{"id":2555,"date":"2018-08-29T14:47:00","date_gmt":"2018-08-29T12:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/venezia.webdiocesi.it\/pastorale-giovanile\/?p=2555"},"modified":"2018-08-29T14:47:00","modified_gmt":"2018-08-29T12:47:00","slug":"veglia-di-preghiera-del-papa-con-i-giovani-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patriarcatovenezia.it\/pastorale-giovanile\/2018\/08\/29\/veglia-di-preghiera-del-papa-con-i-giovani-italiani\/","title":{"rendered":"Veglia di preghiera del Papa con i giovani italiani"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<p align=\"center\"><b><span style=\"color: #663300;font-size: large\">VEGLIA DI PREGHIERA CON I GIOVANI ITALIANI<\/span><\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300\"><i>Circo Massimo<br \/>\nSabato, 11 agosto 2018<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><b>[<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/events\/event.dir.html\/content\/vaticanevents\/it\/2018\/8\/11\/giovani-italiani.html\">Multimedia<\/a>]<\/b><\/p>\n<hr size=\"1\" width=\"30%\" \/>\n<p><i><b><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2018\/august\/documents\/papa-francesco_20180811_giovani-italiani.html#DIALOGO_\"><span style=\"color: #663300\">Dialogo con i giovani<\/span><\/a><\/b><\/i><\/p>\n<p><i><b><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2018\/august\/documents\/papa-francesco_20180811_giovani-italiani.html#SALUTO_\"><span style=\"color: #663300\">Riflessione finale del Santo Padre<\/span><\/a><\/b><\/i><\/p>\n<hr size=\"1\" width=\"30%\" \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300;font-size: large\"><b><i><a name=\"DIALOGO_\"><\/a>DIALOGO\u00a0DEL SANTO PADRE FRANCESCO CON I GIOVANI<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p><i>L\u2019incontro si apre con un saluto da parte di Elena di Modena a nome dei giovani italiani. Al termine del saluto, verr\u00e0 portato al Papa il dono che i giovani italiani gli faranno come segno di riconoscenza per questo incontro.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><u>Prima domanda<\/u><\/b><\/p>\n<p><b><i>Sar\u00e0 fatta da due giovani: Letizia, 23 anni e Lucamatteo, 21. Essi esprimono due aspetti della stessa ricerca: quella che riguarda la costruzione della propria identit\u00e0 personale e dei propri sogni.<\/i><\/b><\/p>\n<p>LETIZIA<\/p>\n<p>Caro Papa Francesco, sono Letizia, ho 23 anni e studio all\u2019universit\u00e0. Vorrei dirle una parola a proposito dei nostri sogni e di come vediamo il futuro. Quando ho dovuto compiere l\u2019importante scelta di cosa fare alla fine della V superiore, ho avuto paura a confidare quello che realmente sognavo di voler diventare, perch\u00e9 avrebbe significato scoprirsi completamente agli occhi degli altri e di me stessa.<\/p>\n<p>Avevo deciso di affidarmi al parere di alcuni adulti di cui ammiravo la professione e le scelte. Mi sono rivolta al professore che stimavo di pi\u00f9, il prof. di Arte, quello che insegna le cose per me pi\u00f9 appassionanti. Gli ho detto che volevo seguire la sua strada, diventare come lui. E mi sono sentita rispondere che ormai non era pi\u00f9 come una volta, che i tempi erano cambiati, che c\u2019era la crisi, che non avrei trovato lavoro, e che piuttosto avrei dovuto scegliere un ambito di studi che meglio rispondesse alle esigenze del mercato. \u2018Scegli economia\u2019, mi ha detto. Ho sentito una grande delusione; mi sono sentita tradita nel\u00a0 sogno che gli avevo confidato, quando invece cercavo un incoraggiamento proprio da quella figura che avrei voluto imitare. Alla fine, ho scelto la mia strada, ho scelto di seguire la mia passione e studio Arte.<\/p>\n<p>Invece, un giorno, in oratorio dove sono educatrice, una delle mie ragazze mi ha detto di avere fiducia in me, di stimare le mie scelte. Mi ha detto che rappresento quasi un modello per lei e che avrebbe voluto fare quello che facevo io.<\/p>\n<p>E\u2019 stato l\u00ec, in quel momento che ho deciso coscientemente che avrei preso tutto l\u2019impegno di essere educatrice: non sarei stata quell\u2019adulto traditore e deludente, ma avrei dato tempo ed energie, con tutti i pesi che potr\u00e0 comportare, perch\u00e9 una persona a me si era affidata.<\/p>\n<p>LUCAMATTEO<\/p>\n<p>Santo Padre, quando guardiamo al nostro futuro siamo abituati a immaginarlo tinto di colori grigi, scuri, minacciosi. A dirle la verit\u00e0 a me sembra di vedere una diapositiva bianca, dove non c\u2019\u00e8 nulla\u2026<\/p>\n<p>Qualche volta ho provato a disegnarlo, il mio futuro. Ma alla fine vedo qualcosa che non mi soddisfa. Provo a spiegarmi: io penso che siamo noi che lo disegniamo, ma spesso ci capita di partire da un grande progetto, una specie di grande affresco a cui poi, nostro malgrado, togliamo via via qualche dettaglio, togliamo via dei pezzi. Il risultato \u00e8 che i progetti e i sogni, per paura degli altri e del loro giudizio, finiscono per essere pi\u00f9 piccoli di quello che erano in partenza.