{"id":2354,"date":"2018-03-20T12:27:02","date_gmt":"2018-03-20T11:27:02","guid":{"rendered":"https:\/\/venezia.webdiocesi.it\/pastorale-giovanile\/?p=2354"},"modified":"2018-03-20T12:27:02","modified_gmt":"2018-03-20T11:27:02","slug":"papa-francesco-in-dialogo-coi-giovani-nel-pre-sinodo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patriarcatovenezia.it\/pastorale-giovanile\/2018\/03\/20\/papa-francesco-in-dialogo-coi-giovani-nel-pre-sinodo\/","title":{"rendered":"Papa Francesco in dialogo coi giovani nel pre-sinodo"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<p><strong><em>Luned\u00ec 19 marzo Papa Francesco ha aperto l&#8217;Assemblea pre-sinodale rivolgendosi ai 300 giovani dei cinque continenti giunti a Roma per partecipare all&#8217;incontro.<\/em><\/strong><\/p>\n<div>\u201cQuesta Riunione pre-sinodale vuol essere segno di qualcosa di grande: la volont\u00e0 della Chiesa di mettersi in ascolto di tutti i giovani, nessuno escluso\u201d. Cos\u00ec Papa Francesco, rivolgendosi ai 300 giovani dei cinque continenti giunti\u00a0a Roma per partecipare all&#8217;assemblea pre-sinodale. <strong>\u201cCosa cerchi nella tua vita?&#8221;<\/strong> &#8211; ha proseguito &#8211; &#8220;Dillo, ci far\u00e0 bene ascoltarlo. Di questo abbiamo bisogno, di sentire il vostro cammino nella vita\u201d.<\/div>\n<div id=\"pg-w577e0ca66d7f6-1\" class=\"panel-grid panel-has-style\">\n<div class=\"row seed_content_tbt_single_article_wrapper panel-row-style panel-row-style-for-w577e0ca66d7f6-1\">\n<div id=\"pgc-w577e0ca66d7f6-1-1\" class=\"panel-grid-cell\">\n<div class=\"col-lg-9 cci-content-tbt-page-wrapper-content panel-cell-style panel-cell-style-for-w577e0ca66d7f6-1-1\">\n<div id=\"panel-w577e0ca66d7f6-1-1-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\">\n<div class=\"textwidget\">\n<p>Il Papa ha poi\u00a0invitato i 300 giovani presenti al pre-Sinodo a parlare senza filtri: \u201cFar uscire quello che ognuno di voi ha nel cuore.\u00a0<strong>Parlare con coraggio<\/strong>\u201d, perch\u00e9 ci vuole \u201cfaccia tosta\u201d. \u201cQui la vergogna si lascia dietro la porta, si parla con coraggio\u201d. Con queste parole, pronunciate a braccio, come gran parte del suo discorso, sia all\u2019inizio sia alla fine, ha esordito Francesco: \u201cQuello che sento lo dico, e se qualcuno si sente offeso, chiedo perdono e vado avanti\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPer favore, siate coraggiosi in questi giorni, dite tutto quello che vi viene in bocca\u201d. \u201cVi invito in questa settimana, a\u00a0<strong>esprimervi con franchezza e in tutta libert\u00e0<\/strong>\u201d, ha ripetuto Francesco al termine del suo discorso: \u201cL\u2019ho detto e lo ripeto:\u00a0<strong>faccia tosta<\/strong>\u201d. \u201cSiete i protagonisti ed \u00e8 importante che parliate apertamente\u201d, ha ribadito: \u201cVi assicuro che il vostro contributo sar\u00e0 preso sul serio. Gi\u00e0 da ora vi dico grazie; e vi chiedo, per favore, di non dimenticarvi di pregare per me. E quelli che non possono pregare, almeno mi pensino bene\u201d.<\/p>\n<p>E in apertura dell&#8217;incontro, il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, ha rivolto un ringraziamento sentito proprio a Papa Francesco \u201cperch\u00e9 ha voluto che il Sinodo \u2018sui\u2019 giovani fosse anche in certo modo\u00a0<strong>un Sinodo \u2018per\u2019 i giovani, \u2018con\u2019 i giovani e \u2018dei\u2019 giovani<\/strong>, in cui tutti i ragazzi e le ragazze possano sentirsi protagonisti ed esprimere ci\u00f2 che portano nel cuore&#8221;.<\/p>\n<p>\u201cI ragazzi qui presenti -ha sottolineato Baldisseri &#8211;\u00a0ci offrono, per quanto possibile, uno spaccato dei giovani di tutto il mondo.\u00a0Per una parte si tratta di giovani scelti dalle Conferenze episcopali e dei Sinodi delle Chiese cattoliche orientali &#8211; la fotografia del cardinale -, per un\u2019altra parte si tratta di ragazzi provenienti dai Seminari e dalle Case di formazione alla vita religiosa;\u00a0come pure di membri di associazioni, movimenti e nuove comunit\u00e0 ecclesiali; dei rappresentanti delle scuole e delle universit\u00e0 cattoliche\u201d. Sono stati invitati poi \u201cgiovani provenienti dal mondo dell\u2019arte (musica, danza, letteratura, teatro), da quello professionale (giornalismo, ricerca, informatica), dalla politica, l\u2019economia, il servizio militare, lo sport, dal mondo della solidariet\u00e0 (il volontariato, la disabilit\u00e0, la tratta di persone, la povert\u00e0)\u201d, a cui si aggiungono \u201cgiovani rappresentanti delle altre Confessioni cristiane, di altre religioni e non credenti\u201d. Durante questa settimana, inoltre, \u201csaranno presenti insieme ai giovani alcuni esperti della realt\u00e0 giovanile, alcuni Facilitatori, che modereranno il lavoro all\u2019interno dei Gruppi linguistici, e alcuni incaricati del Web, che coordineranno la partecipazione a distanza dei giovani iscritti\u201d, senza contare i giovani di tutto il mondo che potranno, attraverso il web, \u201cpartecipare a quest\u2019evento inviando i loro contributi e cos\u00ec facendo sentire anche la loro voce\u201d.<\/p>\n<p>La parola-chiave del cammino sinodale \u00e8 \u201c<strong>ascolto<\/strong>\u201d. E il tentativo di questa assemblea \u00e8 senza dubbio quella di andare oltre i luoghi comuni, le definizioni e il sentito dire per provare, in qualche modo, a &#8216;sporcarsi le mani&#8217;. \u201c<strong>La giovent\u00f9 non esiste, esistono i giovani<\/strong>\u201d, ha detto il Papa. \u201cEsistono le storie, i volti, gli sguardi, le illusioni, esistono i giovani\u201d, la tesi di Francesco. \u201cParlare della giovent\u00f9 \u2013 ha ammonito \u2013 \u00e8 facile: si fanno astrazioni, percentuali\u201d, invece \u201cbisogna interloquire, sentire i giovani\u201d.\u00a0Prenderli sul serio.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right\">[fonte <a href=\"https:\/\/giovani.chiesacattolica.it\/il-papa-ai-giovani-parlate-con-coraggio\/\">SNPG<\/a>]<\/p>\n<hr \/>\n<h4><strong><span style=\"color: #000080\">Riportiamo qui sotto il testo completo dell&#8217;intervento del Papa e il dialogo coi presenti<\/span><\/strong><\/h4>\n<hr \/>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300\">RIUNIONE PRE-SINODALE DEI GIOVANI AL<br \/>\nPONTIFICIO COLLEGIO INTERNAZIONALE &#8220;MARIA MATER ECCLESIAE&#8221;<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300;font-size: large\"><b><i>INCONTRO<\/i><\/b><\/span><i><b><span style=\"color: #663300;font-size: large\">\u00a0PRE-SINODALE<br \/>\nDEL SANTO PADRE FRANCESCO CON I GIOVANI<\/span><\/b><\/i><\/p>\n<p align=\"center\"><i><span style=\"color: #663300\">Luned\u00ec, 19 marzo 2018<\/span><\/i><\/p>\n<p align=\"center\"><b>[<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/events\/event.dir.html\/content\/vaticanevents\/it\/2018\/3\/19\/maria-mater-ecclesiae.html\">Multimedia<\/a>]<\/b><\/p>\n<hr size=\"1\" width=\"30%\" \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300;font-size: large\"><b>PAROLE DEL SANTO PADRE PRIMA DELLA PREGHIERA<\/b><\/span><\/p>\n<p>Adesso, ognuno nella propria fede, nel proprio dubbio, in quello che ha nell\u2019anima, pensi a Dio, pensi al bisogno di Dio, pensi al dubbio che ha (se Dio c\u2019\u00e8\u2026), pensi alla propria coscienza e chieda la benedizione e la bont\u00e0 su tutti noi. Amen.<\/p>\n<hr size=\"1\" width=\"30%\" \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300;font-size: large\"><b>DISCORSO DEL SANTO PADRE<\/b><\/span><\/p>\n<p><i>Cari giovani, buongiorno!<\/i><\/p>\n<p>Saluto tutti i 15340! Speriamo che domani siano di pi\u00f9 in questo nostro interloquire per fare uscire quello che ognuno di voi e di noi abbiamo nel cuore. Parlare con coraggio. Senza vergogna, no. Qui la vergogna si lascia dietro la porta. Si parla con coraggio: quello che sento lo dico e se qualcuno si sente offeso, chiedo perdono e vado avanti. Voi sapete parlare cos\u00ec. Ma bisogna ascoltare con umilt\u00e0. Se parla quello che non mi piace, devo ascoltarlo di pi\u00f9, perch\u00e9 ognuno ha il diritto di essere ascoltato, come ognuno ha il diritto di parlare.