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Dalla Lettera del Santo Padre Leone XIV al presbiterio dell'Arcidiocesi di Madrid (9 febbraio 2026)
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Cari figli, permettetemi di parlarvi oggi del sacerdozio avvalendomi di un’immagine che conoscete bene: la vostra cattedrale. Non per descrivere un edificio, ma per imparare da esso. Perché le cattedrali — come qualsiasi luogo sacro — esistono, come il sacerdozio, per condurre all’incontro con Dio e alla riconciliazione con i nostri fratelli, e i loro elementi racchiudono una lezione per la nostra vita e il nostro ministero.
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Contemplandone la facciata, impariamo già qualcosa di essenziale. È la prima cosa che si vede, eppure non dice tutto: indica, suggerisce, invita. Così anche il sacerdote non vive per esibirsi, ma neppure per nascondersi. La sua vita è chiamata a essere visibile, coerente e riconoscibile, anche quando non è sempre compresa. La facciata non esiste per sé stessa: conduce all’interno. Allo stesso modo, il sacerdote non è mai fine a sé stesso. Tutta la sua vita è chiamata a rimandare a Dio e ad accompagnare il passaggio verso il Mistero, senza usurparne il posto.
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Una volta giunti alla soglia, comprendiamo che non conviene che tutto entri all’interno, perché è spazio sacro. La soglia segna un passaggio, una separazione necessaria. Prima di entrare, qualcosa rimane fuori. Anche il sacerdozio si vive così: stando nel mondo, ma senza essere del mondo (cfr. Gv 17, 14). In questo crocevia si situano il celibato, la povertà e l’obbedienza; non come negazione della vita, ma come la forma concreta che permette al sacerdote di appartenere interamente a Dio senza smettere di camminare tra gli uomini.
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La cattedrale è anche una casa comune, dove c’è posto per tutti. Così è chiamata a essere la Chiesa, specialmente verso i suoi sacerdoti: una casa che accoglie, che protegge e che non abbandona. E così si deve vivere la fraternità presbiterale; come l’esperienza concreta di sapersi in casa, responsabili gli uni degli altri, attenti alla vita del fratello e disposti a sostenerci a vicenda. Figli miei, nessuno dovrebbe sentirsi esposto o solo nell’esercizio del ministero: resistete insieme all’individualismo che impoverisce il cuore e debilita la missione!
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Per segnalazioni, suggerimenti
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e altre comunicazioni relative alla newsletter:
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coordinamentopastorale@patriarcatovenezia.it
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Appuntamenti fino a fine marzo
- mercoledì 11 febbraio | 33a Giornata Mondiale del Malato
- da venerdì 13 a domenica 15 febbraio, Casa Assunta Cavallino | Esercizi spirituali (aperti a tutti, preparazione alla Quaresima)
- sabato 14 febbraio ore 21:00 Venezia | Evangelizzazione di strada
- martedì 17 febbraio ore 15:00, Seminario Patriarcale | Festa carnevale ministranti
- mercoledì 18 febbraio | Mercoledì delle Ceneri
- giovedì 19 febbraio
- ore 9:30 Centro Urbani Zelarino | Ritiro di Quaresima per prebiteri e diaconi
- in serata | Visita del Patriarca alla Collaborazione Pastorale di Mira
- lunedì 23 febbraio ore 20:45, Teatro Kolbe di Mestre e online | Ultimo incontro del Corso di formazione "Stand by me" (ultimo incontro)
- martedì 24 febbraio ore 19:30, S. Salvador Venezia | Primo incontro del ciclo "(Ri)tratti del discepolo"
- giovedì 26 febbraio ore 9:30, Centro Urbani Zelarino | Vicari e Co-Vicari Foranei
- da venerdì 27 febbraio a domenica 1 marzo, Casa Maria Assunta Cavallino | Esercizi spirituali per giovani universitari e lavoratori
- sabato 28 febbraio ore 16:00, Basilica Cattedrale di San Marco | Ministeri lettorato e accolitato candidati al diaconato permanente
- domenica 1 marzo ore 15:30, Basilica Cattedrale San Marco | Incontro diocesano delle coppie che si preparano al Matrimonio
- sabato 7 marzo
- ore 7:30 Oriago | Pellegrinaggio mariano mensile con il Patriarca
- ore 9:30 Oriago | Visita del Patriarca alla CoPa di Oriago Gambarare Malcontenta
- domenica 8 marzo ore 16:00, Basilica Salute | Istituzione lettori seminaristi
- lunedì 9 marzo
- ore 9:30 | Posteologico
- ore 18:00 Borbiago | Visita del Patriarca alla CoPa di Borbiago-Marano
- mercoledì 11 marzo
- ore 11:00 | Collegio Consultori
- ore 17:30 | CAED
- giovedì 12 marzo ore 9:30, Centro Urbani Zelarino | Incontro formazione presbiterio
- da venerdì 13 a sabato 14 marzo | XIIIᵃ edizione «24 ore per il Signore», iniziativa quaresimale di preghiera e riconciliazione
- da venerdì 13 a domenica 15 marzo, Casa Maria Assunta Cavallino | Laboratorio di formazione alla sinodalità
- da lunedì 16 a martedì 17 marzo, Parma e Reggio Emilia | Uscita-convivenza per i sacerdoti dal X al XXV anno di ordinazione
- venerdì 20 marzo | Via Crucis diocesana giovani
- da venerdì 20 a domenica 22 marzo, Casa Maria Assunta Cavallino | Esercizi spirituali in Quaresima (per tutti)
- martedì 24 marzo | Giornata dei Missionari Martiri
- mercoledì 25 marzo | Annunciazione del Signore, sotto questo titolo Venezia ricorda la sua origine e venera la Madonna Nicopeia
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FESTA DEI MINISTRANTI A CARNEVALE
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Ttutti i ministranti della Diocesi sono invitati a partecipare alla festa di carnevale che si svolgerà in Seminario martedì 17 febbraio p.v. e che culminerà, come ogni anno, con la preghiera e l'adorazione eucaristica presso la Basilica della Madonna della Salute.