<\/p>\n<p>E soprattutto finisco per creare qualcosa che non sempre mi piace\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><u>Risposta del Santo Padre<\/u><\/b><\/p>\n<p>Buonasera. Vi dico la verit\u00e0: io conoscevo le domande e ho fatto una bozza di risposta, ma anche \u2013 sentendo loro \u2013 aggiungerei, spontaneamente qualche cosa. Perch\u00e9 il modo in cui loro hanno fatto le domande va pi\u00f9 in l\u00e0 di quello che \u00e8 scritto.<\/p>\n<p>Tu, Letizia, hai detto una parola molto importante, che \u00e8 \u201cil sogno\u201d. E tutti e due voi ne avete detta un\u2019altra molto importante: \u201cpaura\u201d. Queste due parole ci illumineranno un po\u2019.<\/p>\n<p>I sogni sono importanti. Tengono il nostro sguardo largo, ci aiutano ad abbracciare l\u2019orizzonte, a coltivare la speranza in ogni azione quotidiana. E i sogni dei giovani sono i pi\u00f9 importanti di tutti. Un giovane che non sa sognare \u00e8 un giovane anestetizzato; non potr\u00e0 capire la vita, la forza della vita. I sogni ti svegliano, di portano in l\u00e0, sono le stelle pi\u00f9 luminose, quelle che indicano un cammino diverso per l\u2019umanit\u00e0. Ecco, voi avete nel cuore queste stelle brillanti che sono i vostri sogni: sono la vostra responsabilit\u00e0 e il vostro tesoro. Fate che siano anche il vostro futuro! E questo \u00e8 il lavoro che voi dovete fare: trasformare i sogni di oggi nella realt\u00e0 del futuro, e per questo ci vuole coraggio, come abbiamo sentito da tutti e due. Alla ragazza dicevano. \u201cNo, no: studia economia perch\u00e9 con questo morirai di fame\u201d, e al ragazzo \u00a0che \u201cs\u00ec, il progetto \u00e8 buono ma togliamo questo pezzo e questo e questo \u2026\u201d, e alla fine non \u00e8 rimasto niente. No! Portare avanti con coraggio, il coraggio davanti alle resistenze, alle difficolt\u00e0, a tutto quello che fa che i nostri sogni siano spenti.<\/p>\n<p>Certo, i sogni vanno fatti crescere, vanno purificati, messi alla prova e vanno anche condivisi. Ma vi siete mai chiesti da dove vengono i vostri sogni? I miei sogni, da dove vengono? Sono nati guardando la televisione? Ascoltando un amico? Sognando ad occhi aperti? Sono sogni grandi oppure sogni piccoli, miseri, che si accontentano del meno possibile? I sogni della comodit\u00e0, i sogni del solo benessere: \u201cNo, no, io sto bene cos\u00ec, non vado pi\u00f9 avanti\u201d. Ma questi sogni ti faranno morire, nella vita! Faranno che la tua vita non sia una cosa grande! I sogni della tranquillit\u00e0, i sogni che addormentano i giovani e che fanno di un giovane coraggioso un giovane da divano. E\u2019 triste vedere i giovani sul divano, guardando come passa la vita davanti a\u00a0 loro. I giovani \u2013 l\u2019ho detto altre volte \u2013 senza sogni, che vanno in pensione a 20, 22 anni: ma che cosa brutta, un giovane in pensione! Invece, il giovane che sogna cose grandi va avanti, non va in pensione presto. Capito? Cos\u00ec, i giovani.<\/p>\n<p>E la Bibbia ci dice che i\u00a0<i>sogni grandi<\/i>\u00a0sono quelli capaci di essere fecondi: i sogni grandi sono quelli che danno fecondit\u00e0, sono capaci di seminare pace, di seminare fraternit\u00e0, di seminare gioia, come oggi; ecco, questi sono sogni grandi perch\u00e9 pensano a tutti con il NOI. Una volta, un sacerdote mi ha fatto una domanda: \u201cMi dica, qual \u00e8 il contrario di \u2018io\u2019?\u201d. E io, ingenuo, sono scivolato nel tranello e ho detto: \u201cIl contrario di io \u00e8 \u2018tu\u2019\u201d \u2013 \u201cNo, Padre: questo \u00e8 il seme della guerra. Il contrari di \u2018io\u2019 \u00e8 \u2018noi\u2019\u201d. Se io dico: il contrario sei tu, faccio la guerra; se io dico che il contrario dell\u2019egoismo \u00e8 \u2018noi\u2019, faccio la pace, faccio la comunit\u00e0, porto avanti i sogni dell\u2019amicizia, della pace. Pensate: i veri sogni sono i sogni del \u2018noi\u2019. I sogni grandi includono, coinvolgono, sono estroversi, condividono, generano nuova vita. E i sogni grandi, per restare tali, hanno bisogno di una sorgente inesauribile di speranza, di un Infinito che soffia dentro e li dilata. I sogni grandi hanno bisogno di Dio per non diventare miraggi o delirio di onnipotenza. Tu puoi sognare le cose grandi, ma da solo \u00e8 pericoloso, perch\u00e9 potrai cadere nel delirio di onnipotenza. Ma con Dio non aver paura: vai avanti. Sogna in grande.<\/p>\n<p>E poi, la parola che voi due avete usato: \u2018paura\u2019. Sapete? I sogni dei giovani fanno un po\u2019 paura agli adulti. Fanno paura, perch\u00e9 quando un giovane sogna va lontano. Forse perch\u00e9 hanno smesso di sognare e di rischiare. Tante volte la vita fa che gli adulti smettano di sognare, smettano di rischiare; forse perch\u00e9 i vostri sogni mettono in crisi le loro scelte di vita, sogni che vi portano a fare la critica, a criticarli. Ma voi non lasciatevi rubare i vostri sogni. C\u2019\u00e8 un ragazzo, qui in Italia, ventenne, ventiduenne, che incominci\u00f2 a sognare e a sognare alla grande. E il suo pap\u00e0, un grande uomo d\u2019affari, cerc\u00f2 di convincerlo e lui: \u201cNo, io voglio sognare. Sogno questo che sento dentro\u201d. E alla fine, se n\u2019\u00e8 andato, per sognare. E il pap\u00e0 lo ha seguito. E