{"id":141,"date":"2019-08-05T14:45:59","date_gmt":"2019-08-05T12:45:59","guid":{"rendered":"https:\/\/venezia.webdiocesi.it\/caritas\/?p=141"},"modified":"2019-08-05T14:45:59","modified_gmt":"2019-08-05T12:45:59","slug":"messaggio-per-la-iii-giornata-mondiale-dei-poveri-17-novembre-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patriarcatovenezia.it\/caritas\/2019\/08\/05\/messaggio-per-la-iii-giornata-mondiale-dei-poveri-17-novembre-2019\/","title":{"rendered":"Messaggio per la III Giornata mondiale dei Poveri (17 novembre 2019)"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300;font-size: medium\">MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><i><span style=\"color: #663300;font-size: large\"><b>III GIORNATA MONDIALE DEI POVERI<\/b><\/span><\/i><\/p>\n<p align=\"center\"><i><span style=\"color: #663300\">Domenica XXXIII del Tempo Ordinario<br \/>\n17 novembre 2019<\/span><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><i><b><span style=\"color: #663300;font-size: large\">La speranza dei poveri non sar\u00e0 mai delusa<\/span><\/b><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1. \u00abLa speranza dei poveri non sar\u00e0 mai delusa\u00bb (<i>Sal\u00a0<\/i>9,19). Le parole del Salmo manifestano una incredibile attualit\u00e0. Esprimono una verit\u00e0 profonda che la fede riesce a imprimere soprattutto nel cuore dei pi\u00f9 poveri: restituire la speranza perduta dinanzi alle ingiustizie, sofferenze e precariet\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>Il Salmista descrive la condizione del povero e l\u2019arroganza di chi lo opprime (cfr 10, 1-10). Invoca il giudizio di Dio perch\u00e9 sia restituita giustizia e superata l\u2019iniquit\u00e0 (cfr 10, 14-15). Sembra che nelle sue parole ritorni la domanda che si rincorre nel corso dei secoli fino ai nostri giorni: come pu\u00f2 Dio tollerare questa disparit\u00e0? Come pu\u00f2 permettere che il povero venga umiliato, senza intervenire in suo aiuto? Perch\u00e9 consente che chi opprime abbia vita felice mentre il suo comportamento andrebbe condannato proprio dinanzi alla sofferenza del povero?<\/p>\n<p>Nel momento della composizione di questo Salmo si era in presenza di un grande sviluppo economico che, come spesso accade, giunse anche a produrre forti squilibri sociali. La sperequazione gener\u00f2 un numeroso gruppo di indigenti, la cui condizione appariva ancor pi\u00f9 drammatica se confrontata con la ricchezza raggiunta da pochi privilegiati. L\u2019autore sacro, osservando questa situazione, dipinge un quadro tanto realistico quanto veritiero.<\/p>\n<p>Era il tempo in cui gente arrogante e senza alcun senso di Dio dava la caccia ai poveri per impossessarsi perfino del poco che avevano e ridurli in schiavit\u00f9. Non \u00e8 molto diverso oggi. La crisi economica non ha impedito a numerosi gruppi di persone un arricchimento che spesso appare tanto pi\u00f9 anomalo quanto pi\u00f9 nelle strade delle nostre citt\u00e0 tocchiamo con mano l\u2019ingente numero di poveri a cui manca il necessario e che a volte sono vessati e sfruttati. Tornano alla mente le parole dell\u2019Apocalisse: \u00abTu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo\u00bb (<i>Ap\u00a0<\/i>3,17). Passano i secoli ma la condizione di ricchi e poveri permane immutata, come se l\u2019esperienza della storia non insegnasse nulla. Le parole del Salmo, dunque, non riguardano il passato, ma il nostro presente posto dinanzi al giudizio di Dio.<\/p>\n<p>2. Anche oggi dobbiamo elencare molte forme di nuove schiavit\u00f9 a cui sono sottoposti milioni di uomini, donne, giovani e bambini.