{"id":1064,"date":"2017-02-27T15:26:32","date_gmt":"2017-02-27T14:26:32","guid":{"rendered":"https:\/\/venezia.webdiocesi.it\/esercizispirituali-oders\/?p=1064"},"modified":"2023-07-13T10:30:45","modified_gmt":"2023-07-13T08:30:45","slug":"marco-ce-il-credente-e-la-bibbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patriarcatovenezia.it\/esercizispirituali-oders\/2017\/02\/27\/marco-ce-il-credente-e-la-bibbia\/","title":{"rendered":"Marco C\u00c8 &#8211; Il credente e la Sacra Scrittura"},"content":{"rendered":"<h2><strong>Bibbia e parola di Dio\u00a0<\/strong><\/h2>\n<p>Perch\u00e9 ci poniamo il problema del modo con cui il credente legge la Bibbia?<\/p>\n<p>Molti leggono la Bibbia: \u00e8 un libro di grande interesse. Per\u00f2 per il credente la Bibbia non \u00e8 un libro qualunque: \u00e8 parola di Dio. E non \u00e8 una parola \u201cmorta\u201d, registrata o semplicemente consegnata a una pagina stampata, come un qualunque libro di storia delle religioni che ci informa su fatti appartenenti al passato.<\/p>\n<h3>Parola viva<\/h3>\n<p>\u00c8 Parola viva, attuale, che Dio pronuncia ora per me ed ha tutta la potenza creatrice della Parola che disse: \u201c<em>Sia la luce<\/em>\u201d e la luce fu (cfr Gn 1,3). Basti ricordare il profeta Isaia: \u201c<em>Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perch\u00e9 dia il seme al seminatore e pane da mangiare, cos\u00ec sar\u00e0 della Parola uscita dalla mia bocca: non ritorner\u00e0 a me senza effetto, senza aver operato ci\u00f2 che desidero e aver compiuto ci\u00f2 per cui l\u2019ho mandata<\/em>\u201d (Is 55,10-11). La lettera agli Ebrei sottolinea: \u201c<em>La parola di Dio \u00e8 viva, efficace e pi\u00f9 tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell\u2019anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non v\u2019\u00e8 creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto \u00e8 nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto\u201d<\/em> (Ebr 4,12-13).<\/p>\n<p>La Bibbia \u00e8 quindi una Parola con cui Dio entra in rapporto con noi \u2013 un rapporto di comunione, di amicizia e di predilezione \u2013 e si rivela nel suo mistero. Quel mistero che la creatura, con la sua ragione, non riuscirebbe a raggiungere.<\/p>\n<p>Per questo, per riceverla non basta l\u2019intelligenza: \u00e8 necessaria la grazia che apra il cuore a Dio, ci disponga a consegnarci al suo amore: Cfr At 16,14.<\/p>\n<p>Ne consegue che, aprendo la Bibbia, non si ricevono soltanto informazioni su Dio. La Bibbia \u00e8 offerta reale di incontro. Se si accetta la proposta mediante la fede, si attua l\u2019incontro con Dio nel Figlio Ges\u00f9, la Parola che lo rivela e che salva.<\/p>\n<p>La Bibbia \u00e8 quindi un libro speciale perch\u00e9 a quelle parole Dio ha consegnato se stesso. \u00a0E questo per sempre.<\/p>\n<h3>Termini non sovrapponibili<\/h3>\n<p>Normalmente noi sovrapponiamo \u201cparola di Dio\u201d e \u201cbibbia\u201d: quando diciamo \u201cparola di Dio\u201d intendiamo la bibbia (le sante scritture) e quando diciamo \u201csante scritture\u201d intendiamo \u201cparola di Dio\u201d.<\/p>\n<p>Questa sovrapposizione non \u00e8 pertinente. La Bibbia o Sacra Scrittura \u00e8 certamente \u201cParola di Dio\u201d; Parola di Dio \u201cscritta\u201d, e scritta \u201csotto l\u2019ispirazione dello Spirito Santo\u201d, il quale quindi ne \u00e8 l\u2019autore, anche se, per scrivere, si serve di strumenti umani.<\/p>\n<p>Dio per\u00f2 parla in molti modi, non solo attraverso la parola scritta.