Redentore, l’OMELIA del Patriarca Francesco

Un breve estratto dell’omelia che il 21 luglio scorso il Patriarca ha pronunciato nella Basilica del Santissimo Redentore:

«Celebrare la festa del Redentore significa avvertire un bisogno di salvezza e percepire nella vita personale, familiare e sociale tutta la propria fragilità e impotenza. Che senso assume una vita comunque destinata a finire? Tutto prende una prospettiva diversa – amicizia, lavoro, ricerca del bene comune, famiglia, figli ecc. – nel momento in cui diventiamo consapevoli che questo, certamente, verrà meno. E la questione del senso della vita, sempre ardua, diventa drammatica quando è posta senza la possibilità d’indicare “Qualcuno” che sia in grado di rispondere. […] Il “senso” è il primo nutrimento dell’intelligenza e dell’anima umana; all’inizio di molti tunnel – a cui la psicologia e la psichiatria danno nomi diversi – vi è la questione del senso, l’aver smarrito il senso della vita e aver perso le motivazioni del vivere. Oggi talune fragilità, come anche alcune dipendenze (da droghe, alcool o gioco), iniziano proprio qui. […] L’uomo avverte tutta la fragilità e il bisogno di salvezza quando si sente minacciato nell’integrità fisica o quando avverte di aver smarrito il senso e il gusto del vivere. Solo chi l’ha provato può raccontare questo dramma; è ciò che chiamiamo angoscia, ansia, inquietudine o depressione, situazioni di vita che oggi, più che nel passato, accompagnano l’uomo. E ci sarà bene un perché».

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Redentore, l’OMELIA del Patriarca Francesco e la PREGHIERA finale prima della benedizione eucaristica alla città: il vero senso e il gusto del vivere