{"id":549,"date":"2016-05-26T11:21:36","date_gmt":"2016-05-26T09:21:36","guid":{"rendered":"https:\/\/venezia.webdiocesi.it\/esercizispirituali-oders\/?p=549"},"modified":"2023-07-12T14:51:03","modified_gmt":"2023-07-12T12:51:03","slug":"il-cuore-della-domenica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patriarcatovenezia.it\/esercizispirituali-oders\/2016\/05\/26\/il-cuore-della-domenica\/","title":{"rendered":"Marco C\u00e8 &#8211; Il centro della domenica"},"content":{"rendered":"<p>In questa ultima meditazione vorrei riflettere sulla domenica. Ogni otto giorni, viviamo questo giorno, fatto dal Signore, non dagli uomini. L&#8217;Eucarestia \u00e8 il cuore della domenica: da qui essa trae tutta la sua forza e la sua grazia vitale.<\/p>\n<p>Leggiamo alcuni passi del Vangelo di\u00a0Giovanni.<\/p>\n<p>Il capitolo sesto inizia con la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Ges\u00f9 \u00e8 circondato da molta folla, povera gente che accorreva per ascoltare la sua parola, nella speranza anche di essere guariti dalle debolezze, dalle infermit\u00e0. E Ges\u00f9 predicava, consolava e guariva. A un certo punto, Ges\u00f9 in qualche modo provoca i suoi apostoli dicendo a Filippo:<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>\u00abDove potremo comprare il pane perch\u00e9 costoro abbiano da mangiare?\u00bb. Diceva cos\u00ec per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: \u00abDuecento denari di pane non sono sufficienti neppure perch\u00e9 ognuno possa riceverne un pezzo\u00bb. Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: \u00abC\u2019\u00e8 qui un ragazzo che ha cinque pani d\u2019orzo e due pesci; ma che cos\u2019\u00e8 questo per tanta gente?\u00bb. Rispose Ges\u00f9: \u00abFateli sedere\u00bb. C\u2019era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Ges\u00f9 prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: \u00abRaccogliete i pezzi avanzati, perch\u00e9 nulla vada perduto\u00bb. Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d\u2019orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.<\/em><\/p>\n<p><em>Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: \u00abQuesti \u00e8 davvero il profeta, colui che viene nel mondo!\u00bb. Ma Ges\u00f9, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritir\u00f2 di nuovo sul monte, lui da solo (Gv 6,1-15)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Ges\u00f9, sentendo che volevano farlo re, quasi si spaventa e fugge via, sul monte a pregare da solo. Si sottrae alla folla, che dava del \u201cmessia\u201d un&#8217;interpretazione mondana, politica. Il progetto del Padre, invece, \u00e8 che Ges\u00f9 operi la salvezza attraverso l&#8217;amore debole, il puro amore, disarmato.<\/p>\n<p>Venuta la sera gli apostoli, saliti in barca, si dirigono verso Cafarnao. Il mare \u00e8 agitato e soffia un forte vento; a un certo punto vedono Ges\u00f9 che cammina sulle acque e si spaventano. Ma Ges\u00f9 dice loro:\u201cSono io, non temete\u201d. Allora lo prendono sulla barca e subito raggiungono il luogo dove sono diretti. La presenza di Ges\u00f9 li fa arrivare rapidamente a destinazione.<\/p>\n<p>Il giorno dopo la gente che aveva mangiato il pane, cerca Ges\u00f9 e lo trova a Cafarnao. E qui comincia il grande discorso il cui nocciolo \u00e8 questo: -Voi mi cercate perch\u00e9 avete mangiato il pane, ma non avete capito il senso del mio gesto e avete ancora fame; non avete capito la profezia eucaristica contenuta in quel gesto di spezzare il pane e di darlo a tante persone. Cercate il vero pane che non \u00e8 quello che avete mangiato e neanche quello che Mos\u00e8 ha dato agli ebrei nel deserto: sono tutti pani che periscono. Cercate il pane che non perisce, il pane che dona la vita. Il pane che dona la vita \u00e8 che voi crediate in colui che il Padre ha mandato dal cielo. Il pane che dona la vita \u00e8 la fede in me.