{"id":1439,"date":"2017-11-22T13:37:00","date_gmt":"2017-11-22T12:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/venezia.webdiocesi.it\/esercizispirituali-oders\/?p=1439"},"modified":"2023-07-12T15:04:03","modified_gmt":"2023-07-12T13:04:03","slug":"marco-ce-carita-la-via-migliore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patriarcatovenezia.it\/esercizispirituali-oders\/2017\/11\/22\/marco-ce-carita-la-via-migliore\/","title":{"rendered":"Marco C\u00e8 &#8211; Carit\u00e0, la via migliore"},"content":{"rendered":"<p><strong>La<\/strong> <strong>carit\u00e0 \u00e8 partecipazione reale alla vita stessa di Dio<\/strong>. Quando amiamo,\u00a0 facciamo qualcosa che non \u00e8 nostro: noi partecipiamo alla vita stessa di Dio. L&#8217;amore, la carit\u00e0, l&#8217;agape \u00e8 vita divina in noi,\u00a0 discesa dalla Trinit\u00e0, versata nei nostri cuori, e dal nostro cuore risale a Dio e trasborda sui fratelli.<\/p>\n<p>La carit\u00e0 \u00e8 partecipazione diretta alla vita divina. Per questo la carit\u00e0 non cesser\u00e0.\u00a0 Quando vedremo Dio, di fronte alla visione, la fede cesser\u00e0; quando avremo raggiunto la felicit\u00e0, cesser\u00e0 la speranza che \u00e8 tensione\u00a0 a qualcosa che ancora non c&#8217;\u00e8.\u00a0 Fede e speranza cesseranno, ma l&#8217;amore non cesser\u00e0, perch\u00e9 l&#8217;amore \u00e8 la vita stessa di Dio e quindi \u00e8 destinata a durare sempre. \u00c8 un&#8217;acqua che zampilla dal cuore di Dio e scende nei nostri cuori.<\/p>\n<p>Leggiamo il cosiddetto \u201cinno alla carit\u00e0\u201d (1 Cor 13, per il commento seguo Bruno Maggioni).<\/p>\n<p>A chi si rivolge questo discorso di Paolo? \u00c8 un\u00a0 discorso altissimo, rivolto per\u00f2 a persone povere, fragili, deboli come noi.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 di Corinto, ai tempi di Paolo, era\u00a0 una delle metropoli pi\u00f9 importanti del mondo, con circa 500 mila abitanti, citt\u00e0 portuale, cosmopolita, dall&#8217;economia fiorente, dove non scarseggiava il denaro ma neanche l&#8217;immoralit\u00e0, tanto che il verbo \u201ccorintizzare\u201d serviva a bollare comportamenti piuttosto disinvolti; e \u201ccorinzie\u201d erano le prostitute. Una citt\u00e0 che molto assomigliava alle nostre metropoli moderne.<\/p>\n<p>Con quale stato d&#8217;animo Paolo sia arrivato a Corinto, ce lo dicono alcuni versetti della stessa lettera.<\/p>\n<p>Vi giunge dopo avere collezionato una serie di insuccessi. L&#8217;ultima tappa, ad Atene con il famoso discorso all&#8217;aeropago, finisce nel ridicolo e, quando parla di resurrezione dai morti, lo congedano dicendo: &#8220;<em>Ti sentiremo un&#8217;altra volta&#8221;.<\/em> Paolo se ne va mortificato e\u00a0 si presenta ai Corinto,\u00a0 scoraggiato\u00a0 e scosso dagli insuccessi che ha raccolto.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>&#8220;Anch&#8217;io, fratelli, quando venni fra voi non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l&#8217;eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni, infatti, di non sapere altro in mezzo a voi se non Ges\u00f9 Cristo e questo crocefisso <\/em>(cio\u00e8 Ges\u00f9 umiliato). <em>Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione&#8221; <\/em>(1Cor 2,1-3).<\/p>\n<p>E anche a Corinto all&#8217;inizio la situazione \u00e8 tutt&#8217;altro che favorevole, al punto che\u00a0 quasi decide di andarsene. Ma il Signore gli appare di notte\u00a0 (Atti 18,9-11) e gli dice: &#8220;<em>Continua a parlare e non tacere, perch\u00e9 io sono con te e nessuno cercher\u00e0 di farti del male, perch\u00e9 io ho un popolo numeroso in questa citt\u00e0&#8221;<\/em>. Confortato da queste parole, Paolo continua a predicare e nasce una bella comunit\u00e0 cristiana, ricca di doni e di carismi e, proprio per questo, ricca poi di divisioni e contrapposizioni.