{"id":337,"date":"2019-09-06T11:11:36","date_gmt":"2019-09-06T09:11:36","guid":{"rendered":"https:\/\/venezia.webdiocesi.it\/caritas\/?p=337"},"modified":"2019-09-06T11:11:36","modified_gmt":"2019-09-06T09:11:36","slug":"messaggio-del-santo-padre-francesco-per-la-105ma-giornata-mondiale-del-migrante-e-del-rifugiato-29-09-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patriarcatovenezia.it\/caritas\/2019\/09\/06\/messaggio-del-santo-padre-francesco-per-la-105ma-giornata-mondiale-del-migrante-e-del-rifugiato-29-09-2019\/","title":{"rendered":"Messaggio del santo Padre Francesco per la 105ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 29\/09\/2019"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong><i><span style=\"color: #663300\">\u201cNon si tratta solo di migranti\u201d<\/span><\/i><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cari fratelli e sorelle<\/i>,<\/p>\n<p>la fede ci assicura che il Regno di Dio \u00e8 gi\u00e0 presente sulla terra in modo misterioso (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. <i> <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes<\/a><\/i>, 39); tuttavia, anche ai nostri giorni, dobbiamo con dolore constatare che esso incontra ostacoli e forze contrarie. Conflitti violenti e vere e proprie guerre non cessano di lacerare l\u2019umanit\u00e0; ingiustizie e discriminazioni si susseguono; si stenta a superare gli squilibri economici e sociali, su scala locale o globale. E a fare le spese di tutto questo sono soprattutto i pi\u00f9 poveri e svantaggiati.<\/p>\n<p>Le societ\u00e0 economicamente pi\u00f9 avanzate sviluppano al proprio interno la tendenza a un accentuato individualismo che, unito alla mentalit\u00e0 utilitaristica e moltiplicato dalla rete mediatica, produce la \u201cglobalizzazione dell\u2019indifferenza\u201d. In questo scenario, i migranti, i rifugiati, gli sfollati e le vittime della tratta sono diventati emblema dell\u2019esclusione perch\u00e9, oltre ai disagi che la loro condizione di per s\u00e9 comporta, sono spesso caricati di un giudizio negativo che li considera come causa dei mali sociali. L\u2019atteggiamento nei loro confronti rappresenta un campanello di allarme che avvisa del declino morale a cui si va incontro se si continua a concedere terreno alla cultura dello scarto. Infatti, su questa via, ogni soggetto che non rientra nei canoni del benessere fisico, psichico e sociale diventa a rischio di emarginazione e di esclusione.<\/p>\n<p>Per questo, la presenza dei migranti e dei rifugiati \u2013 come, in generale, delle persone vulnerabili \u2013 rappresenta oggi un invito a recuperare alcune dimensioni essenziali della nostra esistenza cristiana e della nostra umanit\u00e0, che rischiano di assopirsi in un tenore di vita ricco di comodit\u00e0. Ecco perch\u00e9 \u201cnon si tratta solo di migranti\u201d, vale a dire: interessandoci di loro ci interessiamo anche di noi, di tutti; prendendoci cura di loro, cresciamo tutti; ascoltando loro, diamo voce anche a quella parte di noi che forse teniamo nascosta perch\u00e9 oggi non \u00e8 ben vista.<\/p>\n<p>\u00abCoraggio, sono io, non abbiate paura!\u00bb (<i>Mt<\/i> 14,27). <i>Non si tratta solo di migranti: si tratta anche delle nostre paure<\/i>. Le cattiverie e le brutture del nostro tempo accrescono \u00abil nostro timore verso gli \u201caltri\u201d, gli sconosciuti, gli emarginati, i forestieri [\u2026]. E questo si nota particolarmente oggi, di fronte all\u2019arrivo di migranti e rifugiati che bussano alla nostra porta in cerca di protezione, di sicurezza e di un futuro migliore. \u00c8 vero, il timore \u00e8 legittimo, anche perch\u00e9 manca la preparazione a questo incontro\u00bb (<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/homilies\/2019\/documents\/papa-francesco_20190215_omelia-sacrofano.html\"><i>Omelia<\/i>, Sacrofano<\/a>, 15 febbraio 2019). Il problema non \u00e8 il fatto di avere dubbi e timori. Il problema \u00e8 quando questi condizionano il nostro modo di pensare e di agire al punto da renderci intolleranti, chiusi, forse anche \u2013 senza accorgercene \u2013 razzisti. E cos\u00ec la paura ci priva del desiderio e della capacit\u00e0 di incontrare l\u2019altro, la persona diversa da me; mi priva di un\u2019occasione di incontro col Signore (cfr <i> <a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/homilies\/2018\/documents\/papa-francesco_20180114_omelia-giornata-migrante.html\">Omelia nella Messa per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato<\/a><\/i>, 14 gennaio 2018).<\/p>\n<p>\u00abSe amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno cos\u00ec anche i pubblicani?\u00bb (<i>Mt<\/i> 5,46). <i>Non si tratta solo di migranti: si tratta della carit\u00e0<\/i>. Attraverso le opere di carit\u00e0 dimostriamo la nostra fede (cfr <i>Gc<\/i> 2,18). E la carit\u00e0 pi\u00f9 alta \u00e8 quella che si esercita verso chi non \u00e8 in grado di ricambiare e forse nemmeno di ringraziare. \u00abCi\u00f2 che \u00e8 in gioco \u00e8 il volto che vogliamo darci come societ\u00e0 e il valore di ogni vita. [\u2026] Il progresso dei nostri popoli [\u2026] dipende soprattutto dalla capacit\u00e0 di lasciarsi smuovere e commuovere da chi bussa alla porta e col suo sguardo scredita ed esautora tutti i falsi idoli che ipotecano e schiavizzano la vita; idoli che promettono una felicit\u00e0 illusoria ed effimera, costruita al margine della realt\u00e0 e della sofferenza degli altri\u00bb (<i><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2019\/march\/documents\/papa-francesco_20190330_migranti-marocco.html\">Discorso presso la Caritas Diocesana di\u00a0Rabat<\/a><\/i>, 30 marzo 2019).<\/p>\n<p>\u00abInvece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e ne ebbe compassione\u00bb (<i>Lc<\/i> 10,33). <i>Non si tratta solo di migranti: si tratta della nostra umanit\u00e0<\/i>. Ci\u00f2 che spinge quel Samaritano \u2013 uno straniero rispetto ai giudei \u2013 a\u00a0 fermarsi \u00e8 la compassione, un sentimento che non si spiega solo a livello razionale. La compassione tocca le corde pi\u00f9 sensibili della nostra umanit\u00e0, provocando un\u2019impellente spinta a \u201cfarsi prossimo\u201d di chi vediamo in difficolt\u00e0. Come Ges\u00f9 stesso ci insegna (cfr <i>Mt<\/i> 9,35-36; 14,13-14; 15,32-37), avere compassione significa riconoscere la sofferenza dell\u2019altro e passare subito all\u2019azione per lenire, curare e salvare. Avere compassione significa dare spazio alla tenerezza, che invece la societ\u00e0 odierna tante volte ci chiede di reprimere. \u00abAprirsi agli altri non impoverisce, ma arricchisce, perch\u00e9 aiuta ad essere pi\u00f9 umani: a riconoscersi parte attiva di un insieme pi\u00f9 grande e a interpretare la vita come un dono per gli altri; a vedere come traguardo non i propri interessi, ma il bene dell\u2019umanit\u00e0\u00bb (<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/october\/documents\/papa-francesco_20161002_azerbaijan-incontro-interreligioso-baku.html\"><i>Discorso nella Moschea \u201cHeydar Aliyev\u201ddi Baku<\/i>, Azerbaijan<\/a>, 2 ottobre 2016).