- E qui svolge un lungo discorso sulla fede che, a un certo punto, al v.51, fa un balzo vertiginoso, incomprensibile.<\/p>\n<p>Leggiamo nel vangelo di Giovanni al capitolo 6, dal versetto 48:<\/p>\n<p><em><sup>48<\/sup><\/em><em>Io sono il pane della vita. <sup>49<\/sup>I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; <sup>50<\/sup>questo \u00e8 il pane che discende dal cielo, perch\u00e9 chi ne mangia non muoia. <sup>51<\/sup>Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivr\u00e0 in eterno e il pane che io dar\u00f2 \u00e8 la mia carne per la vita del mondo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em><sup>52<\/sup><\/em><em>Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: \u00abCome pu\u00f2 costui darci la sua carne da mangiare?\u00bb. <sup>53<\/sup>Ges\u00f9 disse loro: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell\u2019uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. <sup>54<\/sup>Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciter\u00f2 nell\u2019ultimo giorno. <sup>55<\/sup>Perch\u00e9 la mia carne \u00e8 vero cibo e il mio sangue vera bevanda. <sup>56<\/sup>Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. <sup>57<\/sup>Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, cos\u00ec anche colui che mangia me vivr\u00e0 per me. <sup>58<\/sup>Questo \u00e8 il pane disceso dal cielo; non \u00e8 come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivr\u00e0 in eterno\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Io sono <\/em>in ebraico corrisponde al nome di Jahv\u00e8, \u00e8 il nome di Dio: \u201cIo sono il pane vivo, disceso dal cielo\u201d \u00e8 quindi una chiara affermazione della persona di Ges\u00f9 come Figlio di Dio.<\/p>\n<p><em>Vivr\u00e0 in eterno<\/em>. Il termine &#8216;in eterno&#8217; in Giovanni non connota il tempo ma piuttosto una qualit\u00e0 di vita. Significa: vivr\u00e0 la stessa vita di Dio.<\/p>\n<p>Ed ecco il salto vertiginoso che lascia tutti sgomenti e sconcertati:<\/p>\n<p><em>E il pane che io vi dar\u00f2 \u00e8 la mia carne per la vita del mondo<\/em>. Il termine ebraico usato da Ges\u00f9 indica proprio la carne di cui \u00e8 fatto il nostro corpo; nel suo discorso suona come parola aspra che scandalizza. Ma \u00e8 una carne per la vita del mondo, destinata ad essere donata.<\/p>\n<p>Questa frase, all&#8217;interno di un discorso sulla fede, \u00e8 un&#8217;assoluta novit\u00e0, un picco vertiginoso.<\/p>\n<p>I Giudei reagiscono discutendo aspramente tra loro. E Ges\u00f9 non spiega, ma ribadisce: \u201c<em>In verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell&#8217;uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo resusciter\u00f2 nell&#8217;ultimo giorno<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Neanche i discepoli capiscono: <em>Questa parola \u00e8 dura; chi pu\u00f2 ascoltarlo?<\/em> (v.60) e <em>da quel momento<\/em> molti di loro tornano indietro e non lo seguono pi\u00f9 (cf 69).<\/p>\n<p>Ges\u00f9 si rivolge ai Dodici: <em>Volete andarvene anche voi ?<\/em> Gli risponde Simon Pietro: <em>Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio<\/em>.<\/p>\n<p>Di fatto, nemmeno Pietro ha compreso la profezia di Ges\u00f9, ma ha capito che egli \u00e8 il Signore, l&#8217;inviato di Dio e che quindi non pu\u00f2 mentire. Infatti non dice &#8216;abbiamo capito&#8217;, bens\u00ec abbiamo creduto, ti abbiamo fatto credito, ci fidiamo di te e quindi continuiamo a seguirti.