\u00a0 Ed \u00e8 nel contesto di queste divisioni che Paolo riflettendo sui doni di ciascuno (1Cor 12) si domanda quale sia la via migliore: la via migliore \u00e8 la carit\u00e0. E introduce il discorso sull&#8217;eccellenza della carit\u00e0, che ora leggiamo (1Cor 13,1-7):<\/p>\n<p><em>&#8220;Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli ma non avessi la carit\u00e0, sarei come un bronzo che rimbomba o un cimbalo che strepita; se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutte le conoscenze\u00a0 e possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carit\u00e0, non sarei nulla.\u00a0 E se anche dessi\u00a0 in cibo tutti\u00a0 i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto ma non avessi la carit\u00e0 a nulla mi servirebbe. <\/em><\/p>\n<p><em>La carit\u00e0 \u00e8 magnanima, benevola \u00e8 la carit\u00e0, non \u00e8 invidiosa, non si vanta, non si gonfia d&#8217;orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell&#8217;ingiustizia, ma si rallegra della verit\u00e0. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta&#8221;. <\/em><\/p>\n<p>&#8211; <em>La carit\u00e0 \u00e8 paziente: <\/em>la carit\u00e0 ha la forza di sopportare i torti, di non rendere pan per focaccia. La pazienza \u00e8 una qualit\u00e0 di Dio che \u00e8 lento nella collera &#8211; come dice la lettera ai Romani &#8211; e ritarda il castigo per dar tempo ai peccatori di convertirsi;<\/p>\n<p>&#8211; <em>la carit\u00e0 \u00e8 benigna.<\/em> La benignit\u00e0 \u00e8 l&#8217;attitudine di chi aiuta sorridendo, con tratto discreto, prevenendo il bisogno, senza far pesare la propria bont\u00e0,\u00a0 piegandosi con umilt\u00e0 verso chi \u00e8 in difficolt\u00e0. Paolo qui ci ricorda che\u00a0 la carit\u00e0 deve manifestarsi anche nel tratto esteriore;<\/p>\n<p>&#8211; <em>la carit\u00e0 non \u00e8 invidiosa: <\/em>esclude ogni gelosia. La gelosia \u00e8 divisione, mentre la carit\u00e0 \u00e8 comunione;<\/p>\n<p>&#8211; <em>la carit\u00e0 non si vanta<\/em>. Il vocabolo greco sembra riferirsi a quella mancanza di misura alla cui base c&#8217;\u00e8 un atteggiamento di leggerezza, di superficialit\u00e0. La carit\u00e0 invece \u00e8 seria, \u00e8 prudente, ha il senso delle proporzioni, non \u00e8 millantatrice;<\/p>\n<p>&#8211; <em>la carit\u00e0 non si gonfia: <\/em>non fa sentire il peso del suo gesto, del suo prestigio, di chi incede pavoneggiandosi. L&#8217;amore, invece, si pone a livello degli altri, si abbassa;<\/p>\n<p>&#8211; <em>la carit\u00e0 non manca di rispetto.<\/em> Il verbo allude al comportamento di chi manca di tatto e quindi ferisce l&#8217;animo del prossimo. L&#8217;amore invece \u00e8 attento, rispettoso, discreto per non offendere la sensibilit\u00e0, la dignit\u00e0, la suscettibilit\u00e0 delle persone;<\/p>\n<p>&#8211;<em> la carit\u00e0 non cerca il proprio interesse.<\/em> Possiamo dire che questo \u00e8 il centro della carit\u00e0: essa imita il Cristo che non cerc\u00f2 di piacere a se stesso; il discepolo di Ges\u00f9 deve dimenticare se stesso;<\/p>\n<p>&#8211; <em>la carit\u00e0 non si adira:<\/em> non \u00e8 collerica. L&#8217;amore non perde il controllo di s\u00e9;<\/p>\n<p>&#8211; <em>la carit\u00e0 non tiene conto del male ricevuto<\/em>. La carit\u00e0 dimentica, butta via il conto;<\/p>\n<p>&#8211; <em>la carit\u00e0 non gode dell&#8217;ingiustizia ma si rallegra\u00a0 della verit\u00e0;<\/em><\/p>\n<p>&#8211; <em>la carit\u00e0 tutto copre: <\/em>\u00a0non propaga il male degli altri, ma lo copre con il silenzio, con la discrezione. Quante volte invece si commentano con leggerezza difetti e debolezze delle persone!