<\/p>\n<p>\u00abGuardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perch\u00e9 vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che \u00e8 nei cieli\u00bb (<i>Mt<\/i> 18,10). <i>Non si tratta solo di migranti: si tratta di non escludere nessuno<\/i>. Il mondo odierno \u00e8 ogni giorno pi\u00f9 elitista e crudele con gli esclusi. I Paesi in via di sviluppo continuano ad essere depauperati delle loro migliori risorse naturali e umane a beneficio di pochi mercati privilegiati. Le guerre interessano solo alcune regioni del mondo, ma le armi per farle vengono prodotte e vendute in altre regioni, le quali poi non vogliono farsi carico dei rifugiati prodotti da tali conflitti. Chi ne fa le spese sono sempre i piccoli, i poveri, i pi\u00f9 vulnerabili, ai quali si impedisce di sedersi a tavola e si lasciano le \u201cbriciole\u201d del banchetto (cfr <i>Lc<\/i> 16,19-21). \u00abLa Chiesa \u201cin uscita\u201d [&#8230;] sa prendere l\u2019iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi\u00bb (Esort. ap. <i> <a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#I._Una_Chiesa_in_uscita\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>, 24). Lo sviluppo esclusivista rende i ricchi pi\u00f9 ricchi e i poveri pi\u00f9 poveri. Lo sviluppo vero \u00e8 quello che si propone di includere tutti gli uomini e le donne del mondo, promuovendo la loro crescita integrale, e si preoccupa anche delle generazioni future.<\/p>\n<p>\u00abChi vuole diventare grande tra voi sar\u00e0 vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sar\u00e0 schiavo di tutti\u00bb (<i>Mc<\/i> 10,43-44). <i>Non si tratta solo di migranti: si tratta di mettere gli ultimi al primo posto<\/i>. Ges\u00f9 Cristo ci chiede di non cedere alla logica del mondo, che giustifica la prevaricazione sugli altri per il mio tornaconto personale o quello del mio gruppo: prima io e poi gli altri! Invece il vero motto del cristiano \u00e8 \u201cprima gli ultimi!\u201d. \u00abUno spirito individualista \u00e8 terreno fertile per il maturare di quel senso di indifferenza verso il prossimo, che porta a trattarlo come mero oggetto di compravendita, che spinge a disinteressarsi dell\u2019umanit\u00e0 degli altri e finisce per rendere le persone pavide e ciniche. Non sono forse questi i sentimenti che spesso abbiamo di fronte ai poveri, agli emarginati, agli ultimi della societ\u00e0? E quanti ultimi abbiamo nelle nostre societ\u00e0! Tra questi, penso soprattutto ai migranti, con il loro carico di difficolt\u00e0 e sofferenze, che affrontano ogni giorno nella ricerca, talvolta disperata, di un luogo ove vivere in pace e con dignit\u00e0\u00bb (<i><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2016\/january\/documents\/papa-francesco_20160111_corpo-diplomatico.html\">Discorso al Corpo Diplomatico<\/a><\/i>, 11 gennaio 2016). Nella logica del Vangelo gli ultimi vengono prima, e noi dobbiamo metterci a loro servizio.<\/p>\n<p>\u00abIo sono venuto perch\u00e9 abbiano la vita e l\u2019abbiano in abbondanza\u00bb (<i>Gv<\/i> 10,10). <i>Non si tratta solo di migranti: si tratta di tutta la persona, di tutte le persone<\/i>. In questa affermazione di Ges\u00f9 troviamo il cuore della sua missione: far s\u00ec che tutti ricevano il dono della vita in pienezza, secondo la volont\u00e0 del Padre. In ogni attivit\u00e0 politica, in ogni programma, in ogni azione pastorale dobbiamo sempre mettere al centro la persona, nelle sue molteplici dimensioni, compresa quella spirituale. E questo vale per tutte le persone, alle quali va riconosciuta la fondamentale uguaglianza. Pertanto, \u00ablo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere autentico sviluppo, deve essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l\u2019uomo\u00bb (S. Paolo VI, Enc. <i> <a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum progressio<\/a><\/i>, 14).