<\/p>\n<p>Parla innanzitutto attraverso la <strong>creazione<\/strong>, anzi proprio con la Parola apre la storia: \u201c<em>Dio disse: Sia la luce. E la luce fu<\/em>\u201d (Gen 1,3). San Paolo afferma nella lettera ai Romani: \u201c<em>Ci\u00f2 che di Dio si pu\u00f2 conoscere \u00e8 (agli uomini) manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l\u2019intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinit\u00e0<\/em>\u201d (Rm 1,19-20). Certo nella creazione non parla direttamente Dio. Egli d\u00e0 origine alle cose e la creazione ci dice: se ci sono \u00e8 perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un Dio che ha creato.<\/p>\n<p>Dio parla anche attraverso la <strong>coscienza retta<\/strong>: una luce che egli ha acceso nel cuore di ogni uomo. L\u2019uomo infatti \u00e8 ad immagine di Dio: nella sua struttura \u00e8 stampato il progetto di Dio su di lui. La retta coscienza lo legge. Anche questa \u00e8 una parola indiretta.<\/p>\n<p>A Dio per\u00f2 \u00e8 piaciuto rivelare la sua vita e il suo mistero ad alcuni eletti come <strong>amici<\/strong>. Si \u00e8 cos\u00ec scelto un <strong>popolo<\/strong> fra tutti i popoli, Israele, come destinatario d\u2019una speciale predilezione che, a sua volta, avrebbe dovuto partecipare a tutti i popoli.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Dio ha condotto la <strong>storia del suo popolo<\/strong> con interventi prodigiosi e con la parola dei profeti: \u201cAffinch\u00e9 Israele lo riconoscesse come il solo Dio vivo e vero, Padre provvido e giusto giudice, e stesse in attesa del salvatore promesso. In tal modo (Dio) prepar\u00f2 lungo i secoli la via al Vangelo\u201d (<em>Dei Verbum<\/em>, n. 3).<\/p>\n<p>Quando venne il tempo da lui stabilito nel suo piano di salvezza, \u201c<em>Dio, che aveva parlato a pi\u00f9 riprese e in diversi modi per mezzo dei profeti, ha parlato a noi<\/em> <em>per mezzo del <strong>Figlio<\/strong><\/em>\u201d (Eb 1,1-2; cfr <em>Dei Verbum<\/em>, n. 4).<\/p>\n<p>Infatti \u201c<em>il Verbo si \u00e8 fatto carne<\/em>\u201d (Gv 1,14). <strong>Ges\u00f9 \u00e8 la parola<\/strong> per eccellenza di Dio, l\u2019ultima e definitiva sua parola. La parola di Ges\u00f9, la sua azione, il suo ministero culminante nella Pasqua, sono Parola di Dio. Ges\u00f9 \u00e8 il Vangelo di Dio all&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Gli <strong>Apostoli<\/strong> hanno continuato l\u2019annuncio di Ges\u00f9 e del suo Vangelo.<\/p>\n<h3>Il testo scritto<\/h3>\n<p>Dio inoltre ha voluto che alcune parole e fatti della storia della salvezza venissero messi <strong>per iscritto<\/strong>. Lui stesso, mediante il suo Spirito, ha assistito le diverse fasi dell\u2019opera, perch\u00e9 si scrivesse tutto e solo quello che Lui voleva, al punto da dover dire che Dio stesso \u00e8 l\u2019autore delle Sante Scritture: certo ne \u00e8 autore mediante degli autori umani che nella loro opera e nelle sue diverse fasi hanno lasciato il segno della loro libert\u00e0 e della loro personalit\u00e0.<\/p>\n<p>Teniamo ferme tre sottolineature:<\/p>\n<p>&#8211; \u00a0La rivelazione di Dio all\u2019uomo avviene mediante<strong> \u201ceventi\u201d e \u201cparole\u201d intimamente connessi<\/strong> (cfr <em>Dei Verbum,<\/em> n. 2). Quindi essa non passa solo attraverso le parole, tantomeno solo attraverso le parole scritte, che pur mantengono tutta la loro importanza normativa, ma anche attraverso gli eventi, i fatti, la trama storica di tutto ci\u00f2 che esprime l\u2019umano. Pensiamo a Ges\u00f9: egli nella sua persona \u00e8 Parola di Dio, i suoi gesti, e non solo i suoi discorsi, sono Parola, rivelano il volto di Dio Padre..