{"id":511,"date":"2016-05-12T13:44:30","date_gmt":"2016-05-12T11:44:30","guid":{"rendered":"https:\/\/venezia.webdiocesi.it\/esercizispirituali-oders\/?p=511"},"modified":"2023-07-13T10:34:58","modified_gmt":"2023-07-13T08:34:58","slug":"la-speranza-del-credente-peccatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patriarcatovenezia.it\/esercizispirituali-oders\/2016\/05\/12\/la-speranza-del-credente-peccatore\/","title":{"rendered":"F. Manenti &#8211; La speranza del credente peccatore"},"content":{"rendered":"<p>Il salmo 129 \u00e8 una domanda di perdono, dove il motivo principale \u00e8 la speranza. Il salmista \u00e8 anzitutto consapevole del suo peccato e della propria incapacit\u00e0 a scrollarselo di dosso, ma \u00e8 altrettanto consapevole della misericordia divina. Grazie a tale consapevolezza la speranza rinasce.<\/p>\n<p><strong>LEGGIAMO IL TESTO<\/strong><\/p>\n<h6 style=\"padding-left: 150px\"><em>Dal profondo a te grido, o Signore;<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px\"><em>Signore, ascolta la mia voce.<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px\"><em>Siano i tuoi orecchi attenti<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px\"><em>alla voce della mia preghiera.<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px\"><em>Se consideri le colpe, Signore,<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px\"><em>Signore, chi potr\u00e0 sussistere?<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px\"><em>Ma presso di te \u00e8 il perdono:<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px\"><em>e avremo il tuo timore.<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px\"><em>Io spero nel Signore,<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px\"><em>l\u2019anima mia spera nella sua parola.<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px\"><em>L\u2019anima mia attende il Signore<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px\"><em>pi\u00f9 che le sentinelle l\u2019aurora.<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px\"><em>Israele attenda il Signore,<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px\"><em>perch\u00e9 presso il Signore \u00e8 la misericordia<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px\"><em>e grande presso di lui la redenzione.<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px\"><em>Egli redimer\u00e0 Israele<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"padding-left: 150px\"><em>da tutte le sue colpe.<\/em><\/h6>\n<p>Il movimento del salmo procede in quattro tappe: l&#8217;invocazione (vv 1-2); il perdono (vv 3-4); la speranza dell\u2019attesa (vv 5-6); l\u2019invito rivolto a tutti (vv 7-8)<\/p>\n<p><b>MEDITIAMO<\/b><\/p>\n<ol>\n<li><strong><em>Alla ricerca del volto di Dio<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"padding-left: 30px\">Quale Dio mi rivela il salmo? I tratti del volto di Dio:<\/p>\n<ul>\n<li>Presso di te \u00e8 il perdono (v 4)<\/li>\n<li>Presso il Signore \u00e8 la misericordia, grande presso di lui il riscatto (v 8)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il perdono appartiene a Dio stesso, al suo modo di agire (<em>Sal 103,3)<\/em>: \u00abE\u2019 lui che perdona tutte le tue colpe, guarisce le tutte malattie, riscatta dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di misericordia\u00bb.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong><em>Alla ricerca del mio volto<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Si tratta di conoscere me stesso alla luce della parola di Dio: quale figura di uomo, di credente presenta il salmo?<\/p>\n<p>Il salmo disegna la figura del credente peccatore che non resta prigioniero della situazione di morte in cui viene a trovarsi in seguito al proprio peccato (\u201cdal profondo\u201d), ma la supera, rivolgendosi a Dio (\u201cio grido: ascolta la mia voce!\u201d), forte di una certezza (\u201cpresso di te \u00e8 il perdono\u201d) che alimenta la sua speranza (\u201cspero nel Signore\u201d), ravviva l\u2019attesa (\u201dl\u2019anima mia attende il Signore\u201d) e lo spinge a coinvolgere anche altri nella propria esperienza (\u201dIsraele attenda il Signore..\u201d).<\/p>\n<p><em>\u201cDal profondo a te grido\u201d<\/em><\/p>\n<p>Il \u201cprofondo\u201d (l\u2019abisso): l\u2019immagine di una situazione negativa e drammatica, determinata non tanto da mali fisici o da nemici, ma dal peccato (<em>Sal 38,5<\/em>: \u00abLe mie colpe hanno superato il mio capo, sono un carico troppo penaste per me\u00bb). In questa situazione l\u2019uomo pu\u00f2 incontrare Dio (Lc 18,13: \u00abIl pubblicano, invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: \u201cO Dio, abbi piet\u00e0 di me peccatore\u201d\u00bb). Perch\u00e9<\/p>\n<ul>\n<li>Egli \u00e8 il Dio che si fa vicino, legato a noi per sempre dall\u2019amore (Dt 4,7: \u00abQuale grande nazione ha la divinit\u00e0 cos\u00ec vicina a s\u00e9, come il Signore nostro Dio \u00e8 vicino a noi ogni volta che lo invochiamo?