<\/p>\n<p>Grazie per aver accettato l\u2019invito di venire qui. Alcuni di voi hanno dovuto fare un lungo viaggio. Altri, invece di andare a dormire \u2013 perch\u00e9 \u00e8 ora di andare a dormire da loro \u2013 sono collegati con voi. Faranno la notte ascoltando. Venite da tante parti del mondo e portate con voi una grande variet\u00e0 di popoli, culture e anche religioni: non siete tutti cattolici e cristiani, nemmeno tutti credenti, ma siete certamente tutti animati dal desiderio di dare il meglio di voi. E io non ho dubbi su questo. Saluto anche quelli che si collegheranno, e che lo gi\u00e0 hanno fatto: grazie del vostro contributo!<\/p>\n<p>Voglio ringraziare in modo speciale la Segreteria del Sinodo, il Cardinale Segretario, l\u2019Arcivescovo Segretario e tutti, tutti quelli che lavorano nella Segreteria del Sinodo. Hanno lavorato fortemente per questo e hanno avuto una capacit\u00e0 di inventare cose e creativit\u00e0 molto grandi. Grazie tante, Cardinale Baldisseri, e a tutti i vostri collaboratori.<\/p>\n<p>Siete invitati perch\u00e9 il vostro apporto \u00e8 indispensabile. Abbiamo bisogno di voi per preparare il Sinodo che a ottobre riunir\u00e0 i Vescovi sul tema\u00a0<i>I giovani, la fede e il discernimento vocazionale<\/i>. In tanti momenti della storia della Chiesa, cos\u00ec come in numerosi episodi biblici, Dio ha voluto parlare per mezzo dei pi\u00f9 giovani: penso, ad esempio, a Samuele, a Davide e a Daniele. A me piace tanto la storia di Samuele, quando sente la voce di Dio. La Bibbia dice: \u201cIn quel tempo non c\u2019era l\u2019abitudine di sentire la voce di Dio. Era un popolo disorientato\u201d. \u00c8 stato un giovane ad aprire quella porta. Nei momenti difficili, il Signore fa andare avanti la storia con i giovani. Dicono la verit\u00e0, non hanno vergogna. Non dico che sono \u201csvergognati\u201d ma non hanno vergogna e dicono la verit\u00e0. E Davide da giovane incomincia con quel coraggio. Anche con i suoi peccati. Perch\u00e9 \u00e8 interessante, tutti questi non sono nati santi, non sono nati giusti, modelli degli altri. Sono tutti uomini e donne peccatori e peccatrici, ma che hanno sentito il desiderio di fare qualcosa di buono, Dio li ha spinti e sono andati avanti. E questo \u00e8 bellissimo. Noi possiamo pensare: \u201cQueste cose sono per le persone giuste, per i preti e per le suore\u201d. No, \u00e8 per tutti. E voi giovani di pi\u00f9, perch\u00e9 avete tanta forza per dire le cose, per sentire le cose, per ridere, anche per piangere. Noi adulti tante volte, tante volte, abbiamo dimenticato la capacit\u00e0 di piangere, ci siamo abituati: \u201cIl mondo \u00e8 cos\u00ec\u2026 che si arrangino\u201d. E andiamo avanti. Per questo vi esorto, per favore: siate coraggiosi in questi giorni, dite tutto quello che vi viene; e se sbagli, un altro ti corregger\u00e0. Ma avanti, con coraggio!<\/p>\n<p>1. Troppo spesso si parla di giovani senza lasciarci interpellare da loro. Quando qualcuno vuole fare una campagna o qualcosa, ah, lode ai giovani!, non \u00e8 cos\u00ec?, ma non permette che i giovani li interpellino. Lodare \u00e8 un modo di accontentare la gente. Ma la gente non \u00e8 sciocca o stupida. No, non lo \u00e8. La gente capisce. Soltanto gli scemi non capiscono. In spagnolo c\u2019\u00e8 un motto bellissimo che dice: \u201cLoda lo scemo e lo vedrai lavorare\u201d. Dare la pacca sulla spalla e lui sar\u00e0 contento, perch\u00e9 \u00e8 scemo, non se ne accorge. Ma voi non siete scemi! Anche le migliori analisi sul mondo giovanile, pur essendo utili \u2013 sono utili \u2013, non sostituiscono la\u00a0<i>necessit\u00e0 dell\u2019incontro faccia a faccia<\/i>. Parlano della giovent\u00f9 d\u2019oggi. Cercate per curiosit\u00e0 in quanti articoli, quante conferenze si parla della giovent\u00f9 di oggi. Vorrei dirvi una cosa: la giovent\u00f9 non esiste! Esistono i giovani, storie, volti, sguardi, illusioni. Esistono i giovani. Parlare della giovent\u00f9 \u00e8 facile. Si fanno delle astrazioni, percentuali\u2026 No. La tua faccia, il tuo cuore, cosa dice? Interloquire, sentire i giovani. A volte, evidentemente, voi non siete, i giovani non sono il premio Nobel per la prudenza. No. A volte parlano \u201ccon lo schiaffo\u201d. La vita \u00e8 cos\u00ec, ma bisogna ascoltarli.<\/p>\n<p>Qualcuno pensa che sarebbe pi\u00f9 facile tenervi \u201ca distanza di sicurezza\u201d, cos\u00ec da non farsi provocare da voi. Ma non basta scambiarsi qualche messaggino o condividere foto simpatiche. I giovani vanno presi sul serio! Mi sembra che siamo circondati da una cultura che, se da una parte idolatra la giovinezza cercando di non farla passare mai, dall\u2019altra esclude tanti giovani dall\u2019essere protagonisti. \u00c8 la filosofia del trucco. Le persone crescono e cercano di truccarsi per sembrare pi\u00f9 giovani, ma i giovani non li lascia crescere. Questo \u00e8 molto comune. Perch\u00e9? Perch\u00e9 non si lascia che vengano interpellati. \u00c8 importante. Spesso siete emarginati dalla vita pubblica ordinaria e vi trovate a mendicare occupazioni che non vi garantiscono un domani. Non so se questo succede in tutti i vostri Paesi, ma in tanti\u2026 Se non sbaglio il tasso di disoccupazione giovanile qui in Italia dai 25 anni in su \u00e8 verso il 35%. In un altro Paese d\u2019Europa, confinante con l\u2019Italia, 47%. In un altro Paese d\u2019Europa vicino all\u2019Italia, pi\u00f9 del 50%. Cosa fa un giovane che non trova lavoro? Si ammala \u2013 la depressione \u2013, cade nelle dipendenze, si suicida \u2013 fa pensare: le statistiche di suicidio giovanile sono tutte truccate, tutte \u2013, fa il ribelle \u2013 ma \u00e8 un modo di suicidarsi \u2013 o prende l\u2019aereo e va in una citt\u00e0 che non voglio nominare e si arruola nell\u2019Isis o in uno di questi movimenti guerriglieri. Almeno ha un senso da vivere e avr\u00e0 uno stipendio mensile. E questo \u00e8 un peccato sociale! La societ\u00e0 \u00e8 responsabile di questo. Ma io vorrei che foste voi a dire le cause, i perch\u00e9, e non dire: \u201cNeanch\u2019io so bene il perch\u00e9\u201d. Come vivete voi questo dramma? Ci aiuterebbe tanto. Troppo spesso siete lasciati soli. Ma la verit\u00e0 \u00e8 anche il fatto che voi siete costruttori di cultura, con il vostro stile e la vostra originalit\u00e0. \u00c8 un allontanamento relativo, perch\u00e9 voi siete capaci di costruire una cultura che forse non si vede, ma va avanti. Questo \u00e8 uno spazio che noi vogliamo per sentire la vostra cultura, quella che voi state costruendo.<\/p>\n<p>Nella Chiesa \u2013 sono convinto \u2013 non dev\u2019essere cos\u00ec: chiudere la porta, non sentire. Il Vangelo ce lo chiede: il suo messaggio di prossimit\u00e0 invita a incontrarci e confrontarci, ad accoglierci e amarci sul serio, a camminare insieme e condividere senza paura. E questa Riunione pre-sinodale vuol essere segno di qualcosa di grande: la volont\u00e0 della Chiesa di mettersi in ascolto di tutti i giovani, nessuno escluso. E questo non per fare politica. Non per un\u2019artificiale \u201cgiovano-filia\u201d, no, ma perch\u00e9 abbiamo bisogno di capire meglio quello che Dio e la storia ci stanno chiedendo. Se mancate voi, ci manca parte dell\u2019accesso a Dio.<\/p>\n<p>2. Il prossimo Sinodo si propone in particolare di sviluppare le condizioni perch\u00e9 i giovani siano\u00a0<i>accompagnati<\/i>\u00a0con passione e competenza\u00a0<i>nel discernimento vocazionale<\/i>, cio\u00e8 nel \u00abriconoscere e accogliere la chiamata all\u2019amore e alla vita in pienezza\u00bb (<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/synod\/documents\/rc_synod_doc_20170113_documento-preparatorio-xv_it.html\">Documento preparatorio<\/a><\/i>, Introduzione). Tutti noi abbiamo questa chiamata. Voi, nella fase iniziale, siete giovani. Questa \u00e8 la certezza di fondo: Dio ama ciascuno e a ciascuno rivolge personalmente una chiamata. \u00c8 un dono che, quando lo si scopre, riempie di gioia (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a013,44-46). Siatene certi: Dio ha fiducia in voi, vi ama e vi chiama. E da parte sua non verr\u00e0 meno, perch\u00e9 \u00e8 fedele e crede davvero in voi. Dio \u00e8 fedele. Per i credenti dico: \u201cDio \u00e8 fedele\u201d. Vi rivolge la domanda che un giorno fece ai primi discepoli: \u00abChe cosa cercate?