<\/p>\n<p>&#8211; \u201cLa sacra scrittura <strong>\u00e8 il parlare di Dio<\/strong> (<em>locutio Dei<\/em>) in quanto, sotto l\u2019ispirazione dello Spirito Santo, \u00e8 messa per iscritto (<em>scripto consignatur<\/em>)\u201d (<em>Dei Verbum,<\/em> n. 9).<\/p>\n<p>La Scrittura \u00e8 quindi un \u201catto vivente\u201d che coinvolge:<\/p>\n<ul>\n<li><u>un Dio che<\/u> <u>parla<\/u> (<em>locutio Dei<\/em>) <u>qui e ora<\/u>;<\/li>\n<li><u>un uomo che mette per iscritto<\/u> con tutte le risorse e i limiti della sua personalit\u00e0;<\/li>\n<li><u>la forza viva dello Spirito che agisce<\/u>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per questo il cristianesimo non \u00e8 la \u201creligione del libro\u201d, ma dell\u2019<strong>incontro<\/strong> tra un Dio vivo e un uomo vivo, nell\u2019oggi della storia.<\/p>\n<p>&#8211; \u00a0<strong>Ges\u00f9 Cristo<\/strong>, Verbo fatto carne, mandato come uomo fra gli uomini, <strong>\u00e8 l\u2019evento che compie e completa la rivelazione <\/strong>(cfr <em>Dei Verbum,<\/em> n. 4).<\/p>\n<p>Dobbiamo ricordare Gv 1,1-18 ed Eb 1,1-2: Ges\u00f9 Cristo \u00e8 la Parola di Dio che comprende tutte le parole che Dio dice di s\u00e9. Egli \u00e8 la Parola di Dio incarnata: \u201c<em>Dio nessuno l\u2019ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che \u00e8 nel seno del Padre, lui ce lo ha rivelato<\/em>\u201d (Gv 1,18).<\/p>\n<h3>Come va letta la Parola di Dio scritta?<\/h3>\n<p>Seguo Benedetto XVI in una conversazione col Clero di Roma il 22 febbraio 2007. Il Papa enuclea tre dimensioni secondo le quali deve essere letta la Parola di Dio scritta:<\/p>\n<ul>\n<li>C\u2019\u00e8 innanzitutto la dimensione <strong>storica<\/strong>: la Sacra Scrittura deve essere letta nella sua unit\u00e0 e integralit\u00e0. Le singole parti appartengono a un cammino unitario di rivelazione da parte di Dio e solo vedendole dentro tale cammino unitario, dove una parte spiega l\u2019altra, possiamo capire anche il frammento. Per es.: il libro di Giobbe rimarr\u00e0 sempre \u201cun\u2019incompiuta\u201d, se non viene illuminato dal Crocifisso, il giusto che soffre. Esemplare \u00e8 la lettura che Ges\u00f9 fa della Legge, dei Profeti e dei Salmi ai due discepoli in cammino verso Emmaus il giorno stesso della sua Risurrezione: l\u2019evento della Croce va compreso nella totalit\u00e0 delle Scritture che parlano di Lui.<\/li>\n<li>C\u2019\u00e8 poi una dimensione <strong>cristologica<\/strong>: le Scritture hanno una direzione: il loro punto di arrivo \u00e8 Ges\u00f9 Cristo e vanno sempre lette nella sua luce. \u201cI<em>l termine (t\u00f2 telos) della legge<\/em> <em>\u00e8 Cristo<\/em>\u201d (Rm 10,4). Ai Giudei che lo contestano Ges\u00f9 dice: <em>\u201cVoi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, sono proprio esse<\/em> <em>che mi rendono testimonianza<\/em>\u201d (Gv 5,39). \u201c<em>In Cristo tutte le promesse di Dio diventano s\u00ec<\/em>\u201d (2 Cor 1,20).<\/li>\n<li>C\u2019\u00e8 infine una dimensione <strong>ecclesiologica<\/strong>: il cammino delle Scritture \u00e8 un cammino ecclesiale: le Scritture si formano dentro la storia di un popolo che crede e dentro la storia viva della Chiesa, fino alla morte dell\u2019ultimo apostolo. Dentro questa storia esse rimangono vive e fioriscono: sono Parola di Dio viva. San Girolamo dice: \u201c<em>Scriptura crescit cum legente<\/em>\u201d. Che significa: quanto pi\u00f9 la leggi e penetri con fede nel suo significato, tanto pi\u00f9 i suoi profondi orizzonti si allargano: proprio perch\u00e9 \u00e8 una parola a cui Dio si \u00e8 consegnato nel suo mistero.