Messaggio di Pasqua del Patriarca Francesco Moraglia: “La morte non ha più l’ultima parola e deve cedere il passo alla vita”

Carissimi,

mentre il mondo continua ad essere segnato da conflitti, violenze, guerre e morte, ci raggiunge la buona notizia della Pasqua: Gesù è risorto ed è il vincitore della morte.

Sì, la grande novità che celebriamo a Pasqua, come comunità cristiana, è che dalla morte sorge la vita. È una verità che ribalta ogni logica umana e che Gesù ha espresso nel Vangelo con queste parole: “Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,34).

Dalla morte, ecco, la vita! È questo l’annuncio sconvolgente del mattino di Pasqua che travolge le donne giunte al sepolcro e lascia poi interdetti i discepoli. Parafrasando Karl Barth – tra i maggiori teologi del XX secolo – possiamo dire che il Vangelo è il sì di Dio dove il mondo dice no e viceversa; Gesù è venuto, infatti, a indicarci e a insegnarci la verità di Dio, non certo il senso comune degli uomini.

Cristo risorto, il concreto-universale, diventa il criterio e il centro della vita: ecco il senso autentico della nostra Pasqua. Siamo introdotti in una realtà che presenta i caratteri della novità assoluta. A Pasqua, per tutta la storia dell’umanità, la morte non ha più l’ultima parola e deve cedere il passo alla vita; la morte deve ritirarsi perché la vita è più forte. Questo è il nostro motivo di gioia e di speranza, pur nelle drammatiche complicazioni della storia umana ed anche nei travagli e nelle sofferenze che quotidianamente attraversano le vite delle persone, delle famiglie e delle comunità. Il senso comune ritiene che la morte è la fine di tutto, ma Pasqua contraddice tutto ciò. E se la vita nasce dalla morte, allora, il nostro modo di pensare e di vivere deve essere ribaltato.

Gesù ribalta la logica vigente e ci mostra che donare la vita genera, a sua volta, vita. Sì, la mentalità comune insegna a conservare, accumulare e difendere la propria vita per non perderla. Ma la vita si ottiene solo donandola per amore e, per Gesù, la morte non è mai fine ma semina. La Pasqua insegna che il dono di sé, anche quando costa fatica, è fecondo. Senza la Pasqua siamo solo dei chicchi isolati e chiusi nella nostra presunta sicurezza. Con la Pasqua, invece, si diventa spighe cariche di vita. In questi giorni invochiamo ed accogliamo il dono pasquale per eccellenza: la pace, che ci giunge dal Cristo risorto. Come ripete continuamente il Santo Padre Leone XIV è questa una pace che spiazza tutti, “una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente” (Papa Leone XIV, Messaggio per la LIX Giornata Mondiale della Pace 2026).

Auguro a tutti una Santa Pasqua fatta di verità, di giustizia e di pace!

 

+ Francesco, patriarca

condividi su