\u00bb (<i>Gv<\/i>\u00a01,38). Anch\u2019io, in questo momento, vi rivolgo la domanda, a ognuno di voi: \u201cCosa cerchi? Tu, cosa cerchi nella tua vita?\u201d. Dillo, ci far\u00e0 bene ascoltarlo. Dillo. Di questo abbiamo bisogno: di sentire il vostro cammino nella vita. Cosa cerchi? Vi invita a condividere la ricerca della vita con Lui, a camminare insieme. E noi, desideriamo fare lo stesso, perch\u00e9 non possiamo che condividere con entusiasmo la ricerca della vera gioia di ciascuno; e non possiamo tenere solo per noi Chi ci ha cambiato la vita: Ges\u00f9. I vostri coetanei e i vostri amici, anche senza saperlo, aspettano anche loro una chiamata di salvezza.<\/p>\n<p>3. Il prossimo Sinodo sar\u00e0 anche un appello rivolto alla Chiesa, perch\u00e9 riscopra un\u00a0<i>rinnovato dinamismo giovanile<\/i>. Ho potuto leggere alcune\u00a0<i>e-mail<\/i>\u00a0del questionario messo in rete dalla Segreteria del Sinodo e mi ha colpito l\u2019appello lanciato da diversi giovani, che chiedono agli adulti di stare loro vicini e di aiutarli nelle scelte importanti. Una ragazza ha osservato che ai giovani mancano punti di riferimento e che nessuno li sprona ad attivare le risorse che hanno. Poi, accanto agli aspetti positivi del mondo giovanile, ha sottolineato i pericoli, tra cui l\u2019alcool, la droga, una sessualit\u00e0 vissuta in maniera consumistica. Sono dipendenze, no? E ha concluso quasi con un grido: \u00abAiutate il nostro mondo giovanile che va sempre pi\u00f9 a rotoli\u00bb. Non so se il mondo giovanile vada sempre pi\u00f9 a rotoli, non so. Ma sento che il grido di questa ragazza \u00e8 sincero e richiede attenzione. Sta a voi rispondere a questa ragazza, colloquiare con questa ragazza. \u00c8 una di voi e bisogna vedere questo \u201cschiaffino\u201d che ci d\u00e0, dove ci porta. Anche nella Chiesa dobbiamo imparare nuove modalit\u00e0 di presenza e di vicinanza. \u00c8 molto importante. Mi viene in mente quando Mos\u00e8 vuole dire al Popolo di Dio qual \u00e8 il nocciolo dell\u2019amore di Dio. E dice: \u201cPensate: quale popolo ha avuto un Dio cos\u00ec vicino?\u201d. L\u2019amore \u00e8 vicinanza. E loro, i giovani di oggi chiedono alla Chiesa vicinanza. Voi cristiani, voi che credete nella vicinanza di Cristo, voi cattolici, siate vicini, non lontani. E voi sapete bene che ce ne sono tante, tante modalit\u00e0 di allontanarsi, tante. Educate tutti, con guanti bianchi, ma prendere distanza per non sporcarsi le mani. I giovani, oggi, ci chiedono vicinanza: ai cattolici, ai cristiani, ai credenti e ai non credenti. A tutti. E a questo proposito, un giovane ha raccontato con entusiasmo la sua partecipazione ad alcuni incontri con queste parole. Cos\u00ec dice: \u00abLa cosa pi\u00f9 importante \u00e8 stata la presenza di religiosi in mezzo a noi giovani come amici che ci ascoltano, ci conoscono e ci consigliano\u00bb. Uomini e donne consacrati che sono vicini. Ascoltano, conoscono e a chi chiede consiglio, consigliano. Io conosco alcuni di voi che fanno questo.<\/p>\n<p>Mi viene in mente lo splendido\u00a0<i>Messaggio ai giovani<\/i>\u00a0del Concilio Vaticano II. \u00c8 anche oggi uno stimolo a lottare contro ogni egoismo e a costruire con coraggio un mondo migliore. \u00c8 un invito a cercare nuovi cammini e a percorrerli con audacia e fiducia, tenendo fisso lo sguardo su Ges\u00f9 e aprendosi allo Spirito Santo, per ringiovanire il volto stesso della Chiesa. Perch\u00e9 \u00e8 in Ges\u00f9 e nello Spirito che la Chiesa trova la forza di rinnovarsi sempre, compiendo una revisione di vita sul suo modo di essere, chiedendo perdono per le sue fragilit\u00e0 e inadeguatezze, non risparmiando le energie per mettersi al servizio di tutti, col solo intento di essere fedele alla missione che il Signore le ha affidato: vivere e annunciare il Vangelo.<\/p>\n<p>4. Cari giovani, il cuore della Chiesa \u00e8 giovane proprio perch\u00e9 il Vangelo \u00e8 come una linfa vitale che la rigenera continuamente. Sta a noi essere docili e\u00a0<i>cooperare a questa fecondit\u00e0<\/i>. E tutti voi potete collaborare a questa fecondit\u00e0: che siate cristiani cattolici, o di altre religioni, o non credenti. Vi chiediamo di collaborare alla fecondit\u00e0 nostra, a dare vita. Lo facciamo anche in questo cammino sinodale, pensando alla realt\u00e0 dei giovani di tutto il mondo. Abbiamo bisogno di riappropriarci dell\u2019entusiasmo della fede e del gusto della ricerca. Abbiamo bisogno di ritrovare nel Signore la forza di risollevarci dai fallimenti, di andare avanti, di rafforzare la fiducia nel futuro. E abbiamo bisogno di osare sentieri nuovi. Non spaventatevi: osare sentieri nuovi, anche se ci\u00f2 comporta dei rischi. Un uomo, una donna che non rischia, non matura. Un\u2019istituzione che fa scelte per non rischiare rimane bambina, non cresce. Rischiate, accompagnati dalla prudenza, dal consiglio, ma andate avanti. Senza rischiare, sapete cosa succede a un giovane? Invecchia! Va in pensione a 20 anni! Un giovane invecchia e anche la Chiesa invecchia. Lo dico con dolore. Quante volte io trovo comunit\u00e0 cristiane, anche di giovani, ma vecchie. Sono invecchiate perch\u00e9 avevano paura. Paura di che? Di uscire, di uscire verso le periferie esistenziali della vita, di andare l\u00e0 dove si gioca il futuro. Una cosa \u00e8 la prudenza, che \u00e8 una virt\u00f9, ma un\u2019altra \u00e8 la paura. Abbiamo bisogno di voi giovani, pietre vive di una Chiesa dal volto giovane, ma non truccato, come ho detto: non ringiovanito artificialmente, ma ravvivato da dentro. E voi ci provocate a uscire dalla logica del \u201cma si \u00e8 sempre fatto cos\u00ec\u201d. E quella logica, per favore, \u00e8 un veleno. E\u2019 un veleno dolce, perch\u00e9 ti tranquillizza l\u2019anima e ti lascia come anestetizzato e non ti lascia camminare. Uscire dalla logica del \u201csempre \u00e8 stato fatto cos\u00ec\u201d, per restare in modo creativo nel solco dell\u2019autentica Tradizione cristiana, ma creativo. Io, ai cristiani, raccomando di leggere il Libro degli Atti degli Apostoli: la creativit\u00e0 di quegli uomini. Quegli uomini sapevano andare avanti con una creativit\u00e0 che se noi facciamo la traduzione a quello che significa oggi, ci spaventa! Voi create una cultura nuova, ma state attenti: questa cultura non pu\u00f2 essere \u201csradicata\u201d. Un passo avanti, ma guarda le radici! Non tornare alle radici, perch\u00e9 finirai sotterrato: fai un passo avanti, ma sempre con le radici. E le radici \u2013 questo, perdonatemi, lo porto nel cuore \u2013 sono i vecchi, sono i bravi vecchi. Le radici sono i nonni. Le radici sono quelli che hanno vissuto la vita e che questa cultura dello scarto li scarta, non servono, li manda fuori. I vecchi hanno questo carisma di portare le radici. Parlate con i vecchi. \u201cMa cosa dir\u00f2?\u201d. Prova! Ricordo a Buenos Aires, una volta, parlando con i giovani, ho detto: \u201cPerch\u00e9 non andate in una casa di riposo a suonare la chitarra agli anziani che sono l\u00ec?\u201d \u2013 \u201cMa, Padre\u2026\u201d \u2013 \u201cAndate, un\u2019oretta soltanto\u201d. [Rimasero] pi\u00f9 di due ore! Non volevano uscire, perch\u00e9 i vecchi che erano cos\u00ec [un po\u2019 addormentati], hanno sentito la chitarra e si sono svegliati, svegliati, svegliati e hanno incominciato [a parlare], e i giovani hanno sentito cose che li toccavano dentro. Hanno preso questa saggezza e sono andati avanti. Questo il Profeta Gioele lo dice tanto bene, tanto bene. Al capitolo terzo. Per me questa \u00e8 la profezia di oggi: \u201cI vecchi sogneranno, e i giovani profetizzeranno\u201d. Noi abbiamo bisogno di giovani profeti, ma state attenti: mai sarete profeti se non prendete i sogni dei vecchi. Di pi\u00f9: se non andate a far sognare un vecchio che sta l\u00ec annoiato, perch\u00e9 nessuno lo ascolta. Fate sognare i vecchi e questi sogni vi aiuteranno ad andare avanti. Gioele 3,1. Leggi questo, ti far\u00e0 bene. Lasciatevi interpellare da loro.