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Nel contesto liturgico<\/h3>\n<p>Il momento privilegiato per leggere le Sante Scritture, in cui le tre dimensioni si compenetrano, \u00e8 la <strong>Liturgia<\/strong>, in particolare l\u2019Eucaristia.<\/p>\n<p>La Parola di Dio, annunciata ed ascoltata, chiede di farsi Parola celebrata tramite la Liturgia e la vita sacramentale della Chiesa, per entrare cos\u00ec nella vita. In questo modo \u201ccrea\u201d una \u201cvita secondo la Parola\u201d, che prende corpo nell\u2019esperienza della comunione, della carit\u00e0 e della missione.<\/p>\n<p>Afferma il Concilio: \u201cCristo \u00e8 presente nella sua parola, giacch\u00e9 \u00e8 Lui che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura\u201d (<em>Sacrosanctum Concilium<\/em>, n.7).<\/p>\n<p>Il primo posto spetta all\u2019Eucaristia, in quanto mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo\u201d (<em>Dei Verbum, n.<\/em> 21).<\/p>\n<p>Sforziamoci allora di capire il posto e il senso delle Scritture nella celebrazione eucaristica. Essa non \u00e8 una \u201csacra rappresentazione\u201d. \u00c8 un sacramento e, come tale, produce ci\u00f2 che significa. Ges\u00f9 nell\u2019Eucaristia \u00e8 realmente presente, si dona e crea una storia nuova.<\/p>\n<p>Nella <strong>messa domenicale<\/strong>\u00a0 si proclamano tre letture: la prima dall\u2019Antico Testamento, la seconda dagli scritti apostolici, la terza dai Vangeli.<\/p>\n<p>\u00c8 importante annotare che la Chiesa, tramite la liturgia, riconosce l\u2019Antico Testamento come vera Parola di Dio e afferma un dinamismo che va dalla prima lettura al Vangelo. Il rapporto non \u00e8 dato dalla somiglianza esterna dei fatti narrati, ma dall\u2019<strong>adempimento <\/strong>della Prima Alleanza nella Nuova, secondo quanto dice San Paolo: \u201c<em>Tutte le promesse di Dio in Cristo sono divenute \u201csi\u201d<\/em> (2 Cor 1,20).<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi una <strong>tensione della Parola verso l\u2019incontro<\/strong>, la Presenza: questo nell\u2019Eucaristia si realizza. La Parola di Cristo, punto di arrivo di tutte le Scritture, culmina nella presenza reale del Signore Ges\u00f9 nell\u2019Eucaristia. Anzi nell\u2019<em>anamnesis [Preghiera Eucaristica]<\/em> le parole narrative dell\u2019evento dell\u2019Ultima Cena realizzano la <strong>presenza <\/strong>del mistero pasquale di Cristo nei segni sacramentali del pane e del vino.<\/p>\n<p>Presenza che, a sua volta, tende alla <strong>comunione<\/strong> con Cristo (e per questo i segni scelti da Ges\u00f9 sono il pane e il vino da mangiare e da bere), una comunione che pi\u00f9 di cos\u00ec non si pu\u00f2 e questa tende a trasformarci nel Corpo di Cristo, attraverso il quale la sua opera di salvezza va a compimento.<\/p>\n<p>Tutto questo <strong>per l\u2019azione dello Spirito Santo<\/strong> invocato perch\u00e9, dopo aver trasformato il pane e il vino nel corpo e sangue di Cristo, trasformi anche noi, che di essi ci nutriamo, nel Corpo mistico di Cristo.