<\/p>\n<p>&#8211;<em> la carit\u00e0 tutto crede: <\/em>non perch\u00e9 \u00e8 credulona, ma perch\u00e9 si fida e non diffida pregiudizialmente;<\/p>\n<p><em>&#8211; la carit\u00e0 tutto spera:<\/em> anche quando non si pu\u00f2 negare il male, crede alla possibilit\u00e0 del ravvedimento, della conversione; crede che chi pure ha sbagliato pu\u00f2 riscattarsi e fare il bene;<\/p>\n<p>&#8211; <em>la carit\u00e0 tutto sopporta:<\/em> anche quando le sue speranze sono smentite, la carit\u00e0 non si lamenta delle freddezze, delle ingratitudini, ma le sopporta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma come avviene questo?\u00a0\u00c8 la domanda di Maria all&#8217;Annunciazione: <em>&#8220;Come avverr\u00e0 questo?&#8221; <\/em>E l&#8217;angelo le risponde: &#8220;<em>Lo Spirito Santo scender\u00e0 su di te&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Possiamo noi essere capaci di amare come Paolo ci dice in questo inno? E questo come avviene?<\/p>\n<p>Avviene perch\u00e9, nel battesimo, nei nostri cuori viene infusa la virt\u00f9 teologale della carit\u00e0, come dice la lettera ai Romani (5, 5):&#8221;<em>L&#8217;amore di Dio \u00e8 stato riversato nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci \u00e8 stato dato&#8221;.<\/em> Nel battesimo, nella cresima, nell&#8217;Eucarestia, ci viene infuso lo Spirito Santo che \u00e8 l&#8217;amore della santissima Trinit\u00e0. Quindi l&#8217;amore di Dio viene infuso nei nostri cuori,\u00a0 ci \u201ccristifica\u201d, ci trasforma nell&#8217;immagine di Cristo, ci fa agire come agiva Ges\u00f9, ci d\u00e0 la possibilit\u00e0 di amare il Padre e i fratelli come amava lui, cosa di cui non saremmo capaci. L&#8217;amore non scaturisce dal nostro cuore perch\u00e9 noi, a causa del peccato originale, siamo tutti egoisti; ma l&#8217;amore viene riversato nei nostri cuori da Dio stesso mediante il dono dello Spirito Santo. E questo amore ci spinge ad agire come agiva Ges\u00f9, in due direzioni: l&#8217;amore per il Padre &#8211; e il compimento della sua volont\u00e0 &#8211;\u00a0 e l&#8217;amore ai fratelli.<\/p>\n<p>Quando noi amiamo, partecipiamo alla vita trinitaria.\u00a0 Noi cristiani abbiamo una ricchezza interiore che \u00e8 infinita, immensa: dobbiamo scoprirla, goderne, ringraziare. Dio \u00e8 presente in noi; il nostro amore \u00e8 divino. Ne siamo coscienti?<\/p>\n<p>Per questo la\u00a0 santit\u00e0 consiste nell&#8217;amare Dio e i fratelli: noi siamo incapaci di amare, ma Dio ha infuso nei nostri cuori il suo amore. Dobbiamo metterci, nella misura in cui siamo capaci, su questa strada dell&#8217;amore: amare Dio, fare tutto per amore di Dio, anche le cose quotidiane della vita.<\/p>\n<p>Ebbene, l&#8217;agire per amore \u00e8 la strada della santit\u00e0: amare gli altri. E questo ci costa, non \u00e8 cosa facile, perch\u00e9 noi siamo tendenzialmente autoreferenziali, tendenzialmente pensiamo a noi stessi. Vero amore \u00e8 uscire da noi stessi per proiettarci sugli altri, anche se non c&#8217;\u00e8 rispondenza.<\/p>\n<h6 style=\"text-align: right\">(Marco C\u00e8, esercizi spirituali diocesani,\u00a0Cavallino 30 aprile \u2013 3 maggio 20)<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La carit\u00e0 \u00e8 partecipazione reale alla vita stessa di Dio. Quando amiamo,\u00a0 facciamo qualcosa che non \u00e8 nostro: noi partecipiamo alla vita stessa di Dio. L&#8217;amore, la carit\u00e0, l&#8217;agape \u00e8 vita divina in noi,\u00a0 discesa dalla Trinit\u00e0, versata nei nostri cuori, e dal nostro cuore risale a Dio e trasborda sui fratelli. 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