<\/p>\n<p>Per sintonizzarci sulla lunghezza d\u2019onda delle giovani generazioni \u00e8 di grande aiuto un dialogo serrato. Vi invito allora, in questa settimana, a esprimervi con franchezza e in tutta libert\u00e0, l\u2019ho detto e lo ripeto. Con \u201cfaccia tosta\u201d. Siete i protagonisti ed \u00e8 importante che parliate\u00a0<i>apertamente<\/i>. \u201cMa ho vergogna, mi sentir\u00e0 il cardinale\u2026\u201d. Che senta, \u00e8 abituato. Vi assicuro che il vostro contributo sar\u00e0 preso sul serio. Gi\u00e0 da ora vi dico grazie; e vi chiedo, per favore, di non dimenticarvi di pregare per me. E quelli che non possono pregare, perch\u00e9 non sanno pregare, almeno mi pensino bene. Grazie.<\/p>\n<hr size=\"1\" width=\"30%\" \/>\n<p align=\"center\"><b><span style=\"color: #663300;font-size: large\">DOMANDE DEI GIOVANI E RISPOSTE DEL SANTO PADRE<\/span><\/b><\/p>\n<p><b>Domanda n. 1<\/b><\/p>\n<p><b>Blessing OKOEDION \u2013 giovane vittima di tratta della Nigeria<\/b><\/p>\n<p>Mi chiamo Blessing Okoedion e sono nigeriana. Quattro anni fa sono arrivata in Italia coinvolta con inganno nella tratta degli esseri umani. Un\u2019esperienza drammatica, di totale annullamento delle mia dignit\u00e0. Ma con la fede in un \u201cDio che non dorme\u201d ho trovato il coraggio di denunciare e di uscire da quell\u2019inferno. In una comunit\u00e0 di suore, ho ritrovato la mia resurrezione. Ma \u00e8 proprio per questa libert\u00e0 conquistata che sento forte e faccio mio il grido di aiuto e di liberazione di tante giovani donne mie sorelle, ancora oggi umiliate e schiavizzate sulle nostre strade e mi chiedo: come aiutare i giovani a prendere consapevolezza di questo \u201ccrimine contro l\u2019umanit\u00e0\u201d, come Tu Papa Francesco l\u2019hai definito? Come aiutarli a restare umani e contrastare e vincere una mentalit\u00e0 malata che riduce la donna a schiava, a propriet\u00e0 dell\u2019uomo, a merce o per profitto o per proprio piacere egoistico? Cara Papa Francesco, quello che pi\u00f9 mi inquieta \u00e8 proprio la domanda, i troppi clienti e molti di questi, come \u00e8 stato detto, sono cattolici. Mi chiedo e ti chiedo, ma la Chiesa, ancora troppo maschilista, \u00e8 in grado di interrogarsi con verit\u00e0 su questa alta domanda dei clienti? Pu\u00f2 essere credibile nel proporre ai giovani cammini di relazione tra uomo e donna libere e liberanti?<\/p>\n<p>[Sig.ra Blessing OKOEDION, giovane vittima di tratta. Ha raccontato la sua storia nel libro \u201cIl coraggio della libert\u00e0\u201d, Ed. Paoline (Nigeria)]<\/p>\n<p><b>Papa Francesco:<\/b><\/p>\n<p>La domanda \u00e8 senza anestesia, ma \u00e8 la realt\u00e0, \u00e8 la realt\u00e0. Sono stato l\u2019anno scorso a visitare una delle case delle ragazze che sono state liberate da questa schiavit\u00f9: \u00e8 da non credere. Una \u00e8 stata rapita in Moldavia e portata in macchina, dietro, dove vanno i bagagli, legata, tutta una notte, fino a Roma, minacciata, se fosse scappata, di uccidere i genitori. Poi, quelli che resistono \u2013 lo abbiamo sentito nel primo intervento sull\u2019Africa \u2013 ci sono i giorni di ammorbidimento \u2013 in spagnolo diciamo\u00a0<i>el ablande<\/i>: ti picchiano, torturano, e alla fine vincono. Poi \u2013 questo mi raccontavano le ragazze \u2013 poi incominciano il lavoro e in quel momento, per difendersi, fanno quello che io chiamo \u2013 non so se scientificamente sia cos\u00ec, ma io lo chiamo \u2013 una schizofrenia difensiva: isolano il cuore, isolano la mente e soltanto dicono: \u201cQuesto \u00e8 il mio lavoro\u201d, ma non si coinvolgono, per salvare quello che possono della loro dignit\u00e0 interna, ma la dignit\u00e0 esterna e sociale \u00e8 a terra. E cos\u00ec si difendono. Ma senza alcuna speranza. Alcune sono riuscite a fuggire, ma la mafia di questa gente, le cordate tra loro, le perseguitano; le trovano e alcune volte si vendicano. Quelle che vengono, per esempio, dall\u2019Africa e da un Paese dell\u2019Europa \u2013 almeno questo \u00e8 quello che so \u2013 vengono ingannate per un lavoro, non solo rapite, ma alcune ingannate: [promettono] un lavoro di hostess o di aiutante in aerei, e qui subito sono infilate in questa vita. Ma quando si liberano, non hanno il coraggio di tornare a casa, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 la dignit\u00e0 della famiglia, e non hanno il coraggio di dire la verit\u00e0, non possono. Ma non perch\u00e9 siano codarde, perch\u00e9 amano tanto la famiglia che questo impedisce che i loro genitori, i loro fratelli e sorelle siano sporcati da questa storia. E non possono tornare. E rimangono girando come possono, trovando un altro lavoro\u2026 Una delle ragazze ha detto che quando due volte non ha portato la somma che doveva portare quel giorno, le hanno tagliato l\u2019orecchio; altri rompono loro le dita, e queste cose, torture, se non fanno questo. Questa \u00e8 una schiavit\u00f9 di oggi. E credo che qui in Italia, parlando dei clienti, credo \u2013 faccio un calcolo senza fondamento, ma credo che sia verosimile \u2013 il 90% sono battezzati cio\u00e8, come diceva lei, cattolici. Io penso allo schifo che devono sentire queste ragazze quando questi uomini fanno fare loro queste cose\u2026 Ricordo una volta, c\u2019\u00e8 stato un incidente a Buenos Aires, in un discoteca, sono morte 200 persone; io sono andato a trovare i feriti in ospedale e in una terapia intensiva c\u2019erano due anziani: avevano perso i sensi, avevano avuto un ictus. Mi hanno detto: \u201cQuesti due sono stati portati qui dal postribolo\u201d. Anziani, giovani\u2026 queste ragazze sopportano tutto\u2026 Ho parlato con loro \u2013 una bella riunione \u2013 in una delle case di don Benzi, un sacerdote che ha fatto tutto un lavoro per riscattare queste ragazze; loro hanno un metodo. Le ragazze sono sorvegliate; si avvicina uno di loro e incomincia a parlare, apparentemente per mettersi d\u2019accordo sul prezzo, ma invece di dirle: \u201cQuanto costi?\u201d, si domanda: \u201cQuanto soffri?\u201d. La ragazza ascolta, lui le parla brevemente, le d\u00e0 un biglietto: \u201cNoi ti porteremo via, nessuno ti trover\u00e0\u201d, con un numero di telefono. E l\u201980% delle ragazze chiama. \u201cVa benissimo, stai tranquilla: quale giorno \u00e8 il pi\u00f9 sicuro per te?\u201d \u2013 \u201cTale\u201d \u2013 \u201cIn quell\u2019angolo a tale ora\u201d, passa con la macchina\u2026 e la portano fuori Roma. Hanno le case, e l\u00ec incomincia la terapia. E\u2019 una bella terapia che fanno. E poi l\u2019inserimento. E\u2019 una delle opere che si fa qui a Roma, che io conosco, che mi ha coinvolto; ma se ne fanno tante. Poi parlo del fenomeno, ma ho voluto incominciare con questo [aspetto] positivo. E\u2019 interessante: in quella riunione c\u2019erano il cappellano e due volontari. Quando una ragazza ha raccontato la storia, il volontario che era accanto, uno di quelli che l\u2019aveva aiutata a riprendersi\u2026 era il marito! Si erano innamorati, si erano sposati. E l\u2019altro era il fidanzato dell\u2019altra. Ho visto un reinserimento bellissimo. Ma ritorno qui a quello che lei ha detto: \u00e8 un crimine contro l\u2019umanit\u00e0, \u00e8 un delitto contro l\u2019umanit\u00e0 e nasce da una mentalit\u00e0 malata: la donna va sfruttata. E al giorno d\u2019oggi non c\u2019\u00e8 femminismo che sia riuscito a togliere questo dalla coscienza, dall\u2019inconscio pi\u00f9 profondo o dall\u2019immaginario collettivo, diciamo cos\u00ec. La donna va sfruttata, in un modo o nell\u2019altro. E cos\u00ec si spiega questa\u2026 malattia dell\u2019umanit\u00e0, \u00e8 una malattia di un modo di pensare sociale, \u00e8 un crimine contro l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Ho parlato dei metodi [per aiutarle]. Quelle che sono capaci di aiutare meglio queste ragazze, sono le donne, le suore. Ma ci sono anche donne che le vendono! Ho saputo la storia di una dell\u2019Africa, una ragazza che aveva finito una parte dell\u2019universit\u00e0 e voleva lavorare; e una signora, non ricordo se era una consacrata di una parrocchia o una signora dell\u2019Azione Cattolica di quella parrocchia, si \u00e8 interessata: \u201cIo ti faccio il collegamento, tutto il collegamento\u2026\u201d, e l\u2019aspettavano in aeroporto e dall\u2019aeroporto a lavorare. E\u2019 stata ingannata. Poi \u00e8 stata riscattata da uno di questi gruppi e l\u2019hanno portata in una casa per riprendersi. E\u2019 uscita la superiora: \u201cNo!