<\/p>\n<p>Una trasformazione che deve diventare vita vissuta, trasformando cio\u00e8 la storia che ciascuno di noi vive ad immagine e partecipazione della vita stessa di Cristo: \u201cla fusione\u201d fra vita e Vangelo avviene sotto l\u2019azione dello Spirito Santo. In tal modo Ges\u00f9 diventa \u201c<em>oggi<\/em>\u201d, diventa \u201c<em>contemporaneo<\/em>\u201d.<\/p>\n<h3>Parola che rinnova<\/h3>\n<p>Con la Parola di Dio, sotto l\u2019azione dello Spirito Santo, Dio <strong>rinnova <\/strong>la vita e la missione della Chiesa, chiamandola ad una continua conversione e inviandola a portare l\u2019annunzio del Vangelo a tutti gli uomini e a tutte le cose, perch\u00e9 \u201c<em>abbiano la<\/em> <em>vita e l\u2019abbiano in abbondanza<\/em>\u201d (Gv 10,10).<\/p>\n<p>\u201cDio, con somma benignit\u00e0, dispose che quanto egli aveva rivelato per la salvezza di tutte le genti, rimanesse per sempre integro e venisse trasmesso a tutte le generazioni\u201d (<em>Dei Verbum,<\/em> n.7). Dio quindi parla ancora. In certo qual modo la Rivelazione, che pur \u00e8 conclusa, continua la sua comunicazione, per cui la Parola di Dio \u00e8 sempre contemporanea e attuale. Anzi pu\u00f2 aumentare ancora di pi\u00f9 il suo apporto di luce e far aumentare la nostra comprensione. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 il Padre, donando lo Spirito di Ges\u00f9 alla Chiesa, affida ad essa il tesoro della rivelazione (<em>Dei Verbum,<\/em> n. 26), la rende destinataria prima e testimone privilegiata della Parola amorosa e salvifica di Dio.<\/p>\n<p>Per questa ragione nella Chiesa la Parola non \u00e8 deposito inerte, ma diventando \u201cregola suprema della sua fede\u201d e potenza di vita, \u201cprogredisce con l\u2019assistenza dello Spirito Santo\u201d e \u201ccresce\u201d con \u201cla riflessione e lo studio dei credenti\u201d, l\u2019esperienza personale di vita spirituale e la predicazione dei Vescovi (<em>Dei Verbum,<\/em> n. 8; cfr n. 21). Lo testimoniano in particolare gli uomini di Dio che hanno \u201cabitato\u201d la Parola\u201d (<em>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/em>, n. 825).<\/p>\n<h3>Conclusione<\/h3>\n<p>Se la Parola di Dio \u00e8 \u201cviva\u201d va letta nella preghiera, nella luce e nella grazia di quello stesso Spirito che l\u2019ha ispirata. S. Agostino diceva: \u201c<em>Orent ut intelligant<\/em>\u201d. Per capire bisogna pregare.<\/p>\n<p>Afferma Giovanni Paolo II: \u201cPer arrivare ad un\u2019interpretazione pienamente valida delle parole ispirate dallo Spirito Santo, dobbiamo noi stessi essere guidati dallo Spirito Santo, per questo bisogna pregare, pregare molto, chiedere nella preghiera la luce interiore dello Spirito e accogliere docilmente questa luce, chiedere l\u2019amore, che solo rende capaci di comprendere il linguaggio di Dio, che \u00e8 <em>amore<\/em> (1 Gv 4,8.16). Durante lo stesso lavoro di interpretazione, occorre mantenersi il pi\u00f9 possibile in presenza di Dio\u201d (L\u2019interpretazione della Bibbia nella Chiesa, p. 11).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>\u201c<\/strong><strong>In Cristo tutte le promesse di Dio sono divenute s\u00ec<\/strong><strong>\u201d \u00a0<\/strong>(2 Cor 1,20)<\/h2>\n<p>Il cuore di quanto ci siamo detti nella precedente conversazione \u00e8 la <strong>tensione cristologica<\/strong> di tutta la Scrittura. Vale per la globalit\u00e0 delle Scritture quanto Paolo ha detto dell\u2019Antico Testamento: \u201c<em>il telos della Legge \u00e8 Cristo<\/em>\u201d (Rm 10,4). Dove \u201c<em>telos\u201d<\/em> non dice solo \u201cpunto di arrivo\u201d, ma \u201cpunto di arrivo che tende ad una pienezza\u201d.