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la promessa, l&#8217;annuncio dell&#8217;Eucarestia che Ges\u00f9 fa forse poco tempo prima della passione.<\/p>\n<p>Quanto raccontato in questo brano: il raccogliersi della folla, Ges\u00f9 che spezza il pane e lo distribuisce, annunciando il dono della sua carne e del suo sangue, in fondo si verifica ogni domenica.<\/p>\n<p>Ogni <strong>domenica<\/strong> Ges\u00f9 ci convoca in assemblea eucaristica, ci parla attraverso le letture e l&#8217;omelia del sacerdote e si dona a noi mediante l&#8217;Eucarestia.<\/p>\n<p>Che cosa vuol dire &#8216;domenica&#8217; ? Viene da &#8216;dies dominica&#8217;, cio\u00e8 giorno del Signore.<\/p>\n<p>La <strong>domenica<\/strong> \u00e8 un giorno fatto dal Signore, segnato per sempre dall&#8217;evento che ha cambiato la storia: la resurrezione del Signore Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Se c&#8217;\u00e8 qualcosa che caratterizza e domina tutta la storia, tutti gli uomini, \u00e8 la morte, come dramma, come termine oscuro della vita.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, risorgendo, sconfigge la morte.<\/p>\n<p>Ora il cristiano sa che la morte non \u00e8 la fine: come \u00e8 stato per Ges\u00f9, \u00e8 il passaggio da questo mondo al Padre. \u00c8 il ritrovare la famiglia dei figli di Dio, la propria famiglia.<\/p>\n<p>Se la morte mantiene sempre la sua drammaticit\u00e0, perch\u00e9 porta il segno del peccato, il cristiano sa, nella fede, che Cristo ha vinto il peccato e la morte ed egli \u00e8 indirizzato alla pienezza della vita. Tanti cristiani, uomini e donne di fede, muoiono nella sofferenza, ma in fondo sereni, quasi riconciliati con la loro morte, perch\u00e9 intuiscono che al di l\u00e0 del passaggio il Padre li aspetta con le braccia allargate.<\/p>\n<p>Con la sua risurrezione, Ges\u00f9 libera la storia dal dominio della morte senza speranza, che \u00e8 il marchio del peccato. Cos\u00ec ci apre la casa della famiglia dei figli di Dio, ridonandoci la veste battesimale, la grazia, la fede.<\/p>\n<p>Ecco, la <strong>domenica<\/strong> \u00e8 il giorno segnato per sempre da questo evento, assolutamente unico e definitivo, come se nel tempo avesse fatto irruzione l&#8217;eternit\u00e0. La <strong>domenica<\/strong> \u00e8 uno scampolo di paradiso che scende sulla terra. Potrebbe sembrare un&#8217;immagine sentimentale, ma \u00e8 cos\u00ec perch\u00e9 nel cuore della domenica c&#8217;\u00e8 l&#8217;Eucarestia.<\/p>\n<p>Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;Eucarestia?<\/p>\n<p>l&#8217;Eucarestia \u00e8 il dono pi\u00f9 grande che Dio potesse farci, perch\u00e9 ci dona il Figlio: il Padre non ha nulla di pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>L&#8217;Eucarestia \u00e8 il punto d&#8217;arrivo di tutta l&#8217;opera di Ges\u00f9: tutto, anche la sua passione e morte, \u00e8 per poterci dare l&#8217;Eucarestia.<\/p>\n<p>L&#8217;Eucarestia \u00e8 una follia di Dio: \u00e8 incomprensibile, \u00e8 inimmaginabile che Dio possa farci questo dono, darci il Figlio, nel momento supremo della sua vita, del suo amore.<\/p>\n<p>Dopo aver ascoltato la promessa dell&#8217;Eucarestia nel brano della moltiplicazione dei pani, narrata da Giovanni, leggiamo come Ges\u00f9 la compie nell&#8217;ultima Cena, dal vangelo di Luca.<\/p>\n<p>Siamo nel giorno in cui gli ebrei mangiavano la Pasqua. La cena pasquale ebraica ha lo scopo di ricordare i grandi fatti dell&#8217;esodo: la liberazione degli israeliti dall&#8217;Egitto e la pattuizione dell&#8217;Alleanza. Mos\u00e8 ha ritualizzato nella Cena la memoria di questi due eventi.