Il Patriarca S.E. Mons. Francesco Moraglia incontra il mondo della scuola nella Basilica di San Marco

Giovedì 17 settembre, nella Basilica di San Marco a Venezia, il Patriarca di Venezia S.E. Mons. Francesco Moraglia ha presieduto la celebrazione dedicata al mondo della scuola, riunendo docenti, dirigenti scolastici, studenti e quanti sono impegnati nella comunità educativa.

Un momento di preghiera e di incontro all’inizio del nuovo anno scolastico, nel quale il Patriarca ha offerto una riflessione sul compito educativo della scuola, sulla responsabilità di accompagnare e formare le nuove generazioni e sulle sfide poste dall’intelligenza artificiale.

Di seguito proponiamo un estratto dell’omelia.

“Cari studenti, stimati docenti e dirigenti scolastici,
rivolgo a tutti un saluto cordiale.

La scuola – secondo compiti e modalità diverse – ha la grande responsabilità di accompagnare e formare, non solo istruire, le nuove generazioni per costruire una società più rispettosa dell’uomo, in particolare nel tempo dell’IA, e verso una vita sociale capace di relazione vere e non solo sincere, dove per fare un semplice esempio la libertà è non fare ciò che piace ma ciò che piace dopo aver verificato che sia giusto e vero.

[…] Consideriamo questi tre verbi: ricevere, scegliere, seguire. 

Ricevere: perché nessuno di noi si fa da solo.

Scegliere: perché la vita non è una somma infinita di possibilità, ma una storia costruita attraverso decisioni precise e anche irripetibili.

Seguire: perché la verità non è soltanto qualcosa che si possiede, ma una strada sulla quale ci si mette in cammino. Per i cristiani questa strada ha un volto: è Cristo.

Ecco allora la preghiera che potremmo portare con noi uscendo da questa celebrazione: Signore, donaci la sapienza per usare le macchine senza diventare macchine; donaci la libertà di usare le informazioni senza diventare schiavi delle informazioni; donaci il coraggio di fare domande e l’umiltà di accogliere risposte; donaci soprattutto di non perdere mai quella “magnifica umanità” che Tu hai creato e che in Cristo ci hai mostrato nella sua pienezza.

Perché alla fine, il compito della scuola non è solo preparare persone che sappiano rispondere. È preparare persone che sappiano vivere”.

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