\u201d, ha gridato [quella ragazza]; ha visto una suora e ha detto \u201cNo!\u201d, perch\u00e9 era stata venduta. Non so se da una suora, forse\u2026 lei diceva una signora, una laica, una cattolica, ma della parrocchia. E alla fine \u00e8 rimasta l\u00ec e ha aiutato tanto. Ma anche gente che si dice cattolica\u2026 ma forse una minoranza di questi\u2026 \u00e8 una malattia: la donna va sfruttata! Io mi rallegro che i giovani lottino per questa causa. Questa \u00e8 una delle lotte che io chiedo a voi giovani di fare: per la dignit\u00e0 della donna. Per la dignit\u00e0, che \u00e8 di pi\u00f9 del fatto che la donna possa fare questo o non possa fare quest\u2019altro, che possa diventare questo o quell\u2019altro, no: \u00e8 degna, \u00e8 figlia di Dio. Di pi\u00f9: nel racconto della Creazione \u00e8 quella che ha stupito l\u2019uomo: ah, la bellezza, la bellezza della donna! E poi, si finisce cos\u00ec. Alcuni governi cercano di fare pagare multe ai clienti, ma non funzione tanto questo, per i dati che ho. Il problema che tu hai detto \u00e8 un problema grave, grave, grave, e io vorrei che voi lottaste per questo. I giovani. E per favore, se un giovane ha questa abitudine, la tagli! E\u2019 un criminale. Chi fa questo \u00e8 un criminale. \u201cMa Padre, non si pu\u00f2 fare l\u2019amore?\u201d No, no, questo non \u00e8 fare l\u2019amore. Questo \u00e8 torturare una donna. Non confondiamo i termini. Questo \u00e8 criminale. Mentalit\u00e0 malata. E io voglio approfittare di questo momento, perch\u00e9 tu hai parlato di battezzati, di cristiani, per chiedere perdono a voi e alla societ\u00e0, per tutti i cattolici che fanno questo atto criminale.<\/p>\n<p><b>Domanda n. 2<\/b><\/p>\n<p><b>Maxime RASSION \u2013 Francia<\/b><\/p>\n<p>Tr\u00e8s Saint-P\u00e8re, Je m\u2019appelle Maxime, je suis \u00e9tudiant en Droit \u00e0 Paris. Je n\u2019ai pas \u00e9t\u00e9 baptis\u00e9 et je ne suis pas catholique. Aujourd\u2019hui, comme des milliers de jeunes, croyants ou non, je dois faire des choix, notamment autour de mon orientation professionnelle. Cependant, je suis ind\u00e9cis, perdu et inquiet. Ce choix crucial pour mes \u00e9tudes, a fait resurgir en moi, une forme d\u2019ins\u00e9curit\u00e9 et d\u2019oppression. Comme si je m\u2019\u00e9tais essentiellement construit sur la forme et non pas sur le fond. Je me retrouve actuellement comme face \u00e0 un mur, celui du sens profond \u00e0 donner \u00e0 ma vie. Je pense avoir besoin de discernement face \u00e0 ce vide. Je voudrais trouver mes fondations afin de mieux me connaitre, de savoir qui je suis, dans ce monde et par rapport \u00e0 Dieu. Si je crois en une puissance transcendante, je suis d\u00e9pass\u00e9 par l\u2019immensit\u00e9 de l\u2019Eglise et questionn\u00e9 entre ma volont\u00e9 personnelle ou l\u2019influence que peut avoir un mouvement. J\u2019ai l\u2019impression de ne pas avoir r\u00e9ellement construit ma colonne vert\u00e9brale, je voudrais b\u00e2tir une forteresse dans mon coeur. Je veux pouvoir choisir et avancer, j\u2019ai cette volont\u00e9 au plus profond de moi, mais je ne sais pas par ou commencer, savez-vous quel chemin dois-je prendre ? Je vous remercie sinc\u00e8rement.<\/p>\n<p>Sig. Maxime RASSION, Presidente della \u00ab Junior Consulting \u00bb dell\u2019Institut Catholique de Paris (ICP) (Francia)<\/p>\n<p><b>Papa Francesco:<\/b><\/p>\n<p>Ti dico: con questo, tu gi\u00e0 hai incominciato. Il pericolo \u00e8 non lasciare sorgere le domande. Quello che vedo \u00e8 che tu le lasci venire su, per vederle. Tu gi\u00e0 hai incominciato; tu hai incominciato col lasciare venire su le domande, senza anestetizzare le domande! Le nostre domande forti \u2013 e questo \u00e8 importante, prendete nota \u2013 possono subire il processo di essere abbassate nel tono, anestetizzate un po\u2019, un po\u2019, un po\u2019 o totalmente. C\u2019\u00e8 un modo \u201ceducato\u201d di anestetizzare le domande e questo non \u00e8 sociale. \u00c8 la tecnica che finisce nella corruzione coi guanti bianchi! Si incomincia cos\u00ec. La lealt\u00e0 verso s\u00e9 stessi deve avere il coraggio di dire le verit\u00e0 crude, come sono e farsi le domande crude, come sono, senza anestesia. \u201c<i>Je pense avoir besoin de discernement face \u00e0 ce vide<\/i>\u00a0\u00bb. \u00c8 vero. Tutti noi abbiamo bisogno del discernimento. Per questo nel titolo del Sinodo c\u2019\u00e8 questa parola, non \u00e8 cos\u00ec? E quando c\u2019\u00e8 questo vuoto, questa inquietudine, bisogna discernere. Dobbiamo dire, su questo punto, che tante comunit\u00e0 ecclesiali non sanno farlo o manca ad esse la capacit\u00e0 di discernimento. E\u2019 uno dei problemi che noi abbiamo, ma non bisogna spaventarsi. [I giovani] vivono questa inquietudine, alcune inquietudini, che tante volte vengono moralmente respinte. [Invece] non spaventarti: prendila, accompagnala, aiuta a discernere. Discernere, accompagnare, ascoltare e cercare che la persona tiri fuori tutto e lei stessa cerchi di trovare la strada. Voi avrete qui, per esempio, facilitatori nei gruppi: \u00e8 un modo di aiutare a fare in modo che le domande vengano fuori. Aiutano a discernere. Il dialogo, il dialogo per discernere. Fare che ti aiuti. Questo \u00e8 riguardo al \u201c<i>besoin de discernement face \u00e0 ce vide<\/i>\u201d. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un vuoto dentro. Nella vita bisogna sempre avere due cose: primo, avere coraggio di parlare delle cose che accadono; ma non di tutte le cose si pu\u00f2 parlare con tutti; ci sono cose che riguardano la nostra identit\u00e0 pi\u00f9 profonda. Cerchi qualcuno che ti dia fiducia? Pu\u00f2 essere un anziano, una persona saggia, un giovane saggio: la saggezza l\u2019hanno anche i giovani! Pensa a Salomone. I giovani hanno la saggezza. Alcuni giovani. Cerca una persona saggia. Il saggio \u00e8 uno che non si spaventa di nulla, che sa ascoltare e che ha il dono del Signore per dire la parola giusta al momento giusto. Lascia che lui sia interpellato dalla tua inquietudine, e lasciati interpellare da lui: il dialogo, no? Ma questo che tu hai detto, Maxime, \u00e8 una delle cose di cui abbiamo pi\u00f9 bisogno. Tu sei Presidente della \u201cJunior Consulting\u201d dell\u2019Istitut Catholique de Paris. L\u00ec, hai esperienza di come si fa questo e come si aiuta in tutto questo. \u00c8 importante, perch\u00e9 quando un giovane non trova questa strada di discernimento \u2013 non solo vocazionale, discernimento \u00e8 mille cose, di quello che senti tu, no? \u2013 si chiuder\u00e0 in modo negativo. E chiudersi cos\u00ec nella vita \u00e8 portare dentro un tumore. Una cosa chiusa nell\u2019anima che presto o poi ti fa un peso e ti toglie libert\u00e0. \u00c8 importante aprire tutto, non truccare i sentimenti, non mimetizzare i sentimenti. I pensieri che vengono su siano [portati] nel discernimento, con qualcuno. Io credo che quello che tu dici, che tu vorresti \u201c<i>choisir et avancer<\/i>\u201d, credo che questa volont\u00e0 tanto profonda \u00e8 proprio l\u2019inizio di un processo di discernimento che deve andare avanti e dura tutta la vita. Ma \u00e8 bello quando uno ha una persona con cui parlare su queste cose. Lasciare venire fuori i sentimenti. Non anestetizzarli, non diminuirli. Cercare qualcuno che mi dia fiducia per parlarne e fare il discernimento. Questa \u00e8 la mia risposta\u00a0<i>\u00e0 toi<\/i>, Maxime.