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 anche una proiezione verso il futuro: quello che \u00e8 avvenuto in Egitto dovr\u00e0 compiersi in maniera pi\u00f9 grande e pi\u00f9 piena mediante il Messia.<\/p>\n<p>La cena pasquale ebraica \u00e8 <em>ricordo<\/em> degli eventi salvifici narrati dall&#8217;esodo e <em>profezia<\/em>, annuncio, speranza di una pasqua piena, di una liberazione totale dell&#8217;uomo dal male, dalla sofferenza, dalla morte, che avverr\u00e0 attraverso il Messia. Anche ora, quando celebrano la cena pasquale, gli ebrei aspettano il Messia che venga a compiere l&#8217;opera iniziata nei giorni dell&#8217;Esodo.<\/p>\n<p><em>Quando venne l\u2019ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: \u00abHo tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perch\u00e9 io vi dico: non la manger\u00f2 pi\u00f9, finch\u00e9 essa non si compia nel regno di Dio\u00bb. E, ricevuto un calice,<\/em> (nella Cena vi erano diversi calici, ciascuno con significati simbolici diversi; questo non \u00e8 ancora quello dell&#8217;Eucarestia) <em>rese grazie e disse: \u00abPrendetelo e fatelo passare tra voi, perch\u00e9 io vi dico: da questo momento non berr\u00f2 pi\u00f9 del frutto della vite, finch\u00e9 non verr\u00e0 il regno di Dio\u00bb. Poi prese il pane, rese grazie, lo spezz\u00f2 e lo diede loro dicendo: \u00abQuesto \u00e8 il mio corpo, che \u00e8 dato per voi; fate questo in memoria di me\u00bb. E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: \u00abQuesto calice \u00e8 la nuova alleanza nel mio sangue, che \u00e8 versato per voi\u00bb (Lc 22,14-20).<\/em><\/p>\n<p>Cosa vuol dire &#8216;nuova alleanza&#8217;?<\/p>\n<p>La prima Alleanza \u00e8 quella pattuita ai piedi del Sinai, quando Mos\u00e8 legge al popolo le parole che aveva ascoltato da Dio sul monte e che il popolo si impegna ad osservare. \u00c8 un patto di amicizia tra Dio e il popolo, sancito nel sangue, secondo l\u2019uso semitico. Ma a questa prima alleanza il popolo non era stato fedele: aveva ripetutamente smentito l&#8217;amicizia con Dio.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, istituendo l&#8217;Eucarestia, annuncia \u201cla nuova alleanza\u201d nel suo sangue \u2013 non pi\u00f9 in quello dei vitelli o dei capri. Ges\u00f9 si dona ai suoi in un convito ed essi mangiano il pane che \u00e8 il suo corpo e bevono il vino che \u00e8 il suo sangue.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 l&#8217;istituzione dell&#8217;Eucarestia: \u201cQuesto \u00e8 il mio corpo&#8230; questo \u00e8 il mio sangue: fate questo in memoria di me\u201d e la Chiesa, in obbedienza a queste parole, celebra ogni domenica, ogni giorno, l&#8217;Eucarestia.<\/p>\n<p>Che cos\u2019\u00e8 l\u2019Eucaristia? E&#8217; la presenza reale \u2013 ce lo ha detto lui, non \u00e8 una nostra immaginazione -, vera di Ges\u00f9 nel suo corpo, nella sua anima, nella sua divinit\u00e0. Questa \u00e8 la prima verit\u00e0, non dico da capire, ma a cui aprire il cuore: l&#8217;Eucarestia \u00e8 presenza reale del Signore e quando la celebriamo sappiamo che il Risorto, portando i segni delle piaghe nelle mani, nei piedi, nel costato, \u00e8 presente in mezzo a noi come Salvatore. Non \u00e8 una commemorazione.<\/p>\n<p>Possiamo chiederci perch\u00e9 il Signore abbia scelto di essere presente proprio nei segni cos\u00ec umili del pane e del vino.