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Il ritrovo sarà alle ore 15 di martedì 17 febbraio presso il Seminario; portare la veste usata abitualmente per il servizio liturgico e qualcosa da condividere per la merenda.
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Il prossimo primo maggio si terrà la tradizionale gita dei ministranti. Méta di quest'anno Castiglione delle Stiviere dove si celebrererà il trecentesimo anniversario della canonizzazione di uno dei patroni dei chierichetti: San Luigi Gonzaga. Oltre alla Santa Messa con il Patriarca Francesco, nel corso della giornata giochi e tornei.
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CAMPI DIOCESANI DI ORIENTAMENTO VOCAZIONALE
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Ad agosto si svolgeranno i campi estivi promossi insieme al Seminario Patriarcale di Venezia presso Villa "Maria Ausiliatrice" a San Vito di Cadore:
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- dal 9 al 16 agosto campo per ragazzi e giovani in ricerca
- dal 17 al 23 agosto campo di Orientamento Vocazionale per i ministranti dalla III elementare alla III media.
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Centro Diocesano Vocazioni
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vocazioni.venezia@gmail.com
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Da venerdi 13 marzo pomeriggio a domenica 15 marzo dopo il pranzo presso la casa di spiritualità Maria Assunta di Cavallino – Treporti (VE), l’Agevo in collaborazione con l’Odersp della diocesi di Venezia propone un “Laboratorio di formazione alla sinodalità” sui temi dell’accompagnamento e del discernimento.
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Lo scopo della proposta è di offrire un contributo alla “formazione permanente sistematica, generativa e condivisa, capace di far maturare lo stile sinodale fra le diverse componenti del popolo di Dio […] e di far crescere nella pratica del discernimento ecclesiale” (vedi Lievito di pace e di speranza – n. 60/a).
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Verranno proposte due esperienze di conversazione spirituale attraverso momenti di spiegazione, di preghiera personale e di lavoro di gruppo.
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Il lavoro riguarderà in particolare questi temi:
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- Diventare tutti soggetti attivi del cammino sinodale
- Imparare ad utilizzare gli strumenti che rendono possibili nuove forme di corresponsabilità nella Chiesa e di partecipazione alla comune missione
- Stare nei conflitti, anche dove non c’è pace e speranza
La proposta è aperta a tutti e in particolare a chi svolge servizi nelle comunità parrocchiali, nelle associazioni e nei movimenti.
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Per informazioni e iscrizioni:
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“Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa,…” (Mt. 1,24)
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La rete dei “Gruppi San Giuseppe” in Italia propone nella nostra diocesi un seminario di tre giorni per soli uomini, per “svegliarsi” e vivere in pienezza la propria vocazione.
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Il cuore del corso è racchiuso nel suo sottotitolo, e nasce dal desiderio profondo di sostenere l’uomo di oggi nel suo cammino umano e spirituale, in un tempo in cui la cultura dominante spesso confonde, indebolisce o appiattisce le differenze.
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Viviamo in una società che tende a omologare i sessi o addirittura a mettere in discussione la figura maschile.
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Eppure la Scrittura ci ricorda con semplicità e potenza: “Maschio e femmina li creò”.
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Il seminario vuole essere uno spazio protetto, vero, libero, dove ogni uomo può fermarsi, respirare e ritrovare il senso della propria identità.
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Non un’idea astratta, ma un’esperienza concreta che tocca la vita quotidiana, gli affetti, il lavoro, il modo di stare nel mondo.
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