Traccia dell’intervento del Patriarca alla Via Crucis diocesana con i giovani (Chirignago – Centro Don Orione, 20 marzo 2026)

Via Crucis diocesana con i giovani

(Chirignago – Centro Don Orione, 20 marzo 2026)

Traccia dell’intervento del Patriarca Francesco Moraglia

Via Crucis: “libertà”, “cammino”, “compagnia”

 

 

“Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,34).

Gesù accetta liberamente di portare la sua croce, ossia, la nostra croce.

Gesù inizia il cammino verso il Calvario portando le nostre croci.

Gesù si fa compagno di strada del Cireneo!

Libertà”, “cammino”, “compagnia”: sono le parole chiave della Via Crucis.

Per il cristiano: libertà è saper d’essere preceduto da un Amore più grande.

La nostra vita: è un divenire in cui siamo chiamati non solo a decidere o giudicare ma a scegliere in sincerità e verità. Sammy Basso e Carlo Acutis.

Sammy Basso, un giovane affetto da progeria, ossia invecchiamento precoce, è morto a 28 anni il 6 ottobre 2024. Allegro, ottimista, curioso di sapere, in pace con sé e il mondo, laureato con lode in Scienze Naturali e in Molecular Biology, capace di costruire buone relazioni con tutti.

Carlo Acutis, oggi san Carlo Acutis, era solito dire: nasciamo tutti come originali, molti finiscono per vivere come fotocopie.

La Via Crucis:

    • Gesù accoglie la croce liberamente, non perché costretto.
    • Gesù “si incammina” e compie la missione affidatagli dal Padre; sì, la nostra vita è cammino in cui si realizza la nostra vocazione.
    • Camminare: è avanzare, non fermarsi; ci si realizza nella vita, ogni giorno, attraverso le proprie scelte fedeli e coraggiose.

 

  1. Gesù si fa compagno del Cireneo e di ciascuno di noi
    • Il Cireneo, grazie a quell’incontro, diventerà un altro uomo.
    • Gesù ci accompagna, meglio sorregge lungo il cammino della vita.

Libertà per il cristiano è riconoscere che si è preceduti da un Amore più grande che ci indica un progetto.