<\/p>\n<p>Incontriamo ogni giorno\u00a0<i>famiglie<\/i>\u00a0costrette a lasciare la loro terra per cercare forme di sussistenza altrove;\u00a0<i>orfani<\/i>\u00a0che hanno perso i genitori o che sono stati violentemente separati da loro per un brutale sfruttamento;\u00a0<i>giovani<\/i>\u00a0alla ricerca di una realizzazione professionale ai quali viene impedito l\u2019accesso al lavoro per politiche economiche miopi;\u00a0<i>vittime<\/i>\u00a0di tante forme di violenza, dalla prostituzione alla droga, e umiliate nel loro intimo. Come dimenticare, inoltre, i milioni di\u00a0<i>immigrati<\/i>\u00a0vittime di tanti interessi nascosti, spesso strumentalizzati per uso politico, a cui sono negate la solidariet\u00e0 e l\u2019uguaglianza? E tante persone\u00a0<i>senzatetto<\/i>\u00a0ed\u00a0<i>emarginate<\/i>che si aggirano per le strade delle nostre citt\u00e0?<\/p>\n<p>Quante volte vediamo i poveri nelle\u00a0<i>discariche<\/i>\u00a0a raccogliere il frutto dello scarto e del superfluo, per trovare qualcosa di cui nutrirsi o vestirsi! Diventati loro stessi parte di una discarica umana sono trattati da rifiuti, senza che alcun senso di colpa investa quanti sono complici di questo scandalo. Giudicati spesso parassiti della societ\u00e0, ai poveri non si perdona neppure la loro povert\u00e0. Il giudizio \u00e8 sempre all\u2019erta. Non possono permettersi di essere timidi o scoraggiati, sono percepiti come minacciosi o incapaci, solo perch\u00e9 poveri.<\/p>\n<p>Dramma nel dramma, non \u00e8 consentito loro di vedere la fine del tunnel della miseria. Si \u00e8 giunti perfino a teorizzare e realizzare un\u2019<i>architettura ostile\u00a0<\/i>in modo da sbarazzarsi della loro presenza anche nelle strade, ultimi luoghi di accoglienza. Vagano da una parte all\u2019altra della citt\u00e0, sperando di ottenere un lavoro, una casa, un affetto\u2026 Ogni eventuale possibilit\u00e0 offerta, diventa uno spiraglio di luce; eppure, anche l\u00e0 dove dovrebbe registrarsi almeno la giustizia, spesso si infierisce su di loro con la violenza del sopruso. Sono costretti a ore infinite sotto il sole cocente per raccogliere i frutti della stagione, ma sono ricompensati con una paga irrisoria; non hanno sicurezza sul lavoro n\u00e9 condizioni umane che permettano di sentirsi uguali agli altri. Non esiste per loro cassa integrazione, indennit\u00e0, nemmeno la possibilit\u00e0 di ammalarsi.<\/p>\n<p>Il Salmista descrive con crudo realismo l\u2019atteggiamento dei ricchi che depredano i poveri: \u201cStanno in agguato per ghermire il povero\u2026attirandolo nella rete\u201d (cfr\u00a0<i>Sal<\/i>\u00a010,9). \u00c8 come se per loro si trattasse di una battuta di caccia, dove i poveri sono braccati, presi e resi schiavi. In una condizione come questa il cuore di tanti si chiude, e il desiderio di diventare invisibili prende il sopravvento. Insomma, riconosciamo una moltitudine di poveri spesso trattati con retorica e sopportati con fastidio. Diventano come trasparenti e la loro voce non ha pi\u00f9 forza n\u00e9 consistenza nella societ\u00e0. Uomini e donne sempre pi\u00f9 estranei tra le nostre case e marginalizzati tra i nostri quartieri.<\/p>\n<p>3. Il contesto che il Salmo descrive si colora di tristezza, per l\u2019ingiustizia, la sofferenza e l\u2019amarezza che colpisce i poveri. Nonostante questo, offre una bella definizione del povero. Egli \u00e8 colui che \u201cconfida nel Signore\u201d (cfr v. 11), perch\u00e9 ha la certezza di non essere mai abbandonato. Il povero, nella Scrittura, \u00e8 l\u2019uomo della fiducia! L\u2019autore sacro offre anche il motivo di tale fiducia: egli \u201cconosce il suo Signore\u201d (cfr<b>\u00a0<\/b><i>ibid.