<\/p>\n<p><b>Domanda n. 3<\/b><\/p>\n<p><b>Mar\u00eda de la Macarena SEGUI \u2013 Argentina<\/b><\/p>\n<p>En nuestra experiencia como estudiantes y tambi\u00e9n en el trabajo con j\u00f3venes nos dimos cuenta que hoy en d\u00eda se educa en verdades construidas desde la raz\u00f3n, se transmiten certezas que fueron debilitando el sentido de trascendencia, la duda que permite la creencia y el asombro, entre otros valores que constituyen nuestra humanidad. Como educadores intuimos un camino que desnude nuestra mirada, para abrirnos al misterio del otro y agradecer eso \u00fanico y por tanto bello de todos. Quisi\u00e9ramos saber que piensa usted sobre esta concepcion de educaci\u00f3n que tiene Scholas y c\u00f3mo podemos hacer para que la experiencia trascendente que viven los j\u00f3venes en ese Encuentro perdure en el tiempo.<\/p>\n<p>[Sig.ra Mar\u00eda de la Macarena SEGUI, Scholas Occurrentes (Argentina)]<\/p>\n<p><b>Papa Francisco:<\/b><\/p>\n<p>\u00bfPuedo responder en espa\u00f1ol, est\u00e1 la traducci\u00f3n? [responden si]. Mar\u00eda Macarena me dijo: \u201c<i>Scholas<\/i>\u00a0me cambi\u00f3 la vida\u201d. Una de las cosas, que ella, dijo cr\u00edticamente, sobre un sistema educativo, es el sistema educativo que educa en verdades construidas desde la raz\u00f3n, que debilitan, el sentido de trascendencia, debilitan la duda, y debilitan el asombro. Piensen ustedes en estructuras escolares, las hay y muchas, donde se crece en conocimiento much\u00edsimo. Son de excepci\u00f3n, de alt\u00edsimo nivel en el conocimiento, pero al final, han perdido la capacidad de asombrase. Han perdido la capacidad del estupor. Esto directamente es una herencia educativa del Iluminismo, \u00bfno? Que, lleg\u00f3 a este tipo de escuela educativa, que hoy d\u00eda se la critica mucho y se reacciona contra ella. De hecho la experiencia de\u00a0<i>Scholas<\/i>\u00a0como, seguramente, ya contar\u00e1 en el grupo y adem\u00e1s de alguna paraguaya de ah\u00ed que lo ha hecho tambi\u00e9n, ah\u00ed est\u00e1s vos, que en Paraguay prendi\u00f3 muy fuerte, se lleg\u00f3 a revertir esta tendencia, incluso a nivel ya de Ministerio de Educaci\u00f3n Nacional, \u00bfno? Y eso es muy importante. No s\u00f3lo esto de quitar el asombro, lo cual tambi\u00e9n quita la capacidad de contemplar belleza y de abrirse al misterio del otro. Muy bueno el resumen que hizo.<\/p>\n<p>Me repito. Me repito una cosa que me gusta decirla, pero es que para m\u00ed es evidente: Para tener una educaci\u00f3n completa hay que usar los tres lenguajes: el lenguaje de la cabeza, o sea aprender a pensar bien. No s\u00f3lo pensar cosas. Saber cosas. Eso es importante. Pero adem\u00e1s, pensar y progresar con el pensamiento. Libertad de pensamiento. Buscar con el pensamiento. A eso yo llamo pensar bien. Primero de los tres lenguajes de la cabeza.<\/p>\n<p>Segundo: lenguaje del coraz\u00f3n. Aprender a sentir bien. Hay un problema, que es viejo. El problema no es de ahora pero hoy d\u00eda al menos se habla, el problema del\u00a0<i>bullying<\/i>, el problema del\u00a0<i>bullying<\/i>\u00a0en las escuelas es un problema de no sentir bien. Puse un solo ejemplo, pero hay mil cosas. Aprender a sentir bien las cosas. Educar el sentimiento y esto no es tan com\u00fan en las escuelas herederas del Iluminismo.<\/p>\n<p>Y tercero, el lenguaje de las manos: a hacer. Porque tambi\u00e9n es herencia que recibimos de Dios. Ser artesanos y creadores. El arte nace tambi\u00e9n de ah\u00ed. La ingenier\u00eda nace de ah\u00ed. La capacidad de construcci\u00f3n nace de ah\u00ed.<\/p>\n<p>Y esos tres lenguajes, el de la cabeza, el del coraz\u00f3n y el de las manos armonizados. A tal punto que yo piense lo que siento y lo que haga. Sienta lo que pienso y lo que hago y haga lo que siento y lo que pienso. La armon\u00eda de los tres lenguajes. Y esa es la experiencia de\u00a0<i>Scholas<\/i>. Ir por este camino y avanzar en una educaci\u00f3n total y comunitaria. Evidentemente cuando se va por este camino, la educaci\u00f3n es personal, como persona que necesariamente necesita de la comunidad para progresar, \u00bfno?<\/p>\n<p>Otra cosa que yo dir\u00eda. Esto lo digo porque yo critico mucho el mundo virtual. Pero no porque sea viejo atrasado, sino porque, porque tiene sus peligros, por ejemplo, en una cena de familia, pap\u00e1 y mam\u00e1 miran la televisi\u00f3n y cada chico est\u00e1 con el tel\u00e9fono, hablando con amigos, pero por ah\u00ed le tiene que decir algo al pap\u00e1, o al otro, y se lo manda por tel\u00e9fono. O sea, ya el mundo virtual puede llevarte a un nivel de alienaci\u00f3n muy grande, que te hace no ya l\u00edquido, como dec\u00eda el gran\u00a0<i>Bauman<\/i>, sino gaseoso! Sin arraigo. Yo critico por eso el mundo virtual. Pero no lo demonicemos. Porque es una riqueza, tenemos que saber usarlo, y no que nos esclavice alej\u00e1ndonos de lo concreto. Entonces, para salvar lo bueno del mundo virtual, una sola palabra: lo concreto. En italiano \u201c<i>concretezza<\/i>\u201d. Tener el h\u00e1bito de ir a lo concreto. S\u00ed poder usar el mundo virtual pero con los pies sobre la tierra y no dej\u00e1ndome chupar, no gaseosamente, no l\u00edquidamente sino s\u00f3lidamente. Es una ayuda. Y ah\u00ed, ah\u00ed tenemos que ir hacia atr\u00e1s.<\/p>\n<p>El s\u00e1bado me encontr\u00e9, hice un matrimonio ah\u00ed en Santa Marta, y me encontr\u00e9 con una se\u00f1ora joven, una chica joven que es m\u00fasica, es compositora, artista, y estaba espantada por el mundo virtual, en su carrera de docente, ve\u00eda el mal que hac\u00eda a los chicos, y hace un par de a\u00f1os se decidi\u00f3 a luchar contra esta exageraci\u00f3n del mundo virtual para que el mundo virtual tuviera el puesto que le corresponde pero con lo concreto y me dio un mu\u00f1eco de trapo. Y digo, \u00bfqu\u00e9 es? Con esto, artesanalmente, recupero la capacidad de juego en los chicos. O sea, del juego ilusorio, virtual, baja al juego real y est\u00e9 empezando desde ah\u00ed con los chicos. O sea, creo que este tipo de cosas, buscar salvar a las personas de lo gaseosos, lo l\u00edquido de la virtualidad para que la virtualidad est\u00e9 arraigada en lo concreto.<\/p>\n<p>Una virtualidad arraigada est\u00e1 muy bien. Pero cuando ya se pas\u00f3 de tocar tierra, ah\u00ed ya desparrama todo, no madura. Pero vean qu\u00e9 curioso esta mujer, en su experiencia pedag\u00f3gica, como maestra, descubri\u00f3 que la \u00fanica manera era retomar el juego. El juego es concreto.<\/p>\n<p>El mundo virtual tiene otro defecto, claro esto hablando de\u00a0<i>Scholas<\/i>, a lo concreto de\u00a0<i>Scholas<\/i>, que te puede quitar la dimensi\u00f3n del\u00a0<i>amateur<\/i>, no s\u00e9 c\u00f3mo se llama,\u00a0<i>amatoriale<\/i>. Por ejemplo el juego, el deporte, hoy d\u00eda, ha perdido el sentido de\u00a0<i>amateur<\/i>, y se transforma en comercial, o lo que sea, mil cosas, tambi\u00e9n el juego es el que pierde. Siempre pierde el juego. En un mundo l\u00edquido, sin ra\u00edces siempre pierde el juego. El verdadero juego. El juego gratuito. La capacidad de los chicos, que vemos en el campo que por ah\u00ed los encontramos m\u00e1s limpios que estos y que son capaces de armar una escuadra de f\u00fatbol con dos palitos para el arco y el portero libre, avanzado, que va y hace el gol, es decir, libertad, concreta. Una cosa es liquidez y gaseosidad y otra cosas es libertad concreta. Lo concreto te da libertad. Lo l\u00edquido y lo gaseoso te quita libertad. Entonces\u00a0<i>Scholas<\/i>\u00a0ha tomado este camino de unir los tres lenguajes y socialmente. Yo asist\u00ed a la conclusiones, por eso mencion\u00e9 Paraguay, de embarcaci\u00f3n en Paraguay, en el puerto donde ahora est\u00e1 el barrio San Francisco, y las conclusiones de un encuentro de chicos de\u00a0<i>Scholas<\/i>\u00a0sobre embarazo adolescente. Yo les digo que ni una C\u00e1mara de Diputados argentina he escuchado las reflexiones de estos chicos. Porque est\u00e1n educados a pensar lo concreto y con el coraz\u00f3n y la cabeza. Eso es maravilloso.