Chi siamo

COORDINATORE

don Francesco Marchesi

Nato a Milano il 13/09/1978, ordinato a Venezia il 16/06/2012, è stato incaricato dal Patriarca nel giugno 2018 di occuparsi della pastorale giovanile diocesana, con attenzione al tema vocazionale e all’educazione all’affettività.

In Diocesi ricopre, tra l’altro, anche gli incarichi di direttore della Pastorale Scolastica, della Pastorale della Cultura e moderatore della commissione per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso.

Per contattarlo: donfrancesco.marchesi@gmail.com


 

Nel corso degli anni e con l’avvicendarsi dei Direttori, luoghi fondamentali di confronto, formazione e crescita sono stati l’Equipe, task-force guidata dallo Spirito e in ascolto dello Spirito, col compito di orientare, coordinare e promuovere le attività della PGVE, e la Consulta diocesana, espressione della “pluriformità nell’unità” della nostra Chiesa di Venezia (parrocchie, associazioni, movimenti…) e che solitamente si riuniva 3 volte all’anno.

All’inizio dell’anno pastorale, tra settembre e ottobre, ci sono le Assemblee zonali per tutti i sacerdoti, religiosi/e, educatori, animatori e capi scout. In questi incontri “in loco” si lancia il cammino annuale calandolo nel contesto specifico, favorendo l’incontro e lo scambio tra quanti hanno a cuore il cammino dei giovani; si condividono il calendario e il percorso annuale di pastorale giovanile; si offrono le prime indicazioni per gli eventi.

E poi ci sono baldi giovani e “sempregiovanidentro” che prestano servizio in segreteria, in occasione degli eventi, delle incontri diocesani, GMG, ecc.

Cambiando le esigenze legate al mondo giovanile, la conformazione delle comunità parrocchiali, la creazione delle Collaborazioni pastorali e puntando a una pastorale d’ambiente, si sono trasformati anche i luoghi, le modalità, le proposte, favorendo il lavoro pastorale nelle quattro zone (Venezia, Mestre, Riviera, Litorale) con proprie peculiarità. Sacerdoti, religiosi/e ed educatori cercano sempre più di fare rete nel proprio territorio, ascoltando le reali esigenze e cercando di rispondere con proposte concrete (servizio, carità, spiritualità…).

Anche la pandemia del Covid-19 ha inciso, e non poco. È un’occasione per ripensare e ripensarsi, per osare, per puntare in alto, per riscoprire l’essenziale, per illuminare l’azione pastorale e aprire nuove piste.