{"id":1756,"date":"2017-08-24T12:17:23","date_gmt":"2017-08-24T10:17:23","guid":{"rendered":"https:\/\/venezia.webdiocesi.it\/pastorale-giovanile\/?p=1756"},"modified":"2017-08-24T12:30:23","modified_gmt":"2017-08-24T10:30:23","slug":"social-media","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patriarcatovenezia.it\/pastorale-giovanile\/2017\/08\/24\/social-media\/","title":{"rendered":"Social media"},"content":{"rendered":"<p class=\"entry-title\" style=\"text-align: right\">[articolo tratto da <a href=\"http:\/\/www.genteveneta.it\/gvfocus\/don-marco-sanavio-la-chiesa-abiti-social-media-impari-viralizzare\/\">genteveneta.it<\/a>]<\/p>\n<p class=\"entry-title\"><strong>Don Marco Sanavio: La Chiesa abiti i social media. E impari a viralizzare<\/strong><\/p>\n<p>La Chiesa non pu\u00f2 non abitare il web e i social. E non pu\u00f2 esimersi anche dal tentare di lanciare fenomeni virali. Perch\u00e9 questi sono i mezzi e i linguaggi della comunicazione oggi. Ne \u00e8 convinto don Marco Sanavio, sacerdote padovano, coordinatore della commissione per le Comunicazioni sociali della Cet, la Conferenza episcopale triveneta.<br \/>\nNei giorni scorsi si \u00e8 parlato molto di Elisa Maino, la ragazzina (14 anni) di Riva del Garda che pu\u00f2 contare su un milione di follower su Musical.ly, uno dei social pi\u00f9 in voga, dove si canta in playback e dove ciascuno cerca di muoversi ed esprimersi, con il proprio corpo, ballando davanti ad un cellulare.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi arriva ad avere un milione di \u201cmi piace\u201d, come l\u2019adolescente Elisa, e chi anche venti milioni, come altri ragazzi pi\u00f9 o o meno della stessa et\u00e0 in giro per il mondo. Un fenomeno fra i pi\u00f9 recenti, che ingrossa il fiume dei social media, uno degli ambienti pi\u00f9 graditi dai ragazzi (e non solo) per comunicare e dire la propria.<\/p>\n<p>La Chiesa pu\u00f2 starne fuori? No, sottolinea subito don Sanavio: \u00abNoi faremo fatica, con il tipo di tessuto formativo e morale che abbiamo creato nei nostri ambienti, a \u201csparare\u201d questi fenomeni. Non ci \u00e8 mai capitato di mandare neppure un cantante nostro a Sanremo, a parte fra Cionfoli, per cui difficilmente riusciremo a bucare con fenomeni virali. Per\u00f2 l\u2019esigenza c\u2019\u00e8 e dei segnali pure\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per la verit\u00e0, l\u2019esigenza di usare internet, da parte della Chiesa nelle sue articolazioni, c\u2019\u00e8 stata fin dagli esordi del web. Per\u00f2 non si sono viste cose strepitose\u2026\u00a0<\/strong><br \/>\nGli operatori ecclesiali del web, che si incrociano spesso anche a livello nazionale, ci riflettono spesso: noi abbiamo la sensazione che sia passato il periodo dell\u2019euforia, che \u00e8 durato una decina d\u2019anni, dal 2000 al 2010, e che vedeva un utilizzo massiccio di questi strumenti anche in ambito ecclesiale.<\/p>\n<p><strong>E poi?\u00a0<\/strong><br \/>\nPoi, passata l\u2019euforia, non c\u2019\u00e8 stata una stabilizzazione nell\u2019uso degli strumenti e nemmeno esperienze cos\u00ec di rilievo da suggerire un investimento. Anche perch\u00e9 non sono cresciuti di pari passo la professionalit\u00e0 e l\u2019impegno degli operatori.<\/p>\n<p><strong>Come si spiega questa sorta di disillusione?\u00a0<\/strong><br \/>\n\u00c8 dovuta al fatto che si sperava di fare tanto con poco, che gli ordini religiosi speravano di aumentare il numero di vocazioni solo perch\u00e9 erano sul web e via dicendo\u2026<\/p>\n<p><strong>E adesso?\u00a0<\/strong><br \/>\nAdesso c\u2019\u00e8 un riorientamento: nell\u2019ultimo incontro dei direttori delle Comunicazioni sociali del Triveneto, per esempio, si \u00e8 deciso di concentrarci per il prossimo periodo sul locale: cio\u00e8 su come offrire servizi a parrocchie e vicariati nell\u2019ambito del web.<\/p>\n<p><strong>Ma per farlo bisogna avere delle competenze, una continuit\u00e0 d\u2019azione, investimenti nella formazione delle persone\u2026\u00a0<\/strong><br \/>\nS\u00ec. E qualche segnale in questo senso \u00e8 emerso, anche nell\u2019ultimo incontro triveneto. Speriamo anche che i nostri vescovi dedichino presto attenzione a questo capitolo del tema della comunicazione.