    • Libertà, allora, non è lasciarsi guidare da pulsioni e stati d’animo.
    • Libertà è, piuttosto, riconoscere che sono preceduto da quell’amore che dà senso alla mia vita.
  1. L’Amore che ci precede
    • È, insieme, sapiente ed intelligente e si propone come un cammino che unisce la mia libertà e la mia vita.
    • C’è un racconto, molto popolare in Brasile, che è denominato “Orme sulla sabbia”: il protagonista sogna di camminare sulla spiaggia con il Signore, rivedendo scene della propria vita proiettate nel cielo; per ogni scena della vita felice, sulla sabbia, appaiono due serie di orme: una sua e una del Signore. Tuttavia, il protagonista nota che nei giorni più difficili, di maggiore dolore e paura, c’è una sola serie di orme (due orme invece di quattro). Il protagonista chiede al Signore: “Perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti più difficili?”. Ma il Signore gli risponde: “Figlio mio, io ti amo e non ti ho abbandonato mai. I giorni in cui c’è soltanto un’orma nella sabbia sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio”.
    • Riconoscere tale Amore ci rende capaci non di scelte arbitrarie, egoiste, ma responsabili e significative.
  1. Il cammino della vita è fatto di decisioni e di scelte che partono dall’Amore più grande che ci precede
    • Nella vita non basta decidere/giudicare, bisogna scegliere; le scelte non sono solo decisioni ma, appunto, scelte!
    • Una decisione se non diventa scelta rimane vuota, incompiuta.
    • Noi, invece, siamo chiamati a costruire (sì!) un progetto di vita.
    • Impariamo a costruire delle scelte perché solo le scelte costruiscono il progetto che Dio ha su di noi, attendendo il nostro sì.
  1. Abbiamo bisogno di testimoni a cui guardare
  • Sammy Basso è stato uno di questi testimoni:
    • ha saputo camminare, nonostante le difficoltà indicibili che gli causava la sua malattia, vivendo in modo “libero”; il suo è stato un percorso che a differenza di tanti suoi coetanei normodotati, lo ha portato ad essere un “testimone”, un ”leader”.
    • lo è diventato camminando con Gesù. Pensiamo a Sammy quando siamo nelle difficoltà e nelle nostre fatiche quotidiane.
  • Essere originali e non essere fotocopie, diceva Carlo Acutis (1991-2006) che è vissuto nella Milano “bene” del nostro tempo. Carlo “abitava” la rete e creava siti, tanto da essere considerato – si direbbe oggi – un influencer.
    • Carlo si opponeva alla “mediocrità”, ad una vita che aveva perso lo smalto dell’originalità per diventare sbiadita “fotocopia”.
    • Il suo motto era, all’incirca questo: siamo fedeli alla nostra originalità – unica, irripetibile – con scelte autentiche, coraggiose, vere e non timorose soggette al “politicamente” corretto (tutti fanno così!). Questo, forse, è già un motivo per fare diversamente!
  1. Gesù dinanzi alla morte rimane turbato e si commuove
    • Si commuove dinanzi alla morte dell’amico Lazzaro.
    • Si turba dinanzi al “tradimento di Giuda”, che è la morte della fiducia, dell’amicizia, della parola data.
    • La morte, infatti, non è solo un fatto “fisico” ma anche “morale” e “psicologico”; si muore perché si tradisce, si muore perché si è traditi.
    • Gesù è turbato da queste parole: “Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,34). Una vita comoda e ripiegata su di sé non può generare nuove vite.
    • La morte – ossia il dono di sé – è condizione di fecondità.
    • Gesù, allora, esclama: “Dovrei dire: Padre, liberami da quest’ora? No, per quest’ora sono venuto”.
  • Morire è condizione per risorgere e donare vita a noi e agli altri.
    • Pur avendo ancora tutta la vita davanti, dobbiamo pensare alla Pasqua che è la vittoria cristiana di chi si dono anche nel morire.
    • Saper guardare il futuro con speranza è un modo con cui moriamo alle vecchie abitudini, ai nostri errori, ai nostri peccati.
    • Il Vangelo dice come Gesù, nel suo ministero, lasciava dietro a sé case, villaggi, strade a lui note per portare l’annuncio in altre case, villaggi, strade.
  1. Conclusione

Gesù abbraccia la tua croce e ti invita ad essere libero/a, a camminare con coraggio, con libertà di cuore e col dono di te stesso/a, in un equilibrio che solo la compagnia di Gesù – ossia la preghiera, il sacramento della riconciliazione, l’eucaristia – ti danno.

Riflettiamo, allora, su cosa significhi riconoscere l’Amore più grande che ti precede e che dà senso alla tua vita; questa è la chiave della tua vita che apre ogni porta.

  • Impariamo a non far scelte affrettate o le scelte che fanno tutti… Non facciamo le scelte più comode o politicamente corrette. Smettiamo di stressarci per il giudizio che gli altri danno su di noi.
  • Scegliamo, invece, un testimone che ci diventi compagno di strada.
  • Individuiamo una situazione, un fatto, per cui siamo disposti a dare tutto, anche a “morire”, per non venir meno al nostro progetto di vita.
  • Chi, poi, nella vita non trova un motivo valido per mettersi in gioco e dare tutto – anche se è il caso, la vita -, allora, costui non ha più, neanche, un motivo valido per vivere.
  • Sappiate vivere insieme momenti di condivisione guardando a Gesù: un episodio del Vangelo, una parabola, un suo discorso in modo da potervi sostenere nel cammino, verso scelte davvero libere e autentiche.

 

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