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il senso di quanto dice Ges\u00f9 quando afferma, polemizzando coi Giudei: \u201c<em>Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza\u201d <\/em>(Gv 5,39). Potremmo citare anche il Discorso della montagna: \u201c<em>Non pensate che sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento\u201d <\/em>(Mt 5,17). Paolo dice: \u201c<em>La legge \u00e8 per<\/em> <em>noi come un pedagogo che ci conduce a Cristo<\/em>\u201d (Gal 3,24).<\/p>\n<p>Ricordiamo poi quante volte, nei Vangeli, si richiama il fatto che questo o quello accade: <em>\u201cperch\u00e9 sia adempiuta la Parola che dice<\/em>\u2026\u201d. Secondo il Vangelo di Giovanni, Ges\u00f9 muore dopo aver detto: \u201c<em>\u00c8 compiuto<\/em>\u201d (Gv 19,30), dove il compimento di tutto quanto era detto di lui viene indicato nell&#8217;evento della morte: \u00e8 il Ges\u00f9 pasquale il compimento di tutte le Scritture.<\/p>\n<h3>Spieg\u00f2 loro le Scritture<\/h3>\n<p>Vorrei a questo punto ascoltare con voi un testo nel quale Ges\u00f9 stesso, il Risorto, ci conduce per mano a leggere nella fede le Scritture: Lc 24,13-53.<\/p>\n<p>Per i due discepoli avviati ad Emmaus la \u201ccroce\u201d era stato uno scandalo: se Ges\u00f9 di Nazaret, in cui avevano tanto sperato, fosse stato il Messia promesso, non sarebbe potuto finire cos\u00ec. Ben altra era l\u2019immagine del Messia da tutti aspettato: egli avrebbe dovuto liberare Israele.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, pellegrino sconosciuto, si affianca a loro e dopo aver sentito le ragioni della loro tristezza, li rimprovera chiamandoli \u201c<em>tardi di cuore nel credere alle parole dei profeti. Non bisognava\u2026.E cominciando da Mos\u00e8 e da tutti i profeti spieg\u00f2 loro (dierm\u00e9neusen) in tutte le Scritture ci\u00f2 che si riferiva a lui<\/em>\u201d (v. 27).<\/p>\n<p>\u00c8 \u00a0bello notare come in questa pagina abbiamo la <strong>stessa struttura della celebrazione eucaristica<\/strong>: i due discepoli comprendono le Scritture ascoltando Ges\u00f9 e arrivano all&#8217;Eucaristia. Nella fede, Ges\u00f9 \u00e8 presente nell&#8217;Eucaristia, come \u00a0nelle Sante Scritture.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 si vede sempre e solo <strong>nella fede<\/strong>: anche quando era su questa terra nella sua presenza sensibile, per capirlo, occorreva la fede. E di fatto molti lo hanno visto con gli occhi, ma non hanno colto in lui il Figlio di Dio: non l\u2019hanno visto!<\/p>\n<p>Successivamente, anche nell&#8217;incontro con gli undici e gli altri discepoli nel cenacolo, il Risorto spiega le Scritture (vv.44.45.46).<\/p>\n<h3>Di questo voi mi sarete testimoni<\/h3>\n<p>Essere testimoni \u00e8 un compito grande ed esaltante.<\/p>\n<p>Innanzitutto bisogna dire che lo si \u00e8 grazie al dono dello Spirito Santo, che \u00e8 lo Spirito di Ges\u00f9. Quello Spirito che ci rende partecipi della vita stessa di Cristo.<\/p>\n<p>Il Testimone non \u00e8 soltanto uno che parla di Ges\u00f9, ma uno in cui Ges\u00f9 vive, e che lascia vivere Ges\u00f9 in lui. La prima testimonianza \u00e8 la trasparenza di Cristo \u201cnella\u201d e \u201cdalla\u201d nostra vita. E poi essere testimoni significa assumere l\u2019impegno di donare Cristo agli altri.