quel giovane si \u00e8 rifugiato nel vescovado, si \u00e8 spogliato delle vesti e le ha date al padre: \u201cLasciami andare per il mio cammino\u201d. Questo giovane, un italiano del XIII secolo, si chiamava Francesco e ha cambiato la storia dell\u2019Italia. Francesco ha rischiato per sognare in grande; non conosceva le frontiere e sognando ha finito la vita. Pensiamo: era un giovane come noi. Ma come sognava! Dicevano che era pazzo perch\u00e9 sognava cos\u00ec. E ha fatto tanto bene e continua a farlo. I giovani fanno un po\u2019 di paura agli adulti perch\u00e9 gli adulti hanno smesso di sognare, hanno smesso di rischiare, si sono sistemati bene. Ma, come vi ho detto, voi non lasciatevi rubare i vostri sogni. \u201cE come faccio, Padre, per non farmi rubare i sogni?\u201d. Cercate\u00a0<i>maestri buoni<\/i>\u00a0capaci di aiutarvi a comprenderli e a renderli concreti nella gradualit\u00e0 e nella serenit\u00e0. Siate a vostra volta maestri buoni, maestri di speranza e di fiducia verso le nuove generazioni che vi incalzano. \u201cMa come, io posso diventare maestro?\u201d. S\u00ec, un giovane che \u00e8 capace di sognare, diventa maestro, con la testimonianza. Perch\u00e9 \u00e8 una testimonianza che scuote, che fa muovere i cuori e fa vedere degli ideali che la vita corrente copre. Non smettete di sognare e siate maestri nel sogno. Il sogno \u00e8 di una grande forza. \u201cPadre, e dove posso comprare le pastiglie che mi faranno sognare?\u201d. No, quelle no! Quelle non ti fanno sognare: quelle di addormentano il cuore! Quelle ti bruciano i neuroni. Quelle ti rovinano la vita. \u201cE dove posso comprare i sogni?\u201d. Non si comprano, i sogni. I sogni sono un dono, un dono di Dio, un dono che Dio semina nei vostri cuori. I sogni ci sono dati gratuitamente, ma perch\u00e9 noi li diamo anche gratuitamente agli altri. Offrite i vostri sogni: nessuno, prendendoli, vi far\u00e0 impoverire. Offriteli agli altri gratuitamente.<\/p>\n<p>Cari giovani: \u201cno\u201d alla paura. Quello che ti ha detto quel professore! Aveva paura? Eh s\u00ec, forse lui aveva paura; ma lui aveva sistemato tutto, era tranquillo. Ma perch\u00e9 non voleva che una ragazza andasse per la sua strada? Ti ha impaurito. E cosa ti ha detto? \u201cStudia economia: guadagnerai di pi\u00f9\u201d. Questo \u00e8 un tranello, il tranello dell\u2019avere, del sistemarsi in un benessere e non essere un pellegrino sulla strada dei nostri sogni. Ragazzi e ragazze, siate voi pellegrini sulla strada dei vostri sogni. Rischiate su quella strada: non abbiate paura. Rischiate perch\u00e9 sarete voi a realizzare i vostri sogni, perch\u00e9 la vita non \u00e8 una lotteria: la vita si realizza. E tutti noi abbiamo la capacit\u00e0 di farlo.<\/p>\n<p>Il santo Papa Giovanni XXIII diceva: \u201cNon ho mai conosciuto un pessimista che abbia concluso qualcosa di bene\u201d (intervista di Sergio Zavoli a mons. Capovilla in\u00a0<i>Jesus<\/i>, n. 6, 2000). Dobbiamo imparare questo, perch\u00e9 ci aiuter\u00e0 nella vita. Il pessimismo ti butta gi\u00f9, non ti fa fare niente. E la paura ti rende pessimista. Niente pessimismo. Rischiare, sognare e avanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><u>Seconda domanda<\/u><\/b><\/p>\n<p><b><i>Sar\u00e0 posta da Martina \u2013 24 anni: riguarda il discernimento nella vita e l\u2019idea di impegno e responsabilit\u00e0 nei confronti del mondo che i giovani si stanno facendo in questo tempo.<\/i><\/b><\/p>\n<p>Santo Padre, sono Martina, ho 24 anni. Qualche tempo fa, un professore mi fece riflettere su come la nostra generazione non sia capace neppure di scegliere un programma in tv, figuriamoci di impegnarsi in una relazione per la vita\u2026<\/p>\n<p>In effetti, io faccio fatica a dire di essere fidanzata. Preferisco, piuttosto, dire che \u201csto\u201d: \u00e8 pi\u00f9 semplice! Comporta meno responsabilit\u00e0, almeno agli occhi degli altri!<\/p>\n<p>Nel profondo, per\u00f2, sento fortemente di volermi impegnare a progettare e a costruire fin da adesso una vita assieme.<\/p>\n<p>Allora mi chiedo: perch\u00e9 il desiderio di intessere relazioni autentiche, il sogno di formare una famiglia, sono considerati meno importanti di altri e devono essere subordinati a seguire una realizzazione\u00a0 professionale? Io percepisco che gli adulti si aspettano questo da me: che prima raggiunga una professione, poi inizi ad essere una \u201cpersona\u201d.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di adulti che ci ricordino quanto \u00e8 bello sognare in due! Abbiamo bisogno di adulti che pazientino nello starci vicino e cos\u00ec ci insegnino la pazienza di stare accanto; che ci ascoltino nel profondo e ci insegnino ad ascoltare, piuttosto che ad avere sempre ragione!<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di punti di riferimento, appassionati e solidali.<\/p>\n<p>Non pensa che all\u2019orizzonte siano rare le figure di adulti davvero stimolanti? Perch\u00e9 gli adulti stanno perdendo il senso della societ\u00e0, dell\u2019aiuto reciproco, dell\u2019impegno per il mondo e nelle relazioni? Perch\u00e9 questo tocca qualche volta anche i preti e gli educatori?