\u00bb; Sal 145,18; 34,19).<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Dio non ritira i suoi doni. Anche dopo il peccato &#8211; la ribellione al Signore, il fratricidio di Caino, il dilagare della violenza &#8211; l\u2019uomo pu\u00f2 rivolgersi a Lui (Gn 4,26: \u00abAllora si incominci\u00f2 a invocare il nome del Signore\u00bb).<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Noi in ogni situazione di vita o di morte \u201csiamo del Signore\u201d (Rm 14,7-9), inseparabili da Lui (Rm 8).<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>La supplica: \u201cascolta la mia voce\u201d<\/em><\/p>\n<p>Non \u00e8 richiesta di un generico aiuto, ma di un gesto di grazia e di generosa clemenza. Con essa ci presentiamo a Dio, senza vantare meriti o per esibire giustificazioni, consapevoli di quelle che sono le dimensioni fondamentali della vita di fede: la nostra miseria e la sua misericordia (<em>Sal 143,1-2<\/em>: \u00abSignore ascolta la mia preghiera, porgi l\u2019orecchio alla mia supplica\u2026 non chiamare in giudizio il tuo servo: nessun vivente davanti a te \u00e8 giusto\u00bb; Cfr Rm 7,14-25).<\/p>\n<p>Il riconoscimento della propria miseria ci tiene lontano dalla presuntuosa sicurezza (quella del fariseo in preghiera al tempio, Lc 18,11ss) e della sua misericordia ci mette al riparo dalla tentazione di nascondere il nostro peccato, di giustificarlo oppure di ingigantirlo, tanto da ritenerlo imperdonabile. Confessione del peccato: limpido atto di speranza<\/p>\n<p>La grande svolta: l\u2019orante che si trova nell\u2019abisso scopre che \u201cpresso Dio\u201d sta il perdono, che il perdono appartiene a Dio.<\/p>\n<p>La scoperta dell\u2019essere perdonati suscita il \u201ctimore di Dio\u201d. Il \u201ctimore di Dio\u201d non ha nulla a che fare con la paura, perch\u00e9 indica stupore ammirato, riconoscente adorazione e amore alla volont\u00e0 di Dio (<em>Es 14,30-31<\/em>: \u00abIn quel giorno il Signore salv\u00f2 Israele dalla mano degli Egiziani e Israele vide gli egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l\u2019Egitto e il popolo temette il Signore e credette in lui e nel suo servo Mos\u00e8\u00bb).<\/p>\n<p>Il timore di Dio esprime bene quel complesso atteggiamento che \u00e8 la fede, infuso in noi da Dio come dono promesso con la Nuova Alleanza, che ci rende persone \u201cunificate\u201d, che si muovono nella vita con gioiosa dedizione al Signore e con obbedienza fiduciosa e piena di amore a Lui (<em>Ger 32,38-40<\/em>: \u00abEssi saranno il mio popolo e io sar\u00f2 il loro Dio. Dar\u00f2 loro un solo cuore e un solo modo di comportarsi perch\u00e9 mi temano tutti i giorni per il loro bene e per quello dei loro figli dopo di essi. Concluder\u00f2 con essi un\u2019alleanza eterna e non mi allontaner\u00f2 pi\u00f9 da loro per beneficarli; metter\u00f2 nei loro cuori il mio timore, perch\u00e9 non si distacchino da me\u00bb).<\/p>\n<p>Il timore del Signore diventa speranza, attesa fedele del compimento della promessa di Dio (<em>Sir 2,7-9.15-18<\/em>: \u00abQuanti <u>temete il Signore<\/u>, aspettate la sua misericordia; non deviate per non cadere. Voi che <u>temete il Signore<\/u>, confidate in lui; il vostro salario non verr\u00e0 meno. Voi che <u>temete il Signore<\/u>, sperate nei suoi benefici, la felicit\u00e0 eterna e la misericordia\u2026 Coloro che <u>temono il Signore<\/u> non disobbediscono alle sue parole: e coloro che lo amano seguono le sue vie. Coloro che <u>temono il Signore<\/u> cercano di piacergli; e coloro che lo amano si saziano della legge. Coloro che <u>temono il Signore<\/u> tengono pronti i loro cuori e umiliano l\u2019anima loro davanti a lui\u00bb).<\/p>\n<p><em>La speranza che attende<\/em><\/p>\n<p>Il timore del Signore, suscitato dal perdono, produce, quale svolta decisiva, la speranza che sa attendere. Il cammino del credente peccatore subisce una radicale trasformazione: nella situazione di peccato chiediamo a Dio di ascoltarci (v 2); una volta perdonati, abbandoniamo l\u2019attenzione verso noi stessi, per aprirci all\u2019ascolto di Dio, pienamente disponibili a lasciarci determinare dalla sua parola. Non diciamo pi\u00f9 \u201cascolta la mia voce\u201d, ma \u201cl\u2019anima mia spera e attendo la tua parola\u201d (v 5). Liberati dal peccato, siamo attirati da Dio stesso, riconosciuto come approdo definitivo e pacificante dell\u2019esistenza (<em>Fil 3,13-14<\/em>: \u00abDimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la meta, per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lass\u00f9 in Cristo Ges\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p>La parola di Dio \u00e8 capace di promuover l\u2019intera esistenza: sperare non \u00e8 solo attendere un futuro migliore, ma sperimentare la capacit\u00e0 della parola di Dio di sostenere, di attrarre e di illuminare l\u2019intera esistenza. La speranza del credente si esprime nell\u2019attesa della parola di Dio (\u201cattendo la tua parola\u201d), nell\u2019investimento della propria libert\u00e0 su quella Parola, la quale, accolta, autorizza questa speranza, costituisce il suo fondamento sicuro (<em>Sal 119,114.81.147<\/em>: \u00abTu sei il mio rifugio, il mio scudo, spero nella tua parola! Mi consumo nell\u2019attesa della tua salvezza, spero nella tua parola! Precedo l\u2019aurora e grido aiuto, spero nella tua parola!\u00bb).<\/p>\n<p>A noi che viviamo nel tempo dell\u2019attesa, invitati \u201cnel tempo del nostro pellegrinaggio a comportarci con timore\u201d (1Pt 1,17), la parola di Dio \u00e8 data \u00abcome lampada che brilla in un luogo oscuro, cui fate bene a volgere lo sguardo, finch\u00e9 non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori\u00bb (2Pt 1,19). Attingendo ad essa \u201cteniamo viva la nostra speranza\u201d (Rm 15,14), \u201cfissiamo la nostra speranza in quella grazia che ci sar\u00e0 data quando Cristo si riveler\u00e0\u201d (1Pt 1,13).<\/p>\n<p><em>La speranza che annuncia<\/em><\/p>\n<p>Il credente peccatore si sente parte del popolo scelto e amato da Dio (Israele); per questo desidera che quanto ha sperimentato lui sperimentato anche dal suo popolo. Un desiderio che si esprime come invito, esortazione, augurio, rivolto al proprio popolo di cui si sente parte integrante e solidale. Il cristiano non spera solo per s\u00e9, ma alimenta la speranza per tutti, sta in mezzo agli uomini come sentinella temprata dalla veglia, dove si \u00e8 fatto custode di tutti e pu\u00f2 rianimare il cuore abbattuto della gente (<em>Is 21,8.10-12<\/em>: \u00abLa vendetta ha gridato: \u201cAl posto di osservazione, Signore, io sto sempre tutto il giorno, e nel mio osservatorio sto in piedi tutta la notte\u2026\u201d. O mio popolo, calpestato, trebbiato sulla mia aia, ci\u00f2 che ho udito dal Signore degli eserciti, Dio d\u2019Israele a voi ho annunziato!&#8230; mi gridano: \u201cSentinella quanto resta della notte?\u201d. La sentinella risponde: \u201cViene il mattino, poi anche la notte; se volte domandare, domandate, ma convertitevi, venite!\u00bb)<\/p>\n<p><strong>3<\/strong>. <strong><em>Il credente di fronte al peccato<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il salmo indica la modalit\u00e0 credente di porsi di fronte al peccato. Il peccato \u00e8 una \u201cfaccenda seria\u201d, non per\u00f2 disperata, irrisolvibile, perch\u00e9 nel peccato posso incontrare Dio, rivolgermi a lui.<\/p>\n<p>*Come percepisco e vivo il mio peccato, l\u2019essere peccatore?<\/p>\n<p>Le coordinate di un\u2019esperienza credente: il riconoscimento della propria situazione di miseria (\u201cSono uno sventurato! Chi mi liberer\u00e0 da questo corpo votato alla morte?\u201d) e la confessione della misericordia di Dio (\u201cPresso di te \u00e8 il perdono\u201d).<\/p>\n<p>*La confessione del mio peccato \u00e8 un \u201climpido atto di speranza\u201d, gesto di fiducia in Dio?<\/p>\n<p>L\u2019esperienza del perdono mi libera dal ripiegamento su me stesso (non dico pi\u00f9 \u201cascolta la mia voce\u201d), per un ascolto fiducioso di Dio, della sua parola (ma \u201cattendo la tua parola\u201d).<\/p>\n<p>*L\u2019ascolto della parola di Dio \u201ctiene viva la mia speranza\u201d?<\/p>\n<p>Il cristiano non alimenta la speranza solo per s\u00e9, per la propria esistenza, ma anche per tutti. Custodisce la speranza di tutti, spera per tutti, perch\u00e8, come la sentinella che veglia nella notte, segnala il mattino del compimento delle promesse di Dio.<\/p>\n<p>*Sono una persona che sa \u201cdar ragione della speranza che porta in cuore\u201d (cfr 1Pt 3,15), che d\u00e0 speranza?<\/p>\n<h6 style=\"text-align: right\">(Franco Manenti, Esercizi spirituali, Cavallino 2015)<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il salmo 129 \u00e8 una domanda di perdono, dove il motivo principale \u00e8 la speranza. Il salmista \u00e8 anzitutto consapevole del suo peccato e della propria incapacit\u00e0 a scrollarselo di dosso, ma \u00e8 altrettanto consapevole della misericordia divina. Grazie a tale consapevolezza la speranza rinasce. 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