S. Messa per le esequie di don Corrado De Fanti
(Chiesa parrocchiale Santi Liberale e Mauro – Jesolo Lido, 27 marzo 2026)
Omelia del Patriarca mons. Francesco Moraglia
Carissimi,
rivolgiamo oggi l’ultimo saluto a don Corrado che è entrato nella Casa del Padre.
Confidiamo, nella fede, che possa godere la sorte dei giusti descritta dal brano del libro della Sapienza poco fa proclamato: “Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio… Quanti confidano in lui comprenderanno la verità; coloro che gli sono fedeli vivranno presso di lui nell’amore, perché grazia e misericordia sono riservate ai suoi eletti” (Sap 3,1.9).
La pagina evangelica delle beatitudini (Mt 5,1-12) associa il momento presente – che don Corrado ha ormai superato – alla vita futura che ora gli appartiene. Le beatitudini sono lì ogni volta a capovolgere il senso comune degli uomini e ci aiutano a scorgere, alla luce dell’eternità, quanto ne sia difficile o impossibile la comprensione se rimaniamo solo nella prospettiva terrena. Le beatitudini “aprono” all’intuizione della vita eterna, perché ci fanno entrare nella vita e nell’amore di Dio che è eternità.
Ecco perché la vita, dopo questo momento terreno, continua. Ecco perché la risurrezione – per chi crede in Dio come Amore eterno – è semplice conseguenza. Ecco perché don Corrado, tutti i nostri morti e noi permaniamo, ossia continuiamo a rimanere nell’amore di Dio; continuiamo a vivere nell’amore eterno ed onnipotente di Dio.
Don Corrado ha lasciato la vita terrena a 85 anni, dopo sessant’anni di sacerdozio. Il nostro saluto avviene qui a Jesolo, vicino all’ospedale, il luogo che lo ha visto dedicare la parte maggiore e più significativa del suo ministero.
Accanto ad alcune esperienze in parrocchia, connesse ai primi anni di sacerdozio, la sua vita infatti è stata caratterizzato soprattutto dal servizio – per oltre 40 anni – come cappellano dell’istituto ospedaliero marino di Jesolo.
Specialmente in questo ambito ha saputo esprimere la sua umanità e il suo sacerdozio, sempre disponibile alla cura pastorale delle persone che facevano l’esperienza del tempo della fragilità e di coloro che operavano, a vari livelli, nell’ambito ospedaliero.
Quante persone – con semplicità – don Corrado ha avvicinato in questi anni! E molte di queste potrebbero raccontare come la vicinanza alle sofferenze di quanti la Provvidenza gli poneva innanzi nel suo ministero si traduceva in attenzione, delicatezza e in un sorriso.
Al fratello Giorgio, alla cognata Graziella e al nipote Maurizio che è stato particolarmente vicino a don Corrado, vanno le nostre cristiane condoglianze. Un pensiero e una preghiera rivolgiamo anche al nipote Paolo, mancato prematuramente qualche mese fa, e che ora pensiamo in cielo insieme allo zio.
Ricordiamo anche i sacerdoti della Casa Nicopeia di Zelarino, dove don Corrado ha vissuto nell’ultimo periodo, che partecipano e si uniscono a questa celebrazione; è la testimonianza importante di una comunità sacerdotale nel cuore della nostra Chiesa diocesana.
La preghiera di suffragio è il vero dono che possiamo fare – nella fede – a chi ci ha preceduto presso Dio. Domani mattina, poi, come sapete, rivolgeremo l’ultimo saluto anche ad un altro nostro sacerdote – don Dino Pistolato – che ci ha lasciato martedì scorso.
La verità della risurrezione, che per il cristiano costituisce certezza di fede, ci sorregga particolarmente in questo momento e ci doni anche il senso e il gusto cristiano del vivere.
Il Vangelo delle beatitudini ci dia la sapienza del vivere che – anche nei momenti di sofferenza – può donare la luce che consente una visione gioiosa della vita perché Dio è sempre più grande di noi e sa dare le risposte consolanti e appropriate, in grado di sanare le nostre ferite.
Davvero “il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome” (dal salmo 22).
Affidiamo il nostro don Corrado al cuore misericordioso di Dio, a Gesù Buon Pastore e alla preghiera della Beata Vergine Maria, madre dell’Eterno Sacerdote e di tutti i sacerdoti.