<\/i>), e nel linguaggio biblico questo \u201cconoscere\u201d indica un rapporto personale di affetto e di amore.<\/p>\n<p>Siamo dinanzi a una descrizione davvero impressionante che non ci aspetteremmo mai. Ci\u00f2, tuttavia, non fa che esprimere la grandezza di Dio quando si trova dinanzi a un povero. La sua forza creatrice supera ogni aspettativa umana e si rende concreta nel \u201cricordo\u201d che egli ha di quella persona concreta (cfr v. 13). \u00c8 proprio questa confidenza nel Signore, questa certezza di non essere abbandonato, che richiama alla speranza. Il povero sa che Dio non lo pu\u00f2 abbandonare; perci\u00f2 vive sempre alla presenza di quel Dio che si ricorda di lui. Il suo aiuto si estende oltre la condizione attuale di sofferenza per delineare un cammino di liberazione che trasforma il cuore, perch\u00e9 lo sostiene nel pi\u00f9 profondo.<\/p>\n<p>4. \u00c8 un ritornello permanente delle Sacre Scritture la descrizione dell\u2019agire di Dio in favore dei poveri. Egli \u00e8 colui che \u201cascolta\u201d, \u201cinterviene\u201d, \u201cprotegge\u201d, \u201cdifende\u201d, \u201criscatta\u201d, \u201csalva\u201d\u2026 Insomma, un povero non potr\u00e0 mai trovare Dio indifferente o silenzioso dinanzi alla sua preghiera. Dio \u00e8 colui che rende giustizia e non dimentica (cfr\u00a0<i>Sal\u00a0<\/i>40,18; 70,6); anzi, \u00e8 per lui un rifugio e non manca di venire in suo aiuto (cfr\u00a0<i>Sal<\/i>\u00a010,14).<\/p>\n<p>Si possono costruire tanti muri e sbarrare gli ingressi per illudersi di sentirsi sicuri con le proprie ricchezze a danno di quanti si lasciano fuori. Non sar\u00e0 cos\u00ec per sempre. Il \u201cgiorno del Signore\u201d, come descritto dai profeti (cfr\u00a0<i>Am<\/i>\u00a05,18;\u00a0<i>Is<\/i>\u00a02-5;\u00a0<i>Gl<\/i>\u00a01-3), distrugger\u00e0 le barriere create tra Paesi e sostituir\u00e0 l\u2019arroganza di pochi con la solidariet\u00e0 di tanti. La condizione di emarginazione in cui sono vessati milioni di persone non potr\u00e0 durare ancora a lungo. Il loro grido aumenta e abbraccia la terra intera. Come scriveva Don Primo Mazzolari: \u00abIl povero \u00e8 una protesta continua contro le nostre ingiustizie; il povero \u00e8 una polveriera. Se le dai fuoco, il mondo salta\u00bb.<\/p>\n<p>5. Non \u00e8 mai possibile eludere il pressante richiamo che la Sacra Scrittura affida ai poveri. Dovunque si volga lo sguardo, la Parola di Dio indica che i poveri sono quanti non hanno il necessario per vivere perch\u00e9 dipendono dagli altri. Sono l\u2019oppresso, l\u2019umile, colui che \u00e8 prostrato a terra. Eppure, dinanzi a questa innumerevole schiera di indigenti, Ges\u00f9 non ha avuto timore di identificarsi con ciascuno di essi: \u00abTutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l\u2019avete fatto a me\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a025,40). Sfuggire da questa identificazione equivale a mistificare il Vangelo e annacquare la rivelazione. Il Dio che Ges\u00f9 ha voluto rivelare \u00e8 questo: un Padre generoso, misericordioso, inesauribile nella sua bont\u00e0 e grazia, che dona speranza soprattutto a quanti sono delusi e privi di futuro.