Gli auguri di Natale della Rassegna stampa del Patriarcato (che torna il 9 gennaio 2019)

Subito dopo l’edizione di venerdì 21 dicembre 2018, la Rassegna stampa quotidiana del Patriarcato di Venezia andrà in… pausa natalizia e riprenderà poi a partire da mercoledì 9 gennaio 2019.

Insieme agli auguri, in allegato, trovate un piccolo ma prezioso regalo: è il testo integrale dell’omelia della notte di Natale dell’anno 2012 pronunciata da Papa Benedetto XVI. Ce l’aveva riportata all’attenzione qualche giorno fa Andrea Tornielli, fondatore di Vatican Insider e da poche ore direttore della Direzione Editoriale del Dicastero vaticano per la Comunicazione, in un suo articolo sul tema “presepe”.

La riflessione di Benedetto XVI è, come sempre, molto limpida e ficcante; pone domande essenziali sulla “questione di Dio” e scruta la pagina del Vangelo della notte di Natale e le pagine vive della nostra storia con uno sguardo profondo e… autenticamente contemplativo: “…abbiamo veramente posto per Dio, quando Egli cerca di entrare da noi? Abbiamo tempo e spazio per Lui? Non è forse proprio Dio stesso ad essere respinto da noi? Ciò comincia col fatto che non abbiamo tempo per Dio… La questione che riguarda Lui non sembra mai urgente. Il nostro tempo è già completamente riempito. Ma le cose vanno ancora più in profondità. Dio ha veramente un posto nel nostro pensiero? La metodologia del nostro pensare è impostata in modo che Egli, in fondo, non debba esistere. Anche se sembra bussare alla porta del nostro pensiero, Egli deve essere allontanato con qualche ragionamento. Per essere ritenuto serio, il pensiero deve essere impostato in modo da rendere superflua l’“ipotesi Dio”. Non c’è posto per Lui. Anche nel nostro sentire e volere non c’è lo spazio per Lui”. Eppure “se la luce di Dio si spegne, si spegne anche la dignità divina dell’uomo. Allora egli non è più l’immagine di Dio, che dobbiamo onorare in ciascuno, nel debole, nello straniero, nel povero. Allora non siamo più tutti fratelli e sorelle, figli dell’unico Padre che, a partire dal Padre, sono in correlazione vicendevole. Che generi di violenza arrogante allora compaiono e come l’uomo disprezzi e schiacci l’uomo lo abbiamo visto in tutta la sua crudeltà nel secolo scorso. Solo se la luce di Dio brilla sull’uomo e nell’uomo, solo se ogni singolo uomo è voluto, conosciuto e amato da Dio, solo allora, per quanto misera sia la sua situazione, la sua dignità è inviolabile”. Ed ecco allora il suo invito-augurio: “Andiamo di là, a Betlemme, dice la liturgia della Chiesa oggi a noi. Trans-eamus traduce la Bibbia latina: “attraversare”, andare di là, osare il passo che va oltre, la “traversata”, con cui usciamo dalle nostre abitudini di pensiero e di vita e oltrepassiamo il mondo meramente materiale per giungere all’essenziale, al di là, verso quel Dio che, da parte sua, è venuto di qua, verso di noi… I pastori si affrettavano. Una santa curiosità e una santa gioia li spingevano. Tra noi forse accade molto raramente che ci affrettiamo per le cose di Dio. Oggi Dio non fa parte delle realtà urgenti. Le cose di Dio, così pensiamo e diciamo, possono aspettare. Eppure Egli è la realtà più importante, l’Unico che, in ultima analisi, è veramente importante. Perché non dovremmo essere presi anche noi dalla curiosità di vedere più da vicino e di conoscere ciò che Dio ci ha detto?”.

Ma queste righe sono solo un… semplice assaggio. Tutto l’intero testo è nel file allegato: buona lettura!

Grazie ancora a tutti Voi per l’attenzione costante nei confronti della Rassegna stampa. Che le prossime feste del Natale regalino a ciascuno di noi – e a tutte le persone che ci sono care – quella gioia e quella pace di cui abbiamo sempre più bisogno. E anche, per riprendere le parole citate sopra, ci donino una bella manciata di… sana curiosità di “vedere più da vicino e conoscere ciò che Dio ci ha detto…” e, quindi, di farGli finalmente spazio nella nostra vita.

BUON NATALE a tutti e, sin d’ora, l’augurio anche di un SERENO 2019!

 

Alessandro Polet – Ufficio stampa Patriarcato di Venezia