<\/p>\n<p><strong>Condivide che, cos\u00ec come \u00e8 in crescita e in fermento l\u2019esperienza social di giovani e adolescenti, \u00e8 opportuno che la Chiesa vi si impegni, con creativit\u00e0 e con il proprio stile?\u00a0<\/strong><br \/>\nS\u00ec. A Padova \u2013 ma \u00e8 solo un piccolo esempio \u2013 un gruppo di giovani di una parrocchia ha messo in piedi una web serie. I protagonisti sono ragazze e ragazzi di una parrocchia, che guardano un sacco di Netflix (film e serie tiv\u00f9 via web, ndr) e, in maniera un po\u2019 artigianale ma frizzante, hanno messo in piedi Candy Cam, la storia di un gruppo di sei giovani che si ritrovano davanti a un distributore automatico installato in patronato parrocchiale. In sketch di neanche due minuti raccontano il Sinodo dei giovani. La sceneggiatura l\u2019hanno scritta i ragazzi stessi; penso che ci sia solo di che esser contenti per questi esperimenti. Chi vuole vedere questa web serie cristiana la trova in Youtube sotto Candy Cam.<\/p>\n<p><strong>E quali sono i segnali buoni cui accennava, che rompono il clima un po\u2019 stant\u00eco?\u00a0<\/strong><br \/>\nUn mese fa ero a Rimini al Web marketing festival. C\u2019ero stato anche l\u2019anno scorso e avevo visto passare solo comici della riviera romagnola. Quest\u2019anno c\u2019era una serie di soggetti che hanno portato la loro esperienza e ci hanno sorpreso, di fronte a seimila operatori del mercato, tutti distanti dai nostri ambienti ecclesiali.<\/p>\n<p><strong>Per esempio?\u00a0<\/strong><br \/>\nPer esempio arriva un gruppo di immigrati che, sotto la guida del regista Martino Lo Cascio, ha messo in piedi uno spettacolo teatrale: fanno vedere un video con una barca e un Cristo che li aiuta a sbarcare sulle coste. Poi loro, i migranti, sul palco cantano e creano un momento potentissimo di domanda fra tutte quelle persone venute l\u00ec a portare a casa i segreti per fare successo su instagram e guadagnare quattrini, tutti operatori che hanno pagato dai 150 ai 400 euro per iscriversi al festival.<\/p>\n<p><strong>E poi?\u00a0<\/strong><br \/>\nMi ha sorpreso Juan della Torre, il direttore di Machi, l\u2019agenzia argentina che fa \u201cIl video del Papa\u201d. Un\u2019iniziativa che ha come obiettivo di diffondere le intenzioni di preghiera riguardanti le sfide dell\u2019umanit\u00e0 attraverso un video al mese con protagonista Papa Francesco, facendo cos\u00ec del digitale e di internet i canali chiave per affrontare temi importanti e di attualit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 Juan della Torre \u00e8 stato sorprendente?\u00a0<\/strong><br \/>\nPerch\u00e9 ha spiegato come \u00e8 nato \u201cIl video del Papa\u201d. Della Torre \u00e8 un pubblicitario di Buenos Aires; un giorno incontra Papa Bergoglio e gli propone di fare uno spot televisivo, una volta al mese. Una cosa fatta bene, visto che ogni video gli costa 5 mesi di lavorazione tra raccolta dell\u2019intenzione di preghiera, sceneggiatura, passaggio per la pontificia segreteria della comunicazione\u2026 In Italia questo spot che va su Youtube \u00e8 poco conosciuto, ma nel mondo ha successo: 14 milioni di visualizzazioni.<\/p>\n<p><strong>La qual cosa, tornando a noi, cosa fa pensare?\u00a0<\/strong><br \/>\nChe ci sono dei fenomeni da cui trarre spunto. Noi facciamo fatica a fletterci su cose del genere, siamo abituati ai contenuti di spessore. Eppure dovremmo imparare a semplificare per viralizzare, senza perdere la sostanza. Abitando bene il web.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong>Giorgio Malavasi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[articolo tratto da genteveneta.it] Don Marco Sanavio: La Chiesa abiti i social media. E impari a viralizzare La Chiesa non pu\u00f2 non abitare il web e i social. E non pu\u00f2 esimersi anche dal tentare di lanciare fenomeni virali. Perch\u00e9 questi sono i mezzi e i linguaggi della comunicazione oggi. 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