<\/p>\n<p>\u00abCos\u00ec dunque voi non siete pi\u00f9 stranieri n\u00e9 ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio\u00bb (<i>Ef<\/i> 2,19). <i>Non si tratta solo di migranti: si tratta di costruire la citt\u00e0 di Dio e dell\u2019uomo<\/i>. In questa nostra epoca, chiamata anche l\u2019era delle migrazioni, sono molte le persone innocenti che cadono vittime del \u201cgrande inganno\u201d dello sviluppo tecnologico e consumistico senza limiti (cfr Enc. <i> <a href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#34.\">Laudato si\u2019<\/a><\/i>, 34). E cos\u00ec si mettono in viaggio verso un \u201cparadiso\u201d che inesorabilmente tradisce le loro aspettative. La loro presenza, a volte scomoda, contribuisce a sfatare i miti di un progresso riservato a pochi, ma costruito sullo sfruttamento di molti. \u00abSi tratta, allora, di vedere noi per primi e di aiutare gli altri a vedere nel migrante e nel rifugiato non solo un problema da affrontare, ma un fratello e una sorella da accogliere, rispettare e amare, un\u2019occasione che la Provvidenza ci offre per contribuire alla costruzione di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta, una democrazia pi\u00f9 compiuta, un Paese pi\u00f9 solidale, un mondo pi\u00f9 fraterno e una comunit\u00e0 cristiana pi\u00f9 aperta, secondo il Vangelo\u00bb (<i><a href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/migration\/documents\/papa-francesco_20130805_world-migrants-day.html\">Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2014<\/a><\/i>).<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle, la risposta alla sfida posta dalle migrazioni contemporanee si pu\u00f2 riassumere in quattro verbi: <i>accogliere, proteggere, promuovere e integrare<\/i>. Ma questi verbi non valgono solo per i migranti e i rifugiati. Essi esprimono la missione della Chiesa verso tutti gli abitanti delle periferie esistenziali, che devono essere accolti, protetti, promossi e integrati. Se mettiamo in pratica questi verbi, contribuiamo a costruire la citt\u00e0 di Dio e dell\u2019uomo, promuoviamo lo sviluppo umano integrale di tutte le persone e aiutiamo anche la comunit\u00e0 mondiale ad avvicinarsi agli obiettivi di sviluppo sostenibile che si \u00e8 data e che, altrimenti, saranno difficilmente raggiunti.<\/p>\n<p>Dunque, non \u00e8 in gioco solo la causa dei migranti, non \u00e8 solo di loro che si tratta, ma di tutti noi, del presente e del futuro della famiglia umana. I\u00a0migranti, e specialmente quelli pi\u00f9 vulnerabili, ci aiutano a leggere i \u201csegni dei tempi\u201d. Attraverso di loro il Signore ci chiama a una conversione, a liberarci dagli esclusivismi, dall\u2019indifferenza e dalla cultura dello scarto. Attraverso di loro il Signore ci invita a riappropriarci della nostra vita cristiana nella sua interezza e a contribuire, ciascuno secondo la propria vocazione, alla costruzione di un mondo sempre pi\u00f9 rispondente al progetto di Dio.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0questo l\u2019auspicio che accompagno con la preghiera invocando, per intercessione della Vergine Maria, Madonna della Strada, abbondanti benedizioni su tutti i migranti e i rifugiati del mondo e su coloro che si fanno loro compagni di viaggio.<\/p>\n<p><i>Dal Vaticano, 27 maggio 2019<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Francesco<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNon si tratta solo di migranti\u201d &nbsp; Cari fratelli e sorelle, la fede ci assicura che il Regno di Dio \u00e8 gi\u00e0 presente sulla terra in modo misterioso (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. Gaudium et spes, 39); tuttavia, anche ai nostri giorni, dobbiamo con dolore constatare che esso incontra ostacoli e forze contrarie. 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