete tanti “compagni di squadra” già in Paradiso:

  • san Tarcisio: il patrono dei chierichetti, che ha difeso l’Eucaristia fino alla morte, mostrandoci quanto prezioso sia Gesù nel Pane;
  • San Domenico Savio che diceva: “Noi facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nell’adempire bene ai nostri doveri”;
  • san Carlo Acutis: il santo dei nostri giorni, che chiamava l’Eucaristia “la mia autostrada per il Cielo”.

 

  1. San Luigi Gonzaga: un esempio speciale qui a Castiglione

Ma oggi, a Castiglione delle Stiviere, la nostra attenzione va a un ragazzo nato proprio qui, nel 1568: san Luigi Gonzaga. Luigi era un nobile, un giovane principe, ma ha capito presto che la vera ricchezza non sono i titoli, ma l’amicizia con Gesù.

 

  • Esempio di purezza e servizio: a Castiglione Luigi ha ricevuto la prima comunione da un altro grande santo, San Carlo Borromeo.
  • Amore per l’Eucaristia: Luigi passava ore in preghiera e nel servizio, trascurando i divertimenti per stare con il Signore.
  • Speranza giovane: è morto giovane, a 23 anni, per aver curato gli appestati, mostrando un amore immenso.
  • Esempio per voi: san Luigi vi insegna a non avere paura di essere santi, a distinguervi per la vostra rettitudine e per la gioia nel servire, anche se a scuola o con gli amici sembra “fuori moda”.

 

  1. Formazione, preghiera e aiuto in Famiglia

Per essere bravi ministranti, però, serve anche l’allenamento.

  • Formazione: ma non basta neppure saper portare l’ampollina. Serve conoscere cosa fate, capire le parole della Messa e pregare anche fuori dalla chiesa.
  • Formatori/educatori: ringrazio chi vi insegna a servire, i formatori e i vostri sacerdoti.
  • Genitori e familiari: a voi genitori dico grazie! Il vostro aiuto nel far arrivare i ragazzi in orario, nel curare i loro abiti e nel sostenerli, è fondamentale. Siete la loro “Chiesa domestica”; senza di voi, questo servizio sarebbe più difficile.

 

Conclusione
Cari ragazzi, guardando a san Luigi Gonzaga e a san Giuseppe, vi auguro di vivere questo pellegrinaggio come un momento di amicizia con Gesù. Siate ministranti gioiosi e innamorati dell’Eucaristia.

Maria, Madre dei ministranti, ci accompagni in questo mese di Maggio.

 

Alcune frasi e pensieri eucaristici di quattro giovani santi

 

San Carlo Acutis (Beato, il “Ciber-apostolo”)

  •  “L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo”.
  • “Stare davanti al sole ci si abbronza, davanti all’Eucaristia si diventa santi”.
  • “Gesù, accomodati pure! Fai come se fossi a casa tua!” (detta ogni volta che riceveva la Comunione).
  • “La nostra meta deve essere l’infinito, non il finito. L’infinito è il nostro Padre”.

 

San Domenico Savio (il “santo dell’allegria”)

  •  “La morte ma non peccati”(l’impegno a ricevere Gesù con un cuore puro).
  • “Se non posso fare cose grandi, farò le piccole cose con grande amore”.
  • “Gesù e Maria saranno i miei migliori amici”.
  • “Io non posso fare miracoli, ma posso pregare”.

 

San Tarcisio (martire dell’Eucaristia)

  •  Inno al coraggio:“Martire innocente e coraggioso, San Tarcisio, col tuo gesto d’amore ci insegni come si dona la vita per testimoniare la fede in Cristo”.
  • Preghiera del ministrante:“San Tarcisio, intercedi per me, affinché, vivendo nella fede della Chiesa, meriti di sentire rivolte anche a me le parole di Gesù”.
  • Ai chierichetti:“Voi prestate a Gesù le vostre mani, i vostri pensieri, il vostro tempo”.

 

San Luigi Gonzaga (patrono dei giovani)

  • “Tutte le cose vanno e vengono, ma l’amore di Dio rimane per sempre”.
  • “Ch’io sempre mi accosti al Banchetto Eucaristico con cuore puro e contrito”.
  • “Quel che Dio fa è tutto ben fatto”.
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