<\/p>\n<p>Come non evidenziare che le Beatitudini, con le quali Ges\u00f9 ha inaugurato la predicazione del regno di Dio, si aprono con questa espressione: \u00abBeati voi, poveri\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a06,20)? Il senso di questo annuncio paradossale \u00e8 che proprio ai poveri appartiene il Regno di Dio, perch\u00e9 sono nella condizione di riceverlo. Quanti poveri incontriamo ogni giorno! Sembra a volte che il passare del tempo e le conquiste di civilt\u00e0 aumentino il loro numero piuttosto che diminuirlo. Passano i secoli, e quella beatitudine evangelica appare sempre pi\u00f9 paradossale; i poveri sono sempre pi\u00f9 poveri, e oggi lo sono ancora di pi\u00f9. Eppure Ges\u00f9, che ha inaugurato il suo Regno ponendo i poveri al centro, vuole dirci proprio questo: Lui\u00a0<i>ha inaugurato<\/i>, ma ha affidato a noi, suoi discepoli, il compito di portarlo avanti, con la responsabilit\u00e0 di dare speranza ai poveri. \u00c8 necessario, soprattutto in un periodo come il nostro, rianimare la speranza e restituire fiducia. \u00c8 un programma che la comunit\u00e0 cristiana non pu\u00f2 sottovalutare. Ne va della credibilit\u00e0 del nostro annuncio e della testimonianza dei cristiani.<\/p>\n<p>6. Nella vicinanza ai poveri, la Chiesa scopre di essere un popolo che, sparso tra tante nazioni, ha la vocazione di non far sentire nessuno straniero o escluso, perch\u00e9 tutti coinvolge in un comune cammino di salvezza. La condizione dei poveri obbliga a non prendere alcuna distanza dal Corpo del Signore che soffre in loro. Siamo chiamati, piuttosto, a toccare la sua carne per comprometterci in prima persona in un servizio che \u00e8 autentica evangelizzazione. La promozione anche sociale dei poveri non \u00e8 un impegno esterno all\u2019annuncio del Vangelo, al contrario, manifesta il realismo della fede cristiana e la sua validit\u00e0 storica. L\u2019amore che d\u00e0 vita alla fede in Ges\u00f9 non permette ai suoi discepoli di rinchiudersi in un individualismo asfissiante, nascosto in segmenti di intimit\u00e0 spirituale, senza alcun influsso sulla vita sociale (cfr Esort. ap.\u00a0<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Linsegnamento_della_Chiesa_sulle_questioni_sociali\"><i>Evangelii gaudium<\/i>, 183<\/a>).<\/p>\n<p>Recentemente abbiamo pianto la morte di un grande apostolo dei poveri, Jean Vanier, che con la sua dedizione ha aperto nuove vie alla condivisione promozionale con le persone emarginate. Jean Vanier ha ricevuto da Dio il dono di dedicare tutta la sua vita ai fratelli con gravi disabilit\u00e0 che spesso la societ\u00e0 tende ad escludere. \u00c8 stato un \u201csanto della porta accanto\u201d alla nostra; con il suo entusiasmo ha saputo raccogliere intorno a s\u00e9 tanti giovani, uomini e donne, che con impegno quotidiano hanno dato amore e restituito il sorriso a tante persone deboli e fragili offrendo loro una vera \u201carca\u201d di salvezza contro l\u2019emarginazione e la solitudine. Questa sua testimonianza ha cambiato la vita di tante persone e ha aiutato il mondo a guardare con occhi diversi alle persone pi\u00f9 fragili e deboli. Il grido dei poveri \u00e8 stato ascoltato e ha prodotto una speranza incrollabile, creando segni visibili e tangibili di un amore concreto che fino ad oggi possiamo toccare con mano.<\/p>\n<p>7. \u00abL\u2019opzione per gli ultimi, per quelli che la societ\u00e0 scarta e getta via\u00bb (<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Fedelt%C3%A0_al_Vangelo_per_non_correre_invano\"><i>ibid<\/i>., 195<\/a>) \u00e8 una scelta prioritaria che i discepoli di Cristo sono chiamati a perseguire per non tradire la credibilit\u00e0 della Chiesa e donare speranza fattiva a tanti indifesi. La carit\u00e0 cristiana trova in essi la sua verifica, perch\u00e9 chi compatisce le loro sofferenze con l\u2019amore di Cristo riceve forza e conferisce vigore all\u2019annuncio del Vangelo.