<\/p>\n<p>Bueno ese es el camino de la educaci\u00f3n. Gracias.<\/p>\n<p><b>Domanda n. 4<\/b><\/p>\n<p><b>Yulian VENDZILOVYCH \u2013 seminarista dell\u2019Ucraina<\/b><\/p>\n<p>[Saluta con \u201cSia lodato Ges\u00f9 Cristo\u201d; Papa Francesco gli risponde in ucraino.]<\/p>\n<p>Sono Yulian Vendzilovych, seminarista del seminario dello Spirito Santo di Lviv, Chiesa greco-cattolica ucraina. Questa \u00e8 la domanda del nostro Seminario per il Santo Padre. Santo Padre, il nostro tempo \u00e8 caratterizzato da diversi nuovi movimenti culturali. Oggi \u00e8 importante che un sacerdote possa essere non solo un insegnante di religione, ma un vivo testimone di Cristo, uno che capisce le richieste del suo tempo e non vuole perdere il soffio dello Spirito Santo, che ispira la cultura di oggi. Secondo Lei, come un giovane che si prepara al sacerdozio e vuole essere aperto alla giovent\u00f9 e alla cultura odierna, dovrebbe prepararsi per capire che cosa c\u2019\u00e8 di prezioso nella cultura e che cosa c\u2019\u00e8 di falso? Per esempio, il tatuaggio per un gruppo di persone esprime vera bellezza, per\u00f2 per un altro \u00e8 un esempio della cultura, che \u00e8 difficile da capire e da comprendere. Il giovane pastore come dovrebbe reagire alle circostanze complesse della cultura di oggi? Grazie, grazie Santo Padre.<\/p>\n<p><b>Papa Francesco:<\/b><\/p>\n<p>Alla fine \u00e8 un collega! Ti ringrazio. Tu parli di \u201cvivo testimone di Cristo\u201d. E\u2019 vero, un sacerdote che non \u00e8 testimone di Cristo fa tanto male, tanto male. Tanto male, sbaglia, disorienta la gente, fa male. Ma quella che deve essere testimone di Cristo \u00e8 la comunit\u00e0: il sacerdote \u00e8 testimone di Cristo in quanto membro di quella comunit\u00e0. Il povero prete, in una comunit\u00e0 che non \u00e8 testimone di Cristo, non so se riuscir\u00e0 ad andare avanti. S\u00ec, lui potr\u00e0 testimoniare, ma l\u2019appoggio della comunit\u00e0 \u00e8 testimonianza, e il primo lavoro \u00e8 che le comunit\u00e0 siano testimoni di Cristo, comunit\u00e0 cristiane. Altrimenti il prete sar\u00e0 solo, e poverini, i preti soli, affettivamente soli perch\u00e9 una comunit\u00e0 non li accompagna nella testimonianza, ne fanno un prete soltanto funzionale: la comunit\u00e0 va in chiesa, \u201caffitta\u201d una Messa, chiede una sepoltura, la prima Comunione, e poi lo lascia solo. E\u2019 un isolato in una comunit\u00e0 che non \u00e8 testimone di Cristo. La prima cosa che io ti direi \u00e8 domandarsi: \u201cCome \u00e8 la tua comunit\u00e0, o la comunit\u00e0 di tuo fratello, di quell\u2019altro\u2026? Se una comunit\u00e0 non \u00e8 testimone di Cristo, l\u00ec deve intervenire il vescovo e aiutare il sacerdote e non lasciarlo solo. Lo \u201cmangeranno vivo\u201d, perch\u00e9 non si pu\u00f2 essere testimone da solo: sempre c\u2019\u00e8 bisogno della comunit\u00e0, e i grandi santi \u2013 pensiamo a Francesco \u2013 hanno subito cercato dei compagni, subito! La comunit\u00e0. Filippo Neri, subito. Perch\u00e9 non si pu\u00f2 essere testimoni di Cristo se non c\u2019\u00e8 una comunit\u00e0 testimone. Tu sei testimone in una comunit\u00e0 testimone di Cristo. E qui c\u2019\u00e8 il rapporto fra il prete e la comunit\u00e0: anche il rapporto dev\u2019essere testimoniale. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una malattia molto grande, che \u00e8 il clericalismo, e noi dobbiamo uscire da questa malattia. Alcuni di voi non sono cattolici, altri siete non credenti, ma io dico con tanta umilt\u00e0: \u00e8 una delle malattie pi\u00f9 brutte della Chiesa. Il clericalismo. Quando una comunit\u00e0 cerca un sacerdote e non trova un padre, non trova un fratello, trova un dottore, un professore o un principe\u2026 E questa \u00e8 una delle malattie che fanno tanto male alla Chiesa. Io sono preoccupato di questo, perch\u00e9 si confonde il ruolo paterno del sacerdote e lo si riduce a un ruolo dirigenziale: il \u201cboss\u201d. Il boss della ditta, il dirigente\u2026 E mi preoccupano anche atteggiamenti non paterni, non fraterni del sacerdote che nel rapporto con la comunit\u00e0 non lo fanno essere testimone di Cristo. Per esempio, lo spiritualismo esagerato: quando tu trovi questi preti che pensano di stare sempre in cielo, che sono incapaci di capire, credono che con un atteggiamento cos\u00ec \u2013 come dico io \u2013 \u201ccon la faccia della beata Imelda\u201d [ride, ridono] cos\u00ec no, non va\u2026 Come tu, se hai fatto una di quelle scivolate che si fanno nella vita, vai a dirlo a lui? Ma tu hai paura! Non trovi in lui la testimonianza della misericordia di Cristo. O quando tu vedi un prete che \u00e8 rigido, che va sempre avanti con rigidit\u00e0, ma come la comunit\u00e0 pu\u00f2 andare da lui? Manca la testimonianza. E quando tu vedi un prete mondano, \u00e8 brutto, \u00e8 peggio. Pregate per lui perch\u00e9 il Signore lo converta, perch\u00e9 i preti mondani fanno tanto male, tanto male alle comunit\u00e0. Ma anche le comunit\u00e0: devono essere comunit\u00e0-testimoni. Uno dei vizi della comunit\u00e0 \u00e8 il chiacchiericcio. Mi raccontava un cardinale, simpatico, che aveva conosciuto un prete con un gran senso dell\u2019umorismo e nella parrocchia aveva una donna tanto chiacchierona, che parlava di tutti e su tutto. Ma abitava vicino vicino alla parrocchia, a tal punto che dalla finestra della sua abitazione poteva vedere l\u2019altare della parrocchia. Veniva a Messa tutti i giorni e poi, le altre ore del giorno girava la parrocchia, sparlando delle altre. Un giorno era malata, chiama il prete e dice: \u201cPadre, sono a letto con un\u2019influenza forte, per favore, mi pu\u00f2 portare la Comunione?\u201d \u2013 \u201cNon si preoccupi: lei, con la lingua che ha, dalla sua finestra arriva al tabernacolo\u201d. Ma dimmi, in una parrocchia dove i fedeli chiacchierano tutta la giornata contro di loro e contro il prete, il povero prete \u00e8 solo, senza la testimonianza a Cristo della comunit\u00e0. E io menziono soltanto il chiacchiericcio, perch\u00e9 per me \u00e8 una delle cose pi\u00f9 brutte delle comunit\u00e0 cristiane. Ma sapete che le chiacchiere sono un terrorismo? Un terrorismo, le chiacchiere? S\u00ec, perch\u00e9 un chiacchierone fa lo stesso di un terrorista: si avvicina, parla con uno, butta la bomba della chiacchiera, distrugge e se ne va. Tranquillo. Tu sei testimone del prete con la comunit\u00e0 e della comunit\u00e0 con il prete.<\/p>\n<p>Poi, l\u2019ultima tua domanda, sulla cultura. Non spaventarti dei tatuaggi: gli eritrei, da anni, si facevano la croce qui [indica la fronte], anche oggi li vediamo. Si tatuavano la croce. S\u00ec, ci sono esagerazioni, oggi vedo che alcuni\u2026 credo che quelli che hanno una misura forte di tatuaggi non possono dare il sangue, no?, credo qualcosa del genere, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 pericolo di intossicazione\u2026 No, quando si esagera\u2026, ma \u00e8 un problema di esagerazione, ma non di tatuaggio. Il tatuaggio indica appartenenza. Tu, giovane, che ti sei tatuato o tatuata cos\u00ec, cosa cerchi? Quale appartenenza esprimi? E incominciare a dialogare con questo, e da l\u00ec si arriva alla cultura dei giovani. E\u2019 importante. Ma non spaventarti: con i giovani non ci si deve spaventare mai, mai! Perch\u00e9 sempre, anche dietro alle cose non tanto buone, c\u2019\u00e8 qualcosa che ci far\u00e0 arrivare a qualche verit\u00e0. E non dimenticarti mai di questo: la doppia testimonianza insieme, quella del prete e quella della comunit\u00e0 con il prete. Grazie.<\/p>\n<p><b>Domanda n. 5<\/b><\/p>\n<p><b>Suor Teresina Chaoying CHENG \u2013 Cina<\/b><\/p>\n<p>Buongiorno a tutti, anche al Santo Padre!