<\/p>\n<h3>Gruppi di ascolto<\/h3>\n<p>Mi pare bello cogliere quest\u2019ultima parola del Signore come un invito a vivere la grazia dei Gruppi di Ascolto, non solo come un dono di Dio per noi e per quanti vi partecipano, ma come una <strong>&#8220;grazia&#8221;<\/strong> che diventa <strong>&#8220;compito&#8221;<\/strong>, <strong>&#8220;missione&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p>Il che a pensarci bene \u00e8 proprio della natura della grazia: i doni di Dio in Cristo sono sempre \u201cfamigliari\u201d, direi \u201cda consumare in famiglia\u201d, perch\u00e9 Dio Padre in Cristo ci fa fratelli.<\/p>\n<p>Questo non \u00e8 qualcosa che, se c\u2019\u00e8 nei Gruppi di Ascolto, tanto meglio; se non c\u2019\u00e8 pazienza! \u00c8 \u00a0pensabile che ci si nutra della Parola di Dio, si riceva questo grande dono, e non si senta l\u2019ansia di Paolo: \u201c<em>Guai a me se non predicassi il Vangelo<\/em>\u201d (1 Cor 9,16)?!<\/p>\n<p>Nei Gruppi di Ascolto poi c\u2019\u00e8 una duplice grazia che non pu\u00f2 rimanere inutilizzata:<\/p>\n<ul>\n<li>essi sono costituiti da <strong>laici<\/strong>, che vivono tutta la loro vita in ambienti per lo pi\u00f9 non cristiani, in diaspora: come non essere consapevoli che questa \u00e8 una grande grazia per tutti? La Chiesa in molti posti, per es. ad Antiochia, \u00e8 nata cos\u00ec: cfr At 8,4; 12,19-21; 8,26ss.<\/li>\n<li>I Gruppi di Ascolto si incontrano <strong>nelle case<\/strong>, dove si parla il linguaggio di tutti i giorni, dove si \u00e8 portati a non fare \u201ci dotti\u201d, ma a tradurre il Vangelo nel linguaggio quotidiano e attuale. E direi che \u00e8 utile anche la presenza di chi non ha pratica di \u201cecclesialese\u201d, ma parla la lingua corrente, perch\u00e9 \u00e8 alla vita di tutti che deve essere portato il Vangelo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questo dice che i Gruppi di Ascolto devono essere animati da una forte carica missionaria: non nel senso di dover fare il \u201cpredicatore\u201d. Qualche volta pu\u00f2 darsi e, se si apre l\u2019occasione, \u00e8 doveroso dare ragione della speranza che \u00e8 in noi. Ma penso alla globalit\u00e0 e quotidianit\u00e0 della vita di ciascuno, che deve essere salvata. Protagonisti di questa salvezza sono soprattutto i laici, che vivono la loro vita nella storia di tutti.<\/p>\n<p>I Gruppi di Ascolto abilitano a \u201cfondere\u201d la Parola con la storia sotto l\u2019azione dello Spirito Santo e cos\u00ec la storia viene salvata. Penso al lavoro, agli affetti, alla vita civile e politica, ai problemi gravissimi con cui la societ\u00e0 deve scontrarsi ogni giorno come le migrazioni \u2026 Penso all\u2019impegno per la salvaguardia del creato.<\/p>\n<p>Cos\u00ec intesi, i Gruppi di Ascolto ci dicono che nella \u00a0Comunit\u00e0 c\u2019\u00e8 bisogno della catechesi e di un suo impegno di riflessione culturale, per tradurre la fede nei problemi della storia.<\/p>\n<p>Questo mette in movimento una comunit\u00e0 cristiana viva, che ama la sua storia e gli uomini in mezzo ai quali vive. Proprio com&#8217;era Ges\u00f9 che camminava in mezzo alla gente e non svicolava mai di fronte alle loro sofferenze.<\/p>\n<h5>(M. C\u00e8,\u00a0<em>Ai Gruppi di Ascolto<\/em>, Villa Visinoni, Venezia &#8211; Mestre 19 settembre\u00a02006)<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bibbia e parola di Dio\u00a0 Perch\u00e9 ci poniamo il problema del modo con cui il credente legge la Bibbia? Molti leggono la Bibbia: \u00e8 un libro di grande interesse. Per\u00f2 per il credente la Bibbia non \u00e8 un libro qualunque: \u00e8 parola di Dio. 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