<\/p>\n<p>Io credo che valga sempre la pena di essere madri, padri, amici, fratelli\u2026per la vita! E non voglio smettere di crederci!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><u>Risposta del Santo Padre<\/u><\/b><\/p>\n<p>E\u2019 coraggiosa, Martina, eh? Scuote la nostra la stabilit\u00e0, e anche parla con fuoco! Io avrei voglia di domandarle, se forse \u00e8 la nipote di San Giovanni Crisostomo per come parla, cos\u00ec forte, con tanta forza! Scegliere, poter decidere di s\u00e9 sembra essere l\u2019espressione pi\u00f9 alta di libert\u00e0. Scegliere e poter decidere di s\u00e9. E in un certo senso lo \u00e8. Ma l\u2019idea di\u00a0<i>scelta<\/i>\u00a0che oggi respiriamo \u00e8 un\u2019idea di libert\u00e0 senza vincoli, senza impegni e sempre con qualche via di fuga: un \u201cscelgo, per\u00f2\u2026\u201d. Lei ha messo il dito nella piaga: scegliere quello per tutta la vita, la scelta dell\u2019amore \u2026 Anche l\u00ec possiamo dire: \u201cScelgo, per\u00f2 non adesso ma quando finir\u00f2 gli studi\u201d, per esempio. Lo \u201cscelgo, per\u00f2\u201d: quel \u201cper\u00f2\u201d ci ferma, non ci lascia andare, non ci lascia sognare, ci toglie la libert\u00e0. C\u2019\u00e8 sempre un \u201cper\u00f2\u201d, che a volte diventa pi\u00f9 grande della scelta e la soffoca. \u00c8 cos\u00ec che la libert\u00e0 si sgretola e non mantiene pi\u00f9 le sue promesse di vita e felicit\u00e0. E allora concludiamo che anche la libert\u00e0 \u00e8 un inganno e che la felicit\u00e0 non esiste.<\/p>\n<p>Cari giovani, la libert\u00e0 di ciascuno \u00e8 un dono grande, un dono che ti \u00e8 dato e che tu devi custodire per farlo crescere, fare crescere la libert\u00e0, farla sviluppare; la libert\u00e0 non ammette mezze misure. E lei puntava sulla libert\u00e0 pi\u00f9 grande, che \u00e8 la libert\u00e0 dell\u2019amore: ma perch\u00e9 io devo finire la carriera universitaria prima di pensare all\u2019amore? L\u2019amore viene quando vuole \u2013 il vero amore. E\u2019 un po\u2019 pericoloso, parlare ai giovani dell\u2019amore? No, non \u00e8 pericoloso. Perch\u00e9 i giovani sanno bene quando c\u2019\u00e8 il vero amore e quando c\u2019\u00e8 il semplice entusiasmo truccato da amore: voi distinguete bene questo, non siete scemi, voi! E per questo, abbiamo il coraggio di parlare dell\u2019amore. L\u2019amore non \u00e8 una professione: l\u2019amore \u00e8 la vita e se l\u2019amore viene oggi, perch\u00e9 devo aspettare tre, quattro, cinque anni per farlo crescere e per renderlo stabile? In questo io chiedo ai genitori di aiutare i giovani a maturare quando c\u2019\u00e8 l\u2019amore, che l\u2019amore maturi, non spostarlo pi\u00f9 avanti e dire: \u201cNo, perch\u00e9 se tu ti sposi adesso, poi arriveranno i bambini e non potrai finire la carriera, e tanto sforzo che noi abbiamo fatto per te\u201d; questa storia la sentiamo tutti \u2026 Nella vita, invece bisogna sempre mettere al primo posto l\u2019amore, ma l\u2019amore vero: e l\u00ec dovete imparare a discernere, quando c\u2019\u00e8 l\u2019amore vero e quando c\u2019\u00e8 solo l\u2019entusiasmo. \u201cPerch\u00e9 faccio fatica \u2013 diceva lei \u2013 a dire che sono fidanzata?\u201d. Cio\u00e8, a mostrare, a far vedere quella carta d\u2019identit\u00e0 nuova nella mia vita? Perch\u00e9 \u00e8 tutto un mondo di condizionamenti. Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra cosa che \u00e8 molto importante: \u201cMa tu, vuoi sposarti?\u201d \u2013 \u201cMa, facciamo una cosa: tu vai avanti cos\u00ec, fai finta di non amare, studi, e poi incominci a vivere la doppia vita\u201d. Il nemico pi\u00f9 grande dell\u2019amore \u00e8 la doppia vita: avete capito? O devo essere pi\u00f9 chiaro? Il nemico pi\u00f9 grande dell\u2019amore non solo \u00e8 non lasciarlo crescere adesso, aspettare di finire la carriera, ma \u00e8 fare la doppia vita, perch\u00e9 se tu incominci ad amare la doppia vita, l\u2019amore si perde, l\u2019amore se ne va. Perch\u00e9 dico questo? Perch\u00e9 nel vero amore, l\u2019uomo ha un compito e la donna ha un altro compito. Voi sapete qual \u00e8 il pi\u00f9 grande compito dell\u2019uomo e della donna nel vero amore? Lo sapete? La totalit\u00e0: l\u2019amore non tollera mezze misure: o tutto o niente. E per fare crescere l\u2019amore occorre evitare le scappatoie. L\u2019amore deve essere sincero, aperto, coraggioso. Nell\u2019amore tu devi mettere tutta la carne al fuoco: cos\u00ec diciamo noi in Argentina.