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una domanda banale: la risposta \u00e8 da capogiro. Pane e vino si mangiano e si bevono: Ges\u00f9 vuole che noi mangiamo il suo corpo e beviamo il suo sangue! Ma, mentre il cibo che io mangio si trasforma in me, nel mio corpo, nell&#8217;Eucarestia avviene il contrario, io sono trasformato in Cristo. Ges\u00f9 mi si dona nel pane e nel vino per realizzare tra lui e me, tra lui e noi, un&#8217;unit\u00e0 cos\u00ec profonda al punto che Paolo, nella lettera ai Galati (2,20), pu\u00f2 dire: Io vivo; ma \u201cnon vivo pi\u00f9 io: Cristo vive in me\u201d.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il punto d&#8217;arrivo della redenzione: renderci pienamente figli di Dio, facendo di noi una cosa sola con lui.<\/p>\n<p>Io di pi\u00f9 non so dire; ma lo ha detto Ges\u00f9: una comunione profonda tra lui e me, perch\u00e9 lui abita in me. Tutto quello che \u00e8 suo diventa mio, tutto quello che faccio io lo fa anche lui con me. L&#8217;Eucarestia non \u00e8 un concetto astratto, puramente \u201cspirituale\u201d. \u00c8 una realt\u00e0 concreta che entra nella mia corporeit\u00e0 e la trasfigura. Non coinvolge solo la mia anima, ma anche il mio corpo \u00e8 trasformato in Cristo, che vive in me. L\u2019amore che vivete \u00e8 vostro, ma non soltanto vostro. \u00c8 anche di Cristo in voi. In questa verit\u00e0 profonda, per cui voi e Cristo formate una cosa sola, si radica la castit\u00e0, che quindi non \u00e8 un moralismo.<\/p>\n<p>Paolo, rivolgendosi ai battezzati, li chiamava &#8216;santi&#8217;, in quanto santificati dalla presenza di Cristo. Dal battesimo, che ci ha innestati in Cristo e dall&#8217;Eucarestia che ci nutre di lui, viene tutta la morale cristiana e la forza per viverla.<\/p>\n<p>Potrei sembrarvi pazzo se non ripetessi le parole del vangelo; faccio fatica anch&#8217;io a credere a tutto questo, per\u00f2 \u00e8 la parola di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Il vangelo di Giovanni ci narra l&#8217;episodio di Tommaso che non crede agli apostoli che hanno visto il Risorto: per credere egli vuole vedere e toccare le ferite del costato, le piaghe delle mani e dei piedi. Otto giorni dopo, Ges\u00f9 appare di nuovo in mezzo agli apostoli e invita Tommaso a metter il dito sulle sue piaghe. Tommaso capisce ed esclama: \u201cMio Signore e mio Dio!. Ges\u00f9 gli disse: &#8211; Tu hai creduto perch\u00e9 hai veduto; beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno\u201d\u00a0(Gv 20,24).<\/p>\n<p>Noi apparteniamo a questa categoria, rientriamo nella beatitudine di coloro che credono senza vedere, di coloro che possono dire: -Signore, senza vederti ti ho amato, senza vederti credo in te.<\/p>\n<p>Amici miei, aprite il cuore a questa verit\u00e0, pensateci su, non lasciatela cadere!<\/p>\n<p>Voi vi volete bene: ed \u00e8 molto bello. Ma sappiate che la radice del vostro amore \u00e8 Dio. Voi vi amate con l\u2019amore di Dio, alimentato dall&#8217;Eucarestia. Quando la domenica vi accostate all&#8217;Eucarestia, non fate soltanto un atto d&#8217;amore al Signore: voi crescete nell\u2019amore reciproco, perch\u00e9 il vostro cuore viene purificato, guarito, confortato, arricchito dall&#8217;Eucarestia.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: right\">(M. C\u00e8, dalla predicazione degli esercizi spirituali ai fidanzati, Cavallino 1 marzo 2009)<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questa ultima meditazione vorrei riflettere sulla domenica. Ogni otto giorni, viviamo questo giorno, fatto dal Signore, non dagli uomini. L&#8217;Eucarestia \u00e8 il cuore della domenica: da qui essa trae tutta la sua forza e la sua grazia vitale. Leggiamo alcuni passi del Vangelo di\u00a0Giovanni. 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