<\/p>\n<p>L\u2019impegno dei cristiani, in occasione di questa\u00a0<i>Giornata Mondiale<\/i>\u00a0e soprattutto nella vita ordinaria di ogni giorno, non consiste solo in iniziative di assistenza che, pur lodevoli e necessarie, devono mirare ad accrescere in ognuno l\u2019attenzione piena che \u00e8 dovuta ad ogni persona che si trova nel disagio. \u00abQuesta attenzione d\u2019amore \u00e8 l\u2019inizio di una vera preoccupazione\u00bb (<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Il_posto_privilegiato_dei_poveri_nel_Popolo_di_Dio\"><i>ibid<\/i>., 199<\/a>) per i poveri nella ricerca del loro vero bene. Non \u00e8 facile essere testimoni della speranza cristiana nel contesto della cultura consumistica e dello scarto, sempre tesa ad accrescere un benessere superficiale ed effimero. \u00c8 necessario un cambiamento di mentalit\u00e0 per riscoprire l\u2019essenziale e dare corpo e incisivit\u00e0 all\u2019annuncio del regno di Dio.<\/p>\n<p>La speranza si comunica anche attraverso la consolazione, che si attua accompagnando i poveri non per qualche momento carico di entusiasmo, ma con un impegno che continua nel tempo. I poveri acquistano speranza vera non quando ci vedono gratificati per aver concesso loro un po\u2019 del nostro tempo, ma quando riconoscono nel nostro sacrificio un atto di amore gratuito che non cerca ricompensa.<\/p>\n<p>8. A tanti volontari, ai quali va spesso il merito di aver intuito per primi l\u2019importanza di questa attenzione ai poveri, chiedo di crescere nella loro dedizione. Cari fratelli e sorelle, vi esorto a cercare in ogni povero che incontrate ci\u00f2 di cui ha veramente bisogno; a non fermarvi alla prima necessit\u00e0 materiale, ma a scoprire la bont\u00e0 che si nasconde nel loro cuore, facendovi attenti alla loro cultura e ai loro modi di esprimersi, per poter iniziare un vero dialogo fraterno. Mettiamo da parte le divisioni che provengono da visioni ideologiche o politiche, fissiamo lo sguardo sull\u2019essenziale che non ha bisogno di tante parole, ma di uno sguardo di amore e di una mano tesa. Non dimenticate mai che \u00abla peggiore discriminazione di cui soffrono i poveri \u00e8 la mancanza di attenzione spirituale\u00bb (<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Il_posto_privilegiato_dei_poveri_nel_Popolo_di_Dio\"><i>ibid.<\/i>, 200<\/a>).<\/p>\n<p>I poveri prima di tutto hanno bisogno di Dio, del suo amore reso visibile da persone sante che vivono accanto a loro, le quali nella semplicit\u00e0 della loro vita esprimono e fanno emergere la forza dell\u2019amore cristiano. Dio si serve di tante strade e di infiniti strumenti per raggiungere il cuore delle persone. Certo, i poveri si avvicinano a noi anche perch\u00e9 stiamo distribuendo loro il cibo, ma ci\u00f2 di cui hanno veramente bisogno va oltre il piatto caldo o il panino che offriamo. I poveri hanno bisogno delle nostre mani per essere risollevati, dei nostri cuori per sentire di nuovo il calore dell\u2019affetto, della nostra presenza per superare la solitudine. Hanno bisogno di amore, semplicemente.