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una cosa nella Bibbia che a me colpisce tanto: alla fine della Creazione del mondo, dice che Dio ha creato l\u2019uomo a sua immagine e somiglianza, e dice: \u201cLi cre\u00f2 maschio e femmina, tutti e due a sua immagine e somiglianza\u201d. Questo \u00e8 l\u2019amore. Quando tu vedi un matrimonio, una coppia di un uomo e una donna che vanno avanti nella vita dell\u2019amore, l\u00ec c\u2019\u00e8 l\u2019immagine e la somiglianza di Dio. Come \u00e8 Dio? Come quel matrimonio. Questa \u00e8 l\u2019immagine e somiglianza di Dio. Non dice che l\u2019uomo \u00e8 immagine e somiglianza di Dio, la donna \u00e8 immagine e somiglianza di Dio. No: tutti e due, insieme, sono immagine e somiglianza di Dio. E poi continua, nel Nuovo Testamento: \u201cPer questo, l\u2019uomo lascer\u00e0 suo padre e sua madre, per diventare con sua moglie una sola carne\u201d. Questo \u00e8 l\u2019amore. E qual \u00e8 il compito, dell\u2019uomo nell\u2019amore? Rendere pi\u00f9 donna la moglie, o la fidanzata. E qual \u00e8 il compito della donna nel matrimonio? Rendere pi\u00f9 uomo il marito, o il fidanzato. E\u2019 un lavoro a due, che crescono insieme; ma l\u2019uomo non pu\u00f2 crescere da solo, nel matrimonio, se non lo fa crescere sua moglie e la donna non pu\u00f2 crescere nel matrimonio se non la fa crescere suo marito. E questa \u00e8 l\u2019unit\u00e0, e questo vuol dire \u201cuna sola carne\u201d: diventano \u201cuno\u201d, perch\u00e9 uno fa crescere l\u2019altro. Questo \u00e8 l\u2019ideale dell\u2019amore e del matrimonio.<\/p>\n<p>Voi pensate che un ideale cos\u00ec, quando si sente vero, quando \u00e8 maturo, si deve spostare pi\u00f9 avanti per altri interessi? No, non si deve. Bisogna rischiare nell\u2019amore, ma nell\u2019amore vero, non nell\u2019entusiasmo amoroso truccato da amore.<\/p>\n<p>Allora dobbiamo chiederci: dov\u2019\u00e8 il mio amore, dov\u2019\u00e8 il mio tesoro? Dov\u2019\u00e8 la cosa che io ritengo pi\u00f9 preziosa nella vita? Ges\u00f9 parla di un uomo che aveva venduto tutto quello che aveva per comprare una perla preziosa di altissimo valore. L\u2019amore \u00e8 questo: vendere tutto per comprare questa perla preziosa di altissimo valore. Tutto. Per questo l\u2019amore \u00e8 fedele. Se c\u2019\u00e8 infedelt\u00e0, non c\u2019\u00e8 amore; o \u00e8 un amore malato, o piccolo, che non cresce. Vendere tutto per una sola cosa. Pensate bene all\u2019amore, pensateci sul serio. Non abbiate paura di pensare all\u2019amore: ma all\u2019amore che rischia, all\u2019amore fedele, all\u2019amore che fa crescere l\u2019altro e reciprocamente crescono. Pensate all\u2019amore fecondo.<\/p>\n<p>Ho visto qui, mentre facevo il giro, alcuni bambini nelle braccia dei genitori: questo \u00e8 il frutto dell\u2019amore, il vero amore. Rischiate sull\u2019amore!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><u>Terza domanda<\/u><\/b><\/p>\n<p><b><i>Sar\u00e0 fatta da Dario, 27 anni e riguarda il tema della fede e della ricerca di senso.<\/i><\/b><\/p>\n<p>Santo Padre, mi chiamo Dario, ho 27 anni e faccio l&#8217;infermiere in cure palliative.<\/p>\n<p>Nella vita sono rari i momenti in cui mi sono confrontato con la fede e quelle volte ho capito che i dubbi superano le certezze, le domande che faccio hanno risposte poco concrete e che non posso toccare con mano, a volte penso addirittura che le risposte non siano plausibili.<\/p>\n<p>Mi rendo conto che dovremmo spenderci pi\u00f9 tempo: \u00e8 cos\u00ec difficile in mezzo alle mille cose che facciamo ogni giorno\u2026 E non \u00e8 facile trovare una guida che abbia tempo per il confronto e la ricerca.<\/p>\n<p>E poi ci sono le grandi domante: com&#8217;\u00e8 possibile che un Dio grande e buono (cos\u00ec me lo hanno raccontato) permetta le ingiustizie nel mondo? Perch\u00e9 i poveri e gli emarginati devono soffrire cos\u00ec tanto? Il mio lavoro mi pone quotidianamente davanti alla morte e vedere giovani mamme o padri di famiglia abbandonare i propri figli mi fa chiedere: perch\u00e9 permettere questo?<\/p>\n<p>La Chiesa, portatrice della Parola di Dio in terra, sembra sempre pi\u00f9 distante e chiusa nei suoi rituali. Per i giovani non sono pi\u00f9 sufficienti le \u201cimposizioni\u201d dall&#8217;alto, a noi servono delle prove e una testimonianza sincera di Chiesa che ci accompagni e ci ascolti per i dubbi che la nostra generazione quotidianamente si pone. Gli inutili fasti e i frequenti scandali rendono ormai la Chiesa poco credibile ai nostri occhi.<\/p>\n<p>Santo Padre, con quali occhi possiamo rileggere tutto questo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><u>Risposta del Santo Padre<\/u><\/b><\/p>\n<p>Dario ha messo il dito nella piaga e ha ripetuto pi\u00f9 d\u2019una volta la parola \u201cperch\u00e9\u201d. Non tutti i \u201cperch\u00e9\u201d hanno una risposta. Perch\u00e9 soffrono i bambini, per esempio? Chi mi pu\u00f2 spiegare questo? Non abbiamo la risposta. Soltanto, troveremo qualcosa guardando Cristo crocifisso e sua Madre: l\u00ec troveremo una strada per sentire nel cuore qualcosa che sia una risposta. Nella preghiera del Padre Nostro (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a06,13) c\u2019\u00e8 una richiesta: \u00abNon ci indurre in tentazione\u00bb. Questa traduzione italiana recentemente \u00e8 stata aggiustata alla precisa traduzione del testo originale, perch\u00e9 poteva suonare equivoca. Pu\u00f2 Dio Padre \u201cindurci\u201d in tentazione? Pu\u00f2 ingannare i suoi figli? Certo che no. E per questo, la vera traduzione \u00e8: \u00abNon abbandonarci alla tentazione\u00bb. Trattienici dal fare il male, liberaci dai pensieri cattivi\u2026 A volte le parole, anche se parlano di