<\/p>\n<p>Carissimo Papa Francesco, sono suor Teresina Cheng, cinese. Sto studiando scienze religiose alla Pontificia Universit\u00e0 Urbaniana, con sede nel Collegio\u00a0<i>Mater Ecclesiae<\/i>\u00a0di Castel Gandolfo. Sono molto onorata e felice di avere questa opportunit\u00e0 di incontrarLa e poterLe chiedere un consiglio. La Cina attualmente sta compiendo passi da gigante nello sviluppo; la gente persegue soprattutto la ricerca di beni materiali, mentre i giovani attraversano una crisi di identit\u00e0. Il loro cuore \u00e8 portato al confronto e all\u2019emulazione degli altri. Internet rende tutto rapido e conveniente. In tal modo diventa difficile resistere alle proposte della societ\u00e0 secolarizzata, e i giovani seguono la corrente. La formazione culturale delle suore \u00e8 generalmente bassa e solo la loro spiritualit\u00e0 \u00e8 in grado di interagire con i giovani e attirarli. I risultati spesso non sono molto evidenti. Affrontando questa situazione, Santo Padre, vorrei chiederLe: noi giovani religiose, come possiamo bilanciare la cultura dominante della societ\u00e0 e la vita spirituale per realizzare la missione? Grazie.<\/p>\n<p>[Suor Chaoying (Suor Teresina) CHENG, Studentessa di Teologia, Collegio Missionario &#8220;Mater Ecclesiae&#8221; di Castel Gandolfo. Suora della Madre del Signore di Daming-Hebei (Cina)]<\/p>\n<p><b>Papa Francesco:<\/b><\/p>\n<p>[la Suora gli ha donato una sciarpa rossa] Da Papa mi ha rifatto cardinale! [ridono] Ha detto che questa \u00e8 una cosa che fanno loro, che la sciarpa d\u00e0 calore e che il rosso \u00e8 il colore della gioia, in Cina; augura che questo dia calore al Papa e gioia. E\u2019 bello! Vedete, due cose che sono \u201cda casa\u201d, due cose che fanno il rapporto tra la mamma e il pap\u00e0 e il bambino: dare calore e dare gioia. Questi cinesi sanno dove ci sono le radici! Grazie.<\/p>\n<p>La tua domanda era pi\u00f9 lunga, io l\u2019ho letta ieri. Tu parli della formazione; credo che sia importante quello che tu dici. Prima di tutto, quello che dici dell\u2019ingresso in Congregazione. E\u2019 vero, c\u2019\u00e8 un primo tempo di vita spirituale per capire bene la dimensione spirituale; ma poi, non si pu\u00f2 andare avanti cos\u00ec senza una formazione di tipo umano, intellettuale\u2026 Ma, direi, la vera formazione religiosa nella vita consacrata \u2013 questo per le congregazioni che hanno giovani, come anche per i sacerdoti \u2013 deve avere quattro pilastri: formazione alla vita spirituale, formazione alla vita intellettuale \u2013 devono studiare \u2013, formazione nella vita comunitaria \u2013 devono imparare a risolvere i problemi comunitari e a convivere comunitariamente \u2013 e formazione alla vita apostolica \u2013 devono imparare a fare l\u2019annuncio evangelico. E se una, come tu dicevi qui, sviluppa soltanto la vita spirituale e poi ti inviano a fare scuola o catechesi, psicologicamente sarete immature. E questo \u00e8 un problema di questa mentalit\u00e0. Perch\u00e9 si fa questo? Per proteggere dal mondo. Ma proteggere dal mondo \u201cpotando\u201d potenzialit\u00e0? Potenzialit\u00e0 affettive, potenzialit\u00e0 intellettuali, potenzialit\u00e0 comunicative? Questa non \u00e8 protezione, questo \u00e8 annullare; mi permetto una parola psichiatrica un poco forte: questo \u00e8 \u201ccastrare\u201d la persona. La vera protezione si fa nella crescita. Una mamma che iper-protegge il bambino, lo annulla, non lo lascia crescere, non lo lascia essere libero. E cos\u00ec troviamo nella vita tanti, tanti zitelli e zitelle che non hanno saputo trovare una vita di amore, di matrimonio perch\u00e9 erano stati costretti alla dipendenza materna o non avevano la libert\u00e0 di scegliere. Ma \u00e8 un pericolo, possono perdere la vocazione! Io preferisco che un giovane, una giovane perda la vocazione piuttosto che sia un religioso o una religiosa malato che poi faccia del male. O quando noi leggiamo \u2013 bisogna parlare chiaro \u2013 quando noi leggiamo i casi di abusi: quanti di questi sono stati annullati nello sviluppo, nella libert\u00e0, nell\u2019educazione affettiva e sono finiti cos\u00ec? Non so, ognuno ha la propria storia, ma noi possiamo pensare a gente che finisce cos\u00ec perch\u00e9 non \u00e8 stata educata nell\u2019affettivit\u00e0. Per questo, io direi, quando tu sarai superiora generale o una cosa simile [ride, ridono], cerca di cambiare questa mentalit\u00e0. L\u2019educazione spirituale, intellettuale, comunitaria e apostolica. Ma dall\u2019inizio. Secondo le dosi di ogni tappa, ma non trascurare nessuna. Questo \u00e8 molto importante, molto importante. E questo che \u00e8 valido per i preti e per le suore, \u00e8 valido anche per i laici. La maggioranza di voi vi sposerete, avrete figli, ma per favore, educateli bene, cos\u00ec, con tutte queste potenzialit\u00e0. Non annullare. Non iper-proteggere: questo \u00e8 cattivo, \u00e8 molto cattivo, e si diventa psicologicamente immaturi.<\/p>\n<p>Poi, c\u2019\u00e8 un\u2019altra cosa\u2026 in Cina, per esempio: \u201cci\u00f2 che rende difficile lo sviluppo del germe della vocazione presente nei giovani \u00e8 il fatto che essi sono immersi in un ambiente in cui il confronto con gli altri spinge a intraprendere una corsa verso l\u2019ottenimento di beni materiali sempre maggiori\u201d. E\u2019 vero. Pensiamo all\u2019incontro di Ges\u00f9 con il ricco, con quel giovane ricco. Dice il Vangelo che Ges\u00f9 lo am\u00f2. Aveva una vita perfetta, ma era tanto attaccato ai soldi, tanto attaccato ai soldi. E questo fa male. E quando \u2013 hanno parlato un prete e una suora, io approfitto dell\u2019occasione \u2013 quando un prete o una suora sono attaccati ai soldi, \u00e8 il peggio. Non dimenticatevi che il diavolo entra dalle tasche. Sempre. E\u2019 il primo scalino. Poi la vanit\u00e0, poi la superbia, tu ti credi tutto, e da l\u00ec tutti i peccati. Io ricordo \u2013 per farvi ridere \u2013 una economa di una congregazione, una donna forte, anziana, una tedesca, in Argentina, figlia di tedeschi, della migrazione tedesca; 70 anni aveva, ma era in forma! Reggeva un collegio enorme\u2026 Era molto attaccata ai soldi, non per lei, per l\u2019Istituto, ma i soldi erano la cosa principale, povera donna, era buona ma non era stata educata a questo. E un giorno nel caff\u00e8, nel break con i professori, svenne. Tutti a dire: \u201csuora, suora, suora\u201d, e non reagiva. E una professoressa ha detto: \u201cQualcuno ha un biglietto da 100? Passiamoglielo sul naso, forse reagisce\u201d. Questo \u00e8 il commento della gente quando vede un sacerdote o una suora attaccati ai soldi. Per favore, \u00e8 meglio fare la fame e non essere attaccati ai soldi.<\/p>\n<p>\u201cA questo punto, Santo Padre \u2013 avevi scritto una domanda lunga iniziale \u2013 vorrei farLe la seguente domanda: di fronte a culture che non lasciano spazio a Dio, alla societ\u00e0 che adora la supremazia della materia, noi giovani religiose come possiamo equilibrare la nostra formazione culturale e la nostra vita spirituale?\u201d. Per favore, proteggete lo sviluppo delle suore, ma proteggetelo con la vita, attraverso il dialogo con questa vita che non cerca Dio, che \u00e8 attaccata solo ai beni materiali. Che imparino ad andare cos\u00ec, ma non proteggerle come i pomodori d\u2019inverno nelle serre, per favore, no, no. Perch\u00e9 quando verr\u00e0 l\u2019estate e usciranno da l\u00ec, non serviranno, non avranno sapore. Proteggerle \u00e8 bene, con i rischi dell\u2019ambiente, ma bisogna proteggerle bene. Proteggere \u00e8 accompagnare, insegnare, aiutare e soprattutto amare. Questo \u00e8 la cosa principale.<\/p>\n<p>Questo credo che per la Cina sia sufficiente. Grazie.<\/p>\n<p>E grazie per la sciarpa!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luned\u00ec 19 marzo Papa Francesco ha aperto l&#8217;Assemblea pre-sinodale rivolgendosi ai 300 giovani dei cinque continenti giunti a Roma per partecipare all&#8217;incontro. \u201cQuesta Riunione pre-sinodale vuol essere segno di qualcosa di grande: la volont\u00e0 della Chiesa di mettersi in ascolto di tutti i giovani, nessuno escluso\u201d. 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