PATRIARCA
ANGELO CARD. SCOLA
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    Sede: Patriarcale metropolitana - Regione Ecclesiatica Triveneto - Patriarca di Venezia: Card. Angelo Scola
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    Giovedi 09 Settembre 2010 » Patriarcato di Venezia »  Segnalazioni »  S. Maria Goretti, una santa a Mestre  
    S. Maria Goretti, una santa a Mestre   versione testuale

    Una calorosa accoglienza, frutto della presenza e dell’abbraccio di tanta gente, è stata riservata  alle spoglie di S. Maria Goretti, giunte a Mestre il pomeriggio di domenica 7 marzo (da Nettuno) nella chiesa a lei intitolata e dove rimarrà fino a domenica 14. Per una settimana le reliquie resteranno esposte nella chiesa situata in Vicolo della Pineta e che resterà aperta giorno e notte. Per questo la comunità di Santa Maria Goretti, che festeggia in questo periodo il 50° della sua fondazione, ha organizzato un turn-over di fedeli che assicureranno la sorveglianza in chiesa e un servizio di ristoro nel vicino patronato. La settimana sarà inoltre ricca di appuntamenti aperti alla città. Da lunedì 8 marzo a venerdì 12 marzo le messe si terranno alle 8.15 e alle 19, il rosario sarà invece recitato alle 15.30. Il sabato messa alle 8.15 e prefestiva alle 18.30. Sarà possibile confessarsi ogni giorno dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.30. Martedì alle 16.30 i ragazzi “incontrano” Santa Maria Goretti, mentre alle 19 è in programma una messa con i sacerdoti e i fedeli delle parrocchie del vicariato di Carpenedo, celebrazione presieduta dal vicario foraneo don Paolo Ferrazzo. Mercoledì alle 19 la messa sarà celebrata da padre Julio Garcia, assistente Unitalsi. Giovedì 11, alle 16.30, ancora un incontro con i ragazzi e la Santa, di seguito alle 20.45 l dialogo con il Patriarca sul tema: «Amore, affettività, sessualità.... Santa Maria Goretti». Venerdì alle 16.15 incontro con i genitori della scuola dell’infanzia Santa Maria Goretti, sabato alle 17 il pellegrinaggio diocesano dei chierichetti. Infine, domenica 14 marzo alle 11 messa solenne con il vescovo ausiliare monsignor Beniamino Pizziol e alle 12.30 saluto e partenza dell’urna per Nettuno.

     

    Sull’ultimo numero di Gente Veneta, nell’editoriale in prima pagina, il parroco di S. Maria Goretti don Narciso Danieli ricorda così i tratti “attuali” emergenti dalla testimonianza della santa: “Molti la conoscono, ma solo come la santa degli ultimi cinque minuti: quelli della sua tragica aggressione. Questa settimana è speciale per conoscerla veramente. Conoscere la sua maturità d’amore quando, seppur bambina – nove anni – appena morto il papà, diceva: “Mamma non ti preoccupare, Dio non ci abbandonerà. Tu prendi il posto di papà in campagna ed io proverò a mandare avanti la casa. Camperemo, vedrai”. Conoscere il suo desiderio di Gesù Eucaristia, sì da ottenere la prima comunione ben due anni prima del consueto: “Mamma quando farò la prima Comunione? Non vedo l’ora…”. Scoprire il suo cuore puro e biblicamente sapiente, mentre diceva al fratellino prima della comunione: “Angelo, non fare così, Gesù non guarda le scarpe se sono nuove o no. Lui guarda il cuore”. Fino a meditare la sua fermezza nel rifiutare il male per amore di Dio, prima dell’aggressione mortale avvenuta il 5 luglio 1902: “Alessandro che fai, Dio non vuole. Tu vai all’inferno”. E ammirare infine il suo eroico perdono quando morente, il giorno dopo, all’ospedale, rispondeva: “Certo che perdono Alessandro e lo voglio vicino a me in Paradiso”. Non è dunque la “santa degli ultimi cinque minuti”, è il frutto maturo di una famiglia poverissima ma ricca di valori. Marietta ci spinge al perdono, ci provoca con la sua limpidezza e purezza, generosità e profondità di bambina. Pio XII nel 1950 la canonizzò e disse: “Da questa vita di umile fanciulla, imparino i padri e le madri che bisogna educare rettamente, santamente e fortemente i figli (…), conformarli ai precetti della religione cattolica, in modo che, quando la loro virtù si troverà in pericolo, possano, con l’aiuto della grazia, uscirne vittoriosi, integri, incontaminati. Impari la spensierata fanciullezza, la balda giovinezza a non tendere miseramente ai fugaci piaceri del senso, non agli affascinanti allettamenti dei vizi, ma piuttosto impari ad aspirare, anche tra le difficoltà, a quella cristiana perfezione che tutti possiamo raggiungere con la volontà decisa, sostenuta dalla grazia soprannaturale, con lo sforzo, la preghiera”. E Giovanni Paolo II la indicava come esempio ai giovani nella Giornata Mondiale della Gioventù nel 2003: “Che cosa dice ai giovani di oggi questa ragazza fragile, ma cristianamente matura, con la sua vita e soprattutto con la sua morte eroica? Marietta ricorda alla gioventù del terzo millennio che la vera felicità esige coraggio e spirito di sacrificio, rifiuto di ogni compromesso con il male e disposizione a pagare di persona, anche con la morte, la fedeltà a Dio e ai suoi comandamenti”. Noi veneriamo le sue spoglie mortali mentre cogliamo la grandezza della sua testimonianza: venerare il corpo di un santo ci aiuta a capire il mistero della bontà di Dio nella vita dei poveri, a credere nella resurrezione e “approfittare” di quel tesoro di testimonianza, vera grandezza della Chiesa. Papa Luciani amava dire che “il Vangelo è come uno splendido spartito musicale e i santi sono gli strumenti più vari che lo suonano”. Grazie dunque a questa santa bambina, Marietta, che ha “suonato” il Vangelo “coi fatti e nella verità”.


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