<\/p>\n<p>9. A volte basta poco per restituire speranza: basta fermarsi, sorridere, \u00a0ascoltare. Per un giorno lasciamo in disparte le statistiche; i poveri non sono numeri a cui appellarsi per vantare opere e progetti. I poveri sono persone a cui andare incontro: sono giovani e anziani soli da invitare a casa per condividere il pasto; uomini, donne e bambini che attendono una parola amica. I poveri ci salvano perch\u00e9 ci permettono di incontrare il volto di Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>Agli occhi del mondo appare irragionevole pensare che la povert\u00e0 e l\u2019indigenza possano avere una forza salvifica; eppure, \u00e8 quanto insegna l\u2019Apostolo quando dice: \u00abNon ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, n\u00e9 molti potenti, n\u00e9 molti nobili. Ma quello che \u00e8 stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che \u00e8 debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che \u00e8 ignobile e disprezzato per il mondo, quello che \u00e8 nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perch\u00e9 nessuno possa vantarsi di fronte a Dio\u00bb (<i>1 Cor<\/i>\u00a01,26-29). Con gli occhi umani non si riesce a vedere questa forza salvifica; con gli occhi della fede, invece, la si vede all\u2019opera e la si sperimenta in prima persona. Nel cuore del Popolo di Dio in cammino pulsa questa forza salvifica che non esclude nessuno e tutti coinvolge in un reale pellegrinaggio di conversione per riconoscere i poveri e amarli.<\/p>\n<p>10. Il Signore non abbandona chi lo cerca e quanti lo invocano; \u00abnon dimentica il grido dei poveri\u00bb (<i>Sal<\/i>\u00a09,13), perch\u00e9 le sue orecchie sono attente alla loro voce. La speranza del povero sfida le varie condizioni di morte, perch\u00e9 egli sa di essere particolarmente amato da Dio e cos\u00ec vince sulla sofferenza e l\u2019esclusione. La sua condizione di povert\u00e0 non gli toglie la dignit\u00e0 che ha ricevuto dal Creatore; egli vive nella certezza che gli sar\u00e0 restituita pienamente da Dio stesso, il quale non \u00e8 indifferente alla sorte dei suoi figli pi\u00f9 deboli, al contrario, vede i loro affanni e dolori e li prende nelle sue mani, e d\u00e0 loro forza e coraggio (cfr\u00a0<i>Sal\u00a0<\/i>10,14). La speranza del povero si fa forte della certezza di essere accolto dal Signore, di trovare in lui giustizia vera, di essere rafforzato nel cuore per continuare ad amare (cfr\u00a0<i>Sal\u00a0<\/i>10,17).<\/p>\n<p>La condizione che \u00e8 posta ai discepoli del Signore Ges\u00f9, per essere coerenti evangelizzatori, \u00e8 di seminare segni tangibili di speranza. A tutte le comunit\u00e0 cristiane e a quanti sentono l\u2019esigenza di portare speranza e conforto ai poveri, chiedo di impegnarsi perch\u00e9 questa\u00a0<i>Giornata Mondiale<\/i>\u00a0possa rafforzare in tanti la volont\u00e0 di collaborare fattivamente affinch\u00e9 nessuno si senta privo della vicinanza e della solidariet\u00e0. Ci accompagnino le parole del profeta che annuncia un futuro diverso: \u00abPer voi, che avete timore del mio nome, sorger\u00e0 con raggi benefici il sole di giustizia\u00bb (<i>Ml\u00a0<\/i>3,20).<\/p>\n<p><i>Dal Vaticano, 13 giugno 2019<\/i><\/p>\n<p>Memoria liturgica di S. Antonio di Padova<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Francesco<\/b><\/p>\n<p align=\"center\">\n<p style=\"text-align: right\" align=\"center\">[fonte <a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/poveri\/documents\/papa-francesco_20190613_messaggio-iii-giornatamondiale-poveri-2019.html\">vatican.va<\/a>]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO III GIORNATA MONDIALE DEI POVERI Domenica XXXIII del Tempo Ordinario 17 novembre 2019 &nbsp; La speranza dei poveri non sar\u00e0 mai delusa &nbsp; 1. \u00abLa speranza dei poveri non sar\u00e0 mai delusa\u00bb (Sal\u00a09,19). Le parole del Salmo manifestano una incredibile attualit\u00e0. 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