Dio, tradiscono il suo messaggio d\u2019amore. A volte siamo noi a tradire il Vangelo. E lui parlava, di questo tradire il Vangelo, e ha detto cos\u00ec: \u201cLa Chiesa portatrice della Parola di Dio in terra, sembra sempre pi\u00f9 distante e chiusa nei suoi rituali\u201d. E\u2019 forte quello che ha detto; \u00e8 un giudizio su tutti noi, e anche in modo speciale per \u2013 diciamo cos\u00ec \u2013 i pastori; un giudizio su di noi, i consacrati, le consacrate. Ci ha detto che noi siamo sempre pi\u00f9 distanti e chiusi nei nostri rituali. Ascoltiamo questo con rispetto. Non sempre \u00e8 cos\u00ec, ma a volte \u00e8 vero. Per i giovani non sono pi\u00f9 sufficienti le imposizioni dall\u2019alto: \u201cA noi servono delle prove e una testimonianza sincera che ci accompagni e ci ascolti per i dubbi che la nostra generazione quotidianamente si pone\u201d. E lui\u00a0 chiede a tutti noi, pastori e fedeli, di accompagnare, di ascoltare, di dare testimonianza. Se io cristiano, sia un fedele laico, una fedele laica, un sacerdote, una suora, un vescovo, se noi cristiani non impariamo ad ascoltare le sofferenze, ad ascoltare i problemi, a stare in silenzio e lasciar parlare e ascoltare, non saremo mai capaci di dare una risposta positiva. E tante volte le risposte positive non si possono dare con le parole: si devono dare rischiando se stessi nella testimonianza. Dove non c\u2019\u00e8 testimonianza non c\u2019\u00e8 lo Spirito Santo. Questo \u00e8 serio.<\/p>\n<p>Dei primi cristiani si diceva: \u201cGuardate come si amano\u201d. Perch\u00e9 la gente vedeva la testimonianza. Sapevano ascoltare, e poi vivevano come dice il Vangelo. Essere cristiano non \u00e8 uno\u00a0<i>status<\/i>\u00a0della vita, uno status qualificato: \u201cTi ringrazio, Signore, perch\u00e9 sono cristiano e non sono come gli altri che non credono in Te\u201d. Vi piace questa preghiera? (rispondono: no). Questa \u00e8 la preghiera del fariseo, dell\u2019ipocrita; cos\u00ec pregano gli ipocriti. \u201cMa, povera gente, non capisce nulla. Non sono andati alla catechesi, non sono andati in un collegio cattolico, non sono andati all\u2019universit\u00e0 cattolica \u2026 ma, sono povera gente \u2026\u201d: questo \u00e8 cristiano? E\u2019 cristiano o no? (rispondono: no) No! Questo scandalizza! Questo \u00e8 peccato. \u201cTi ringrazio, Signore, perch\u00e9 non sono come gli altri: io vado a Messa la domenica, io faccio questo, io ho una vita ordinata, mi confesso, non sono come gli altri \u2026\u201d. Questo \u00e8 cristiano? (rispondono: no) No. Dobbiamo scegliere la testimonianza. Una volta, in un pranzo con i giovani, a Cracovia, un giovane m\u2019ha detto: \u201cIo ho un problema, all\u2019universit\u00e0, perch\u00e9 ho un compagno che \u00e8 agnostico. Mi dica, Padre, cosa devo dire a questo compagno agnostico per fargli capire che la nostra \u00e8 la vera religione?\u201d. Io ho detto: \u201cCaro, l\u2019ultima cosa che tu devi fare \u00e8 dirgli qualcosa. Incomincia a vivere come cristiano, e sar\u00e0 lui a domandarti perch\u00e9 vivi cos\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>Continuava, Dario: \u201cGli inutili fasti e i frequenti scandali rendono ormai la Chiesa poco credibile ai nostri occhi. Santo Padre, con quali occhi possiamo rileggere tutto questo?\u201d. Lo scandalo di una Chiesa formale, non testimone; lo scandalo di una Chiesa chiusa perch\u00e9 non esce. Lui tutti i giorni deve uscire da se stesso, sia che sia contento, sia che sia triste, ma deve uscire per accarezzare gli ammalati, per dare le cure palliative che facciano meno doloroso il loro transito all\u2019eternit\u00e0. E lui sa cosa \u00e8 uscire da se stesso, andare verso gli altri, andare al di l\u00e0 delle frontiere che mi danno sicurezza. Nell\u2019Apocalisse c\u2019\u00e8 un passo in cui Ges\u00f9 dice: \u201cIo busso alla porta: se voi mi aprite, io entrer\u00f2 e cener\u00f2 con voi\u201d: Ges\u00f9 vuole entrare da noi. Ma io penso tante volte a Ges\u00f9 che bussa alla porta, ma da dentro, perch\u00e9 lo lasciamo uscire, perch\u00e9 noi tante volte, senza testimonianza, lo teniamo prigioniero delle nostre formalit\u00e0, delle nostre chiusure, dei nostri egoismi, del nostro modo di vivere clericale. E il clericalismo, che non \u00e8 solo dei chierici, \u00e8 un atteggiamento che tocca tutti noi: il clericalismo \u00e8 una perversione della Chiesa. Ges\u00f9 ci insegna questo cammino di uscita da noi stessi, il cammino della testimonianza. E questo \u00e8 lo scandalo \u2013 perch\u00e9 siamo peccatori! \u2013 non uscire da noi stessi per dare testimonianza.<\/p>\n<p>Io invito voi a chiedere \u2013 a Dario o a qualcun altro \u2013 che faccia questo lavoro, che sia capace di uscire da se stesso, per dare testimonianza. E poi, riflettere. Quando io dico \u201cla Chiesa non d\u00e0 testimonianza\u201d, posso dirlo anche su di me, questo? Io do testimonianza? Lui pu\u00f2 dirlo, perch\u00e9 d\u00e0 testimonianza tutti i giorni, con gli ammalati. Ma io, posso dirlo? Ognuno di noi, pu\u00f2 criticare quel prete, quel vescovo o quell\u2019altro cristiano, se non \u00e8 capace di uscire da se stesso per dare testimonianza?<\/p>\n<p>Cari giovani \u2013 e questa \u00e8 l\u2019ultima cosa che dico \u2013 il messaggio di Ges\u00f9, la Chiesa senza testimonianza \u00e8 soltanto fumo.<\/p>\n<hr size=\"1\" width=\"30%\" \/>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300;font-size: large\"><b><i><a name=\"SALUTO_\"><\/a>RIFLESSIONE FINALE\u00a0DEL SANTO PADRE<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cari giovani,<\/p>\n<p>grazie per questo incontro di preghiera, in vista del prossimo Sinodo dei Vescovi.<\/p>\n<p>Vi ringrazio anche perch\u00e9 questo appuntamento \u00e8 stato preceduto da un intreccio di tanti cammini sui quali vi siete fatti pellegrini, insieme ai vostri vescovi e sacerdoti, percorrendo strade e sentieri d\u2019Italia, in mezzo ai tesori di cultura e di fede che i vostri padri hanno lasciato in eredit\u00e0. Avete attraversato i luoghi dove la gente vive e lavora, ricchi di vitalit\u00e0 e segnati da fatiche, nelle citt\u00e0 come nei paesi e nelle borgate sperdute. Spero che abbiate respirato a fondo le gioie e le difficolt\u00e0, la vita e la fede del popolo italiano.<\/p>\n<p>Nel brano del Vangelo che abbiamo ascoltato (cfr\u00a0<i>Gv<\/i>\u00a020,1-8), Giovanni ci racconta quella mattina inimmaginabile che ha cambiato per sempre la storia dell\u2019umanit\u00e0. Figuriamocela, quella mattina: alle prime luci dell\u2019alba del giorno dopo il sabato, attorno alla tomba di Ges\u00f9 tutti si mettono a correre. Maria di Magdala corre ad avvisare i discepoli; Pietro e Giovanni corrono verso il sepolcro&#8230; Tutti corrono, tutti sentono l\u2019urgenza di muoversi: non c\u2019\u00e8 tempo da perdere, bisogna affrettarsi&#8230; Come aveva fatto Maria \u2013 ricordate? \u2013 appena concepito Ges\u00f9, per andare ad aiutare Elisabetta.<\/p>\n<p>Abbiamo tanti motivi per correre, spesso solo perch\u00e9 ci sono tante cose da fare e il tempo non basta mai. A volte ci affrettiamo perch\u00e9 ci attira qualcosa di nuovo, di bello, di interessante. A volte, al contrario, si corre per scappare da una minaccia, da un pericolo\u2026<\/p>\n<p>I discepoli di Ges\u00f9 corrono perch\u00e9 hanno ricevuto la notizia che il corpo di Ges\u00f9 \u00e8 sparito dalla tomba. I cuori di Maria di Magdala, di Simon Pietro, di Giovanni sono pieni d\u2019amore e battono all\u2019impazzata dopo il distacco che sembrava definitivo. Forse si riaccende in loro la speranza di rivedere il volto del Signore! Come in quel primo giorno quando aveva promesso: \u00abVenite e vedrete\u00bb (<i>Gv<\/i>\u00a01,39). Chi corre pi\u00f9 forte \u00e8 Giovanni, certamente perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 giovane, ma anche perch\u00e9 non ha smesso di sperare dopo aver visto coi suoi occhi Ges\u00f9 morire in croce; e anche perch\u00e9 \u00e8 stato vicino a Maria, e per questo \u00e8 stato \u201ccontagiato\u201d dalla sua fede. Quando noi sentiamo che la fede viene meno o \u00e8 tiepida, andiamo da Lei, Maria, e Lei ci insegner\u00e0, ci capir\u00e0, ci far\u00e0 sentire la fede.<\/p>\n<p>Da quella mattina, cari giovani, la storia non \u00e8 pi\u00f9 la stessa. Quella mattina ha cambiato la storia. L\u2019ora in cui la morte sembrava trionfare, in realt\u00e0 si rivela l\u2019ora della sua sconfitta. Nemmeno quel pesante macigno, messo davanti al sepolcro, ha potuto resistere. E da quell\u2019alba del primo giorno dopo il sabato, ogni luogo in cui la vita \u00e8 oppressa, ogni spazio in cui dominano violenza, guerra, miseria, l\u00e0 dove l\u2019uomo \u00e8 umiliato e calpestato, in quel luogo pu\u00f2 ancora riaccendersi una speranza di vita.<\/p>\n<p>Cari amici, vi siete messi in cammino e siete venuti a questo appuntamento. E ora la mia gioia \u00e8 sentire che i vostri cuori battono d\u2019amore per Ges\u00f9, come quelli di Maria Maddalena, di Pietro e di Giovanni. E poich\u00e9 siete giovani, io, come Pietro, sono felice di vedervi correre pi\u00f9 veloci, come Giovanni, spinti dall\u2019impulso del vostro cuore, sensibile alla voce dello Spirito che anima i vostri sogni. Per questo vi dico: non accontentatevi del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila. Non accontentatevi del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila. Ci vuole il coraggio di rischiare un salto in avanti, un balzo audace e temerario per sognare e realizzare come Ges\u00f9 il Regno di Dio, e impegnarvi per un\u2019umanit\u00e0 pi\u00f9 fraterna. Abbiamo bisogno di fraternit\u00e0: rischiate, andate avanti!<\/p>\n<p>Sar\u00f2 felice di vedervi correre pi\u00f9 forte di chi nella Chiesa \u00e8 un po\u2019 lento e timoroso, attratti da quel Volto tanto amato, che adoriamo nella santa Eucaristia e riconosciamo nella carne del fratello sofferente. Lo Spirito Santo vi spinga in questa corsa in avanti. La Chiesa ha bisogno del vostro slancio, delle vostre intuizioni, della vostra fede. Abbiamo bisogno! E quando arriverete dove noi non siamo ancora giunti, abbiate la pazienza di aspettarci, come Giovanni aspett\u00f2 Pietro davanti al sepolcro vuoto. E un\u2019altra cosa: camminando insieme, in questi giorni, avete sperimentato quanto costa fatica accogliere il fratello o la sorella che mi sta accanto, ma anche quanta gioia pu\u00f2 darmi la sua presenza se la ricevo nella mia vita senza pregiudizi e chiusure. Camminare soli permette di essere svincolati da tutto, forse pi\u00f9 veloci, ma camminare insieme ci fa diventare un popolo, il popolo di Dio. Il popolo di Dio che ci d\u00e0 sicurezza, la sicurezza dell\u2019appartenenza al popolo di Dio\u2026 E col popolo di Dio ti senti sicuro, nel popolo di Dio, nella tua appartenenza al popolo di Dio hai identit\u00e0. Dice un proverbio africano: \u201cSe vuoi andare veloce, corri da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme a qualcuno\u201d.<\/p>\n<p>Il Vangelo dice che Pietro entr\u00f2 per primo nel sepolcro e vide i teli per terra e il sudario avvolto in un luogo a parte. Poi entr\u00f2 anche l\u2019altro discepolo, il quale \u2013 dice il Vangelo \u2013 \u00abvide e credette\u00bb (v. 8). \u00c8 molto importante questa coppia di verbi: vedere e credere. In tutto il Vangelo di Giovanni si narra che i discepoli vedendo i segni che Ges\u00f9 compiva credettero in Lui. Vedere e credere. Di quali segni si tratta? Dell\u2019acqua trasformata in vino per le nozze; di alcuni malati guariti; di un cieco nato che acquista la vista; di una grande folla saziata con cinque pani e due pesci; della risurrezione dell\u2019amico Lazzaro, morto da quattro giorni. In tutti questi segni Ges\u00f9 rivela il volto invisibile di Dio.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la rappresentazione della sublime perfezione divina, quella che traspare dai segni di Ges\u00f9, ma il racconto della fragilit\u00e0 umana che incontra la Grazia che risolleva. C\u2019\u00e8 l\u2019umanit\u00e0 ferita che viene risanata dall\u2019incontro con Lui; c\u2019\u00e8 l\u2019uomo caduto che trova una mano tesa alla quale aggrapparsi; c\u2019\u00e8 lo smarrimento degli sconfitti che scoprono una speranza di riscatto. E Giovanni, quando entra nel sepolcro di Ges\u00f9, porta negli occhi e nel cuore quei segni compiuti da Ges\u00f9 immergendosi nel dramma umano per risollevarlo. Ges\u00f9 Cristo, cari giovani, non \u00e8 un eroe immune dalla morte, ma Colui che la trasforma con il dono della sua vita. E quel lenzuolo piegato con cura dice che non ne avr\u00e0 pi\u00f9 bisogno: la morte non ha pi\u00f9 potere su di Lui.<\/p>\n<p>Cari giovani, \u00e8 possibile incontrare la Vita nei luoghi dove regna la morte? S\u00ec, \u00e8 possibile. Verrebbe da rispondere di no, che \u00e8 meglio stare alla larga, allontanarsi. Eppure questa \u00e8 la novit\u00e0 rivoluzionaria del Vangelo: il sepolcro vuoto di Cristo diventa l\u2019ultimo segno in cui risplende la vittoria definitiva della Vita. E allora non abbiamo paura! Non stiamo alla larga dai luoghi di sofferenza, di sconfitta, di morte. Dio ci ha dato una potenza pi\u00f9 grande di tutte le ingiustizie e le fragilit\u00e0 della storia, pi\u00f9 grande del nostro peccato: Ges\u00f9 ha vinto la morte dando la sua vita per noi. E ci manda ad annunciare ai nostri fratelli che Lui \u00e8 il Risorto, \u00e8 il Signore, e ci dona il suo Spirito per seminare con Lui il Regno di Dio. Quella mattina della domenica di Pasqua \u00e8 cambiata la storia: abbiamo coraggio!<\/p>\n<p>Quanti sepolcri \u2013 per cos\u00ec dire \u2013 oggi attendono la nostra visita! Quante persone ferite, anche giovani, hanno sigillato la loro sofferenza \u201cmettendoci \u2013 come si dice \u2013 una pietra sopra\u201d. Con la forza dello Spirito e la Parola di Ges\u00f9 possiamo spostare quei macigni e far entrare raggi di luce in quegli anfratti di tenebre.<\/p>\n<p>E\u2019 stato bello e faticoso il cammino per venire a Roma; pensate voi, quanta fatica, ma quanta bellezza! Ma altrettanto bello e impegnativo sar\u00e0 il cammino del ritorno alle vostre case, ai vostri paesi, alle vostre comunit\u00e0. Percorretelo con la fiducia e l\u2019energia di Giovanni, il \u201cdiscepolo amato\u201d. S\u00ec, il segreto \u00e8 tutto l\u00ec, nell\u2019essere e nel sapere di essere \u201camato\u201d, \u201camata\u201d da Lui, Ges\u00f9, il Signore, ci ama! E ognuno di noi, tornando a casa, metta questo nel cuore e nella mente: Ges\u00f9, il Signore, mi ama. Sono amato. Sono amata. Sentire la tenerezza di Ges\u00f9 che mi ama. Percorre con coraggio e con gioia il cammino verso casa, percorretelo con la consapevolezza di essere amati da Ges\u00f9. Allora, con questo amore, la vita diventa una corsa buona, senza ansia, senza paura, quella parola che ci distrugge. Senza ansia e senza paura. Una corsa verso Ges\u00f9 e verso i fratelli, col cuore pieno di amore, di fede e di gioia. Andate cos\u00ec!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VEGLIA DI PREGHIERA CON I GIOVANI ITALIANI Circo Massimo Sabato, 11 agosto 2018 [Multimedia] Dialogo con i giovani Riflessione finale del Santo Padre &nbsp; DIALOGO\u00a0DEL SANTO PADRE FRANCESCO CON I GIOVANI L\u2019incontro si